Carissimi, novembre si apre con due giorni che stanno insieme come le due mani nella preghiera: domenica la festa di Tutti i Santi, lunedì la memoria dei nostri defunti. Il Cielo e la terra. Chi ci aspetta e chi ancora cammina.
In questi giorni andremo nei nostri cimiteri. Porteremo un fiore, accenderemo un lumino, diremo un nome sottovoce. E lì, nel silenzio, davanti a quella pietra, ci raggiungono tante voci. La voce della mancanza. La voce del rimpianto. La voce che sussurra che tutto finisce lì, nel nulla.
Il nostro Arcivescovo la chiama «il grande inganno»! Ma c’è un’altra voce. Più quieta, ma più forte. È la voce di Gesù, il Vivente, che grida alla morte: dov’è la tua vittoria? (1Cor 15,55). È la voce che ha chiamato per nome i nostri cari. È la voce che chiama anche noi! Perché i santi non sono solo quelli delle vetrate.
Sono la mamma che ci ha insegnato il segno della croce, il papà che si è speso per la famiglia, il nonno con la corona del rosario in mano, chi ha servito in parrocchia senza chiedere niente. Come candele accese davanti al Signore, si sono consumati senza fare rumore. Conosciuti solo da Dio… e da noi!!
E ci dicono una cosa semplice: la santità è per tutti! Per chi vive la famiglia e per chi fa il prete, per chi sta bene e per chi è malato, per i giovani e per gli anziani. È la strada delle Beatitudini (Mt 5,1-12), quella che Papa Leone ci ha indicato come cammino di ciascuno e di tutta la Comunità.
Ognuno ha una missione. Ognuno ha un posto preparato! Allora la memoria dei nostri morti non è nostalgia. È speranza! Una speranza “della cucina”, diceva Papa Francesco: semplice, quotidiana, sempre a portata di mano. Una speranza che ci fa pregare per i nostri cari e anche per i tanti, troppi morti delle guerre di oggi.
San Carlo, che festeggeremo il 4 novembre, era convinto che la morte dovesse diventare maestra di vita. E i primi cristiani disegnavano la speranza come un’ancora gettata sulla riva del Cielo. Là dove sono i santi. Là dove sono i nostri cari. Là dove c’è Gesù.
Ecco la domanda da portare a casa, davanti alle tombe e davanti all’altare: dove è ancorato il mio cuore? Preghiamo perché nessuno porti da solo il suo dolore… e la sua speranza! Buona festa dei Santi!!
don Cesare

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