La bellezza dell’essere famiglia

In occasione della Festa della Famiglia, che celebriamo questa domenica, il nostro Arcivescovo ha mandato un videomessaggio alla diocesi, visibile sul sito della Chiesa di Milano, nel quale è raccolto un interrogativo che fa da filo conduttore: «Voi, famiglie, avete qualche cosa da dire alla Chiesa e alla società?». Un interrogativo che ha una risposta affermativa: «Abbiamo da annunciare la gioia della bellezza di essere famiglie».

Questo perché le famiglie conoscono «il segreto» della gioia e lo sperimentano: «Io provo gioia perché mi dedico alla tua gioia», è quanto si dicono reciprocamente i componenti di una famiglia. Una gioia, continua monsignor Delpini, che consiste nel «seminare gioia nel cuore delle persone amate».

Dalla testimonianza e dall’esempio della famiglia – «luogo in cui la vita nasce» – si ricava anche il senso autentico della vita: «Amare ed essere amati». Sottolinea l’Arcivescovo: «Nessuno può nascere senza un amore che lo genera e vivere senza fare della sua vita un dono». Ma «le ferite, le sofferenze, le mortificazioni, le frustrazioni?». Possono trovare «una via di guarigione» se incontrano «quella parola del Vangelo che dice “perdona, guarda, riconosci, aspetta…”». Allora la bellezza della famiglia è anche quella di essere «un luogo di perdono, in cui la speranza non può morire e la responsabilità che uno si assume non può essere dimessa per esasperazione. La Chiesa desidera accogliere il messaggio delle famiglie – assicura monsignor Delpini –, ma si impegna anche ad annunciare la bellezza di essere famiglia».

L’intervento del Vescovo Mario è di grande respiro e di grande fiducia per tutte le famiglie che vivono l’esperienza della gioia, ma anche per quelle che sono in difficoltà, facendone scoprire la bellezza, il senso e la guarigione.

In un tempo in cui viene messa in dubbio la bellezza dell’istituzione familiare abbiamo bisogno di riscoprirne il valore a partire dalla Parola di Dio che ci parla di comprensione, di perdono, di gioia, come elementi essenziali dell’amore. La testimonianza di umanità e di fede della Santa Famiglia di Nazaret è l’icona a cui ogni famiglia può attingere per ridare slancio e rinvigorire gli affetti di ciascun membro nei confronti dell’altro, superando la tentazione diffusa del pessimismo e della sfiducia.

La famiglia, riscoprendo la sua bellezza, può indicare alla società vie autentiche per guardare al futuro con fiducia e può dare ai giovani la speranza di potere realizzare il desiderio di amare e di essere amati.

Il Vangelo di questa domenica, ci riporta l’episodio della presentazione di Gesù al Tempio da parte di Giuseppe e Maria, con la meraviglia e la fede del vecchio Simeone e di Anna, rimasta vedova in giovane età. Questo Vangelo, con il tema di Gesù, luce del mondo, ci prepara alla festa della candelora del 2 febbraio.

Sarà un lume e una preghiera, che porteremo a casa nella messa di domenica, il segno che accompagnerà la festa della Famiglia, per ricordarci che la bellezza dell’amore famigliare può illuminare il buio presente nel nostro mondo. Chiediamo di accendere il lume e di porlo sul davanzale di una finestra di casa domenica sera, mentre alle ore 20.00 suoneranno le campane delle nostre parrocchie in segno di preghiera e di festa per tutte le nostre famiglie.

don Sergio

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Opera: Sacra Famiglia – Juan Simon Gutierrez – olio su tela – 1680

Appuntamenti 27 gennaio – 5 febbraio 2023

VENERDÌ 27/1

La Formazione permanente del clero, la Consulta diocesana per la Chiesa dalle genti e Azione cattolica ambrosiana propongono a laici, consacrati e clero una serie di incontri sul tema «Vide la Grazia di Dio e se ne rallegrò. Racconti e riflessioni per uno stile di Chiesa sinodale e missionaria» e che prevede cinque appuntamenti zonali con la partecipazione dell’Arcivescovo. Questa sera, alle 20.45, Zona II, ci si ritroverà presso il Cineteatro di Azzate (via Acquadro 32): «Come, con chi, verso dove: ci vuole metodo!», racconto del Gruppo Barnaba del Decanato di Luino; riflessione di Mario Antonelli. È possibile partecipare di persona o in streaming sul portale della Chiesa di Milano.

SABATO 28/1

  • Dalle ore 15.00 alle ore 17.50 in Prepositurale (Luino) verrà esposta l’Eucaristia per l’adorazione personale.
  • Alle ore 18.00 al Teatro Sociale, in occasione della Festa della Famiglia, andrà in scena lo spettacolo “Anche i Santi hanno i brufoli” con Giovanni Scifoni. Iscrizioni entro il 27 gennaio presso la segreteria dell’oratorio di Luino (venerdì dalle 18.00 alle 19.00) o presso l’istituto “Maria Ausiliatrice” (tutti i giorni dalle 10.00 alle 11.30 e dalle 15.00 alle 17.00).

DOMENICA 29/1 – Festa della Famiglia

  • SS. Messe secondo l’orario domenicale. Alle ore 10.00 in Prepositurale (Luino), S. Messa Solenne alla quale sono invitate tutte le famiglie. Un invito speciale è rivolto ai genitori dell’Istituto “Maria Ausiliatrice” e agli educatori e catechiste della comunità, per pregare insieme per l’educazione cristiana dei giovani.
  • Alle 12.30 pranzo in oratorio a Creva in occasione della Festa della Famiglia. Prenotarsi entro mercoledì 25 gennaio a Karin (338 695 4778). Contributo 18€ adulti 10€ bambini.
  • Alle 14.45 pomeriggio di giochi all’oratorio di Luino e alle 16.15 merenda per tutti.

MARTEDÌ 31/1

Alle 9.30 S. Messa in Prepositurale (Luino) nella Settimana dell’Educazione e in onore a San Giovanni Bosco, aperta a tutti e con la partecipazione degli educatori e dei ragazzi che frequentano la scuola parrocchiale e delle loro famiglie. Non sarà celebrata la S. Messa delle ore 9.00 al Santuario del Carmine.

MERCOLEDÌ 1/2

Alle ore 18.00, presso la chiesa delle Romite di Agra sarà celebrata la S. Messa nella vigilia della Festa della Presentazione di Gesù al Tempio, con la presenza dei monaci benedettini di Dumenza e dei consacrati e consacrate del Decanato.

GIOVEDÌ 2/2

Durante le SS. Messe saranno benedette le candele nella Festa della Presentazione di Gesù al Tempio o Candelora.

VENERDÌ 3/2 – Memoria di San Biagio

  • Alla fine delle SS. Messe ci sarà il rito della benedizione della gola.
  • Alle 15.00 nella chiesa di San Biagio a Voldomino S. Messa e benedizione del pane e della gola.

SABATO 4/2

Dalle ore 15.00 alle ore 17.50 in Prepositurale (Luino) verrà esposta l’Eucaristia per l’adorazione personale.

DOMENICA 5/2

  • Fuori dalle chiese si venderanno le primule in favore del Centro Aiuto alla Vita.
  • Alle 9.00 al Sacro Cuore (Voldomino) S. Messa con benedizione dei pani e offerta della cera votiva.
  • Alle 11.15 a San Biagio (Voldomino) S. Messa Solenne con accensione del globo in ricordo del Martirio del Santo, benedizione dei pani e offerta della cera votiva.
  • Alle ore 15.30, sempre a San Biagio (Voldomino), celebrazione dei Vesperi in onore di San Biagio seguiti dalla processione per le vie del paese e dalla benedizione della gola. Al termine ci sarà un momento di festa con panettone benedetto e cioccolata calda.

Parola e pane

La liturgia della terza domenica dopo l’Epifania ci propone un altro brano evangelico in cui Gesù manifesta in modo particolare l’amore di Dio per gli uomini: si tratta dell’episodio della moltiplicazione dei pani, rivelatore della sua compassione per l’umanità bisognosa, ma anche della sua capacità di coinvolgere i suoi apostoli in questo gesto carico di carità.

Molti seguivano Gesù ed egli annunciava il regno di Dio, guariva chi aveva bisogno di cure, preparava attraverso molti segni, come quello della moltiplicazione dei pani e dei pesci, il dono del suo corpo e del suo sangue, che si attualizza ancora oggi nell’Eucaristia.

Questa domenica, tutta la Chiesa è invitata a mettere al centro della nostra attenzione la Parola di Dio, così come ha voluto Papa Francesco con la Lettera apostolica del 30 settembre 2019 istituendo la Domenica della Parola di Dio, fissandola – secondo il Calendario liturgico romano – alla III domenica del Tempo ordinario, momento particolarmente adatto «a rafforzare i legami con gli ebrei e a pregare per l’unità dei cristiani».

Lo scopo di questa domenica è quello di promuovere la celebrazione, la riflessione e la divulgazione della Parola di Dio.

«La Chiesa in ascolto è la Chiesa missionaria: proiettata verso il mondo, desiderosa di crescere nella fede, interessata a ogni uomo e donna, attenta soprattutto a quanti abitano loro malgrado le periferie esistenziali», sottolinea monsignor Giuseppe Baturi, segretario generale della Cei, ricordando che «l’ascolto della Parola di Dio educa il cuore a entrare in relazione profonda con le persone e con gli eventi della storia: Dio parla ancora attraverso le Scritture e la vita concreta». Ecco allora, osserva ancora monsignor Baturi, che «è questa la strada che le nostre Chiese intendono percorrere insieme, nella fedeltà al Vangelo e nel servizio ai fratelli».

Per favorire la conoscenza della Parola di Dio, consegneremo alla fine delle Messe di questa domenica, il testo del Vangelo di Giovanni ad ogni famiglia. Ricordo che il testo degli altri Vangeli l’avevamo già consegnato, prima del Covid, proprio in occasione di questa domenica.

Mi preme fare presente che stiamo vivendo in questi giorni la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, con il tema: “Imparate a fare il bene; cercate la giustizia” (Is 1,17). È un ammonimento che riceviamo, da comprendere anzitutto nel contesto più generale del linguaggio profetico. Isaia ci presenta qui una società che sta vivendo un processo di disintegrazione che investe ogni aspetto della convivenza civile: una situazione di sfaldamento etico che parte dal piano politico e religioso per investire ogni ambito sociale. Nel tempio, per il profeta, si viene per ascoltare e credere ad una parola che si vivrà fuori. Il brano delinea proprio i principi per un discernimento del nesso fede ed esistenza e cioè il fatto che il valore di un culto non è legato alla molteplicità dei riti. Il culto è celebrato cercando il volto di quel Dio che per primo ha scelto di legarsi al suo popolo. Ma il culto, non può sostituire i doveri più elementari verso il prossimo, specialmente quando questo è debole e indifeso.

Infine, esorto a tenere presenti gli appuntamenti per la settimana dell’educazione e per la Festa della Famiglia, segnalati su questo numero del notiziario della Comunità Pastorale.

don Sergio

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Opera: La nutrizione dei cinquemila – Hendrick De Clerck – dipinto – 1590 circa – Kunsthistorisches Museum, Vienna

Riempire il vuoto d’amore

È davvero interessante sapere che il primo miracolo compiuto da Gesù, presentato nel Vangelo di Giovanni, è quello dell’acqua tramutata in vino, durante una festa di nozze a Cana di Galilea.

Meditiamo questo episodio in questa seconda domenica dopo l’Epifania, continuando, la serie delle manifestazioni di Gesù, che la liturgia ci offre per aprirci alla conoscenza dell’amore di Dio, necessario per dare valore ai vari aspetti della vita umana.

La missione di Gesù nel mondo è volta a recuperare ciò che il peccato originale aveva sciupato e reso fragile della bellezza e della perfezione di tutta la creazione, a partire dall’uomo e dalla donna, pensati e voluti da Dio come immagine e somiglianza di Lui, che è Amore per definizione.

Alle nozze di Cana era venuto a mancare il vino, segno di una festa che si stava spegnendo e che aveva bisogno di essere recuperata. Lo sguardo attento e intuitivo di Maria, invitata anch’ella a quelle nozze, sollecita Gesù a fare qualcosa che solo Lui può realizzare e ne esce quel miracolo, che Giovanni chiama “il primo dei segni” compiuti da Gesù, profetizzando il segno ultimo, manifestato sulla Croce nel dono totale della sua vita e del suo Spirito d’Amore, di cui l’umanità è continuamente assetata.

Anche oggi, infatti, in maniera sempre più assillante, il desiderio di amare è fortissimo, ma sembra non sia mai pienamente appagato, anzi si è arrivati addirittura a pensare, che esso sia un’utopia incancellabile. Eppure, Gesù facendo riempire fino all’orlo le capienti giare, trasformando l’acqua in vino, afferma che il suo Spirito sarebbe stato donato sulla croce per riempire il vuoto d’amore presente nel mondo in ogni tempo, anche il nostro tempo.

Penso alla tristezza e alla delusione di fronte a quelli che vengono chiamati i fallimenti di molte coppie, in cui l’amore sembra venire meno o non esserci più; penso anche alle fatiche o all’incapacità di mantenere relazioni di amore tra i componenti di una famiglia o di gruppi di amici; penso all’egoismo umano che blocca ogni spinta di solidarietà umana e che spesso provoca conflitti e divisioni tra i singoli, i gruppi e addirittura tra popoli e nazioni.

La tentazione di rassegnarsi è grande e provoca spesso infelicità, sconsolatezza, progressiva mancanza di entusiasmo, fino alla disperazione, ma c’è un antidoto ed è il coraggio e l’umiltà di lasciarsi amare da Gesù accogliendo la grazia del suo Spirito, sorgente perenne di Amore. Attingere a questa fonte inesauribile del suo Amore è il motivo della speranza cristiana e chiede di essere testimoniata e diffusa per riempire ogni giorno i vuoti di amore provocati dall’aridità dei sentimenti, che fanno i cuori di molti, contenitori asciutti e incapaci di amare.

Questo è il motivo per fare entrare di nuovo e senza sosta Gesù nella nostra vita personale, nelle nostre famiglie, nei nostri gruppi, nelle nostre Comunità, nel mondo intero, così da essere continuamente rigenerati e capaci di portare frutti di vero amore.

Maria è colei che, come madre premurosa, intercede per noi.

don Sergio

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Opera: Le nozze di Cana – Paolo Caliari detto il Veronese e Benedetto Caliari – olio su tela – 1579/1580 – Camera dei Deputati, Roma

Appuntamenti 13 – 21 gennaio 2023

VENERDÌ 13/1

Alle ore 20.45, presso la chiesa di San Pietro a Castelveccana, si terrà la veglia decanale per la pace.

SABATO 14/1

Dalle ore 15.00 alle ore 17.50 in Prepositurale (Luino) verrà esposta l’Eucaristia per l’adorazione personale.

DOMENICA 15/1

Al termine della S. Messa delle ore 11.15 a Voldomino ci sarà la benedizione degli animali sul sagrato parrocchia in occasione della festa di Sant’Antonio.

GIOVEDÌ 19/1

Alle ore 20.45, presso il Santuario del Carmine (Luino), si terrà la veglia decanale di preghiera nell’ambito della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani.

SABATO 21/1

Dalle ore 15.00 alle ore 17.50 in Prepositurale (Luino) verrà esposta l’Eucaristia per l’adorazione personale.

Gesù: compagno di viaggio e guida

In questi primi giorni dell’anno abbiamo accompagnato con la preghiera l’ingresso in Cielo del Papa emerito Benedetto XVI, che ricordiamo con vivo affetto per la sua semplicità, gentilezza, finissima cultura e profondità teologica e spirituale. Una passione per Cristo e per la Chiesa ha caratterizzato tutta la sua vita, portandolo ad approfondire i misteri della fede, che all’inizio del suo ministero petrino si sono concretizzati nelle tre lettere encicliche sulla fede, la speranza e la carità.

Mi sembra bello ricordarlo in questa domenica, che celebra la festa del Battesimo di Gesù, il quale si è avvicinato fortemente agli uomini, inserendosi umilmente nella fila dei peccatori, per guidarli verso il cielo, che per mezzo di Lui si è aperto definitivamente, congiungendo Cielo e terra.

Proprio per ricordare Benedetto XVI vorrei proporvi alcuni passi dell’Angelus pronunciato alla festa del Battesimo di Gesù del 2006, durante il primo anno del suo pontificato.

«Quest’oggi fissiamo lo sguardo su Gesù che, all’età di circa trent’anni, si fece battezzare da Giovanni nel fiume Giordano. Si trattava di un battesimo di penitenza, che utilizzava il simbolo dell’acqua per esprimere la purificazione del cuore e della vita. Giovanni detto il “Battista”, cioè il “Battezzatore”, predicava questo battesimo ad Israele per preparare l’imminente venuta del Messia; e a tutti diceva che dopo di lui sarebbe venuto un altro, più grande di lui, il quale avrebbe battezzato non con l’acqua, ma con lo Spirito Santo (cfr Mc 1, 7-8). Ed ecco che quando Gesù fu battezzato nel Giordano, lo Spirito Santo discese, si posò su di Lui in apparenza corporea come di colomba, e Giovanni il Battista riconobbe che Egli era il Cristo, l’”Agnello di Dio” venuto per togliere il peccato del mondo (cfr Gv 1, 29). Perciò il Battesimo al Giordano è anch’esso un’”epifania”, una manifestazione dell’identità messianica del Signore e della sua opera redentrice, che culminerà in un altro “battesimo”, quello della sua morte e risurrezione, per il quale il mondo intero sarà purificato nel fuoco della divina misericordia (cfr Lc 12, 49-50).

Per la prima volta, stamani, ho avuto la gioia di battezzare nella Cappella Sistina dieci neonati. A questi piccoli e alle loro famiglie, come pure ai padrini e alle madrine, rinnovo con affetto il mio saluto. Il Battesimo dei bambini esprime e realizza il mistero della nuova nascita alla vita divina in Cristo: i genitori credenti portano i loro figli al fonte battesimale, che rappresenta il “grembo” della Chiesa, dalle cui acque benedette vengono generati i figli di Dio. Il dono ricevuto dai neonati chiede di essere accolto da loro, una volta fattisi adulti, in modo libero e responsabile: questo processo di maturazione li porterà poi a ricevere il sacramento della Cresima o Confermazione, che, appunto, confermerà il Battesimo e conferirà a ciascuno il “sigillo” dello Spirito Santo.

Cari fratelli e sorelle, l’odierna solennità sia occasione propizia per tutti i cristiani di riscoprire con gioia la bellezza del loro Battesimo, che, se vissuto con fede, è una realtà sempre attuale: ci rinnova continuamente ad immagine dell’uomo nuovo, nella santità dei pensieri e delle azioni. Il Battesimo, inoltre, unisce i cristiani di ogni confessione. In quanto battezzati, siamo tutti figli di Dio in Cristo Gesù, nostro Maestro e Signore. Ci ottenga la Vergine Maria di comprendere sempre più il valore del nostro Battesimo e di testimoniarlo con una degna condotta di vita».

Le parole appena lette rivelano la semplicità e la chiarezza di Benedetto XVI che interveniva come “catechista” del mondo intero, invitando ciascuno a rinnovarsi per portare dentro e attorno a noi l’immagine di Cristo.

In quest’ottica di novità, di rinnovamento e di maturazione ci prepareremo nei prossimi mesi a vivere la missione popolare nella nostra città di Luino e per questo vi invito a leggere la lettera allegata al notiziario di questa settimana.

don Sergio

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Opera: Battesimo di Cristo – Verrocchio e Leonardo – olio e tempera su tavola – 1470-1475 – Galleria degli Uffizi, Firenze

Tracciare insieme sentieri di pace

Il nuovo anno 2023 comincia di domenica, Giorno del Signore, in cui si celebra la LVI Giornata mondiale della Pace, con un messaggio di Papa Francesco dal titolo “Nessuno può salvarsi da solo. Ripartire dal Covid-19 per tracciare insieme sentieri di pace”.

Il tempo della Pandemia ha scosso parecchio gli animi umani suscitando in molti fragilità, insicurezze, paure, perdita di speranza nel futuro; a tutto questo si è aggiunta la guerra in Ucraina, che, come scrive Papa Francesco, produce effetti a livello globale: “Basti solo pensare ai problemi del grano e ai prezzi del carburante. Di certo, non è questa l’era post-Covid che speravamo o ci aspettavamo”, constata.

“Questa guerra, insieme a tutti gli altri conflitti sparsi per il globo, rappresenta una sconfitta per l’umanità intera. Mentre per il Covid-19 si è trovato un vaccino, per la guerra ancora non si sono trovate soluzioni adeguate”, ha lamentato. “Certamente il virus della guerra è più difficile da sconfiggere di quelli che colpiscono l’organismo umano, perché esso non proviene dall’esterno, ma dall’interno del cuore umano, corrotto dal peccato”.

Non dobbiamo, però, disperare, perché il Signore è con noi, si rende sempre presente in ogni momento storico e il Vangelo di questa domenica, nell’Ottava del Natale, ci ricorda che “quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo”. (Lc 2, 21). Il nome “Gesù” significa “Dio salva”, per questo dobbiamo avere fiducia, Egli “ci accompagna con tenerezza, ci sostiene nella fatica e, soprattutto, orienta il nostro cammino”.

Il Papa invita anche a porre al centro la parola “insieme”, perché “è insieme, nella fraternità e nella solidarietà, che costruiamo la pace, garantiamo la giustizia, superiamo gli eventi più dolorosi”.

“Non possiamo più pensare solo a preservare lo spazio dei nostri interessi personali o nazionali”, ha affermato, esortando a lasciar entrare la “luce del bene comune, con un senso comunitario, ovvero come un ‘noi’ aperto alla fraternità universale. Non possiamo perseguire solo la protezione di noi stessi, ma è l’ora di impegnarci tutti per la guarigione della nostra società e del nostro pianeta, creando le basi per un mondo più giusto e pacifico, seriamente impegnato alla ricerca di un bene che sia davvero comune”.

Vi, invito, se riuscite, a leggere tutto il messaggio del Papa, può essere utile per iniziare questo nuovo anno all’insegna del coraggio e della forza di affrontare le sfide che incontreremo, ma anche per valorizzare le risorse di bene che troviamo dentro di noi e attorno a noi.

L’anno 2023, per la nostra Comunità Pastorale, sarà l’occasione per vivere insieme un evento che lanceremo nel giorno dell’Epifania e che ci troverà tutti coinvolti in una “Missione popolare” da vivere come gioioso annuncio del Vangelo che raggiunga uomini e donne della nostra città in ogni ambiente in cui vivono.

E il Vangelo non è altro che la lieta novella di Dio, il quale guida la storia mandando il suo Figlio Gesù per realizzare il Regno di pace e di giustizia, già presente in mezzo a noi.

Buon Anno.

don Sergio

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Opera: Natività – Giotto – affresco – 1310 – Basilica Inferiore di San Francesco, Assisi

Il dono più grande

Quando arriva il Natale una delle preoccupazioni più grandi è quella dei doni: a chi farli, come farli, che cosa regalare? Perché ogni dono dovrebbe essere il segno di un affetto, di una riconoscenza, del desiderio di fare piacere a una persona cara.

Per noi cristiani l’idea di dono nasce dalla consapevolezza che Dio ci ha offerto il dono più grande e che ha un nome: Gesù, il suo Figlio amato. Attraverso Lui ha voluto donare all’umanità la salvezza, che ognuno attende e che ancora è la cosa più necessaria ad ogni essere umano. Salvezza, che significa, possibilità di vivere nel superamento progressivo dei limiti e delle fragilità, che spesso appesantiscono la vita e non la rendono autentica.

Gesù è venuto nel mondo per rivelare agli uomini e alle donne la loro identità di figli e figlie di un Dio che è Padre, il quale non vede l’ora di vederli tutti partecipi del suo amore, recuperando così il suo pensiero originario al momento della creazione del mondo. In questo sta tutta la missione di Gesù: costruire il Regno di Dio, sul modello originario della creazione del mondo e degli uomini, in un contesto di amore senza limiti.

Ora, noi ci rendiamo conto che il messaggio di Gesù sembra anacronistico, legato ad un modo di pensare che sembra non appartenerci, lontano dai criteri umani, eppure indispensabile per suscitare speranza nel presente e sguardo sereno verso il futuro.

Le vicende della storia attuale rischiano di oscurare la speranza, perché sono segnate da episodi di violenza, di ingiustizia, di corruzione, di tradimenti, di guerre, ma se siamo capaci di non lasciarci schiacciare da essi, riusciamo anche a vedere lati belli e persino meravigliosi della vita, che ci raccontano la concreta esperienza di benevolenza, attenzione, generosità, perdono, accoglienza, di cui sono protagonisti uomini e donne del nostro tempo.

Vi invito in questo Natale a contemplare il bambino Gesù nella sua realtà di piccolo, umile e mite, Figlio di Dio, che ci raggiunge nella nostra storia personale e comunitaria, facendosi ancora compagno di viaggio nell’avventura della vita e illuminando il nostro cammino con la luce della sua Parola e con l’esempio del suo amore che salva.

Il mio augurio si unisce a quello degli altri sacerdoti della Comunità Pastorale, unitamente a quello del diacono Gabriele.

don Sergio

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Ecco la serva del Signore

Siamo ormai giunti all’ultima domenica di Avvento, che la liturgia ambrosiana chiama “dell’Incarnazione o della Divina Maternità della beata sempre Vergine Maria”, con l’Eccomi di Maria all’annuncio dell’Arcangelo Gabriele.

Il “sì” di Maria nasce dalla sua fede in Dio e dalla disponibilità a rendersi liberamente disponibile a collaborare al suo progetto di salvezza, di cui Gesù è il centro. Per questo tutta la liturgia di questa domenica è carica di letizia, infatti preannuncia la gioia del canto degli angeli nella notte di Natale, mentre portano ai pastori la notizia della nascita di Gesù, il Salvatore del mondo, l’Atteso da secoli e secoli.

Ancora oggi, mentre c’è una parte dell’umanità indifferente o distratta da tante cose futili, un’altra parte è consapevole del bisogno grande di accogliere Gesù nella propria vita, perché solo in Lui si trovano le risposte a tantissime domande e solo in Lui è possibile trovare la luce che sveli le verità profonde dell’animo umano.

Maria, nella sua semplicità e umiltà, aderisce alla volontà di Dio e si prende carico di ciò che le viene chiesto perché la salvezza si realizzi attraverso il suo Figlio Gesù, che ella stessa presenta e porta ancora agli uomini di oggi. Anche noi cristiani abbiamo questo compito di accogliere e di portare Gesù, testimoniandolo con la nostra vita nei diversi luoghi del nostro agire e operare.

Riconoscere la presenza di Gesù nel mondo è il grande motivo della speranza cristiana, che si oppone a tutte le forme di sfiducia e di depressione nei confronti del presente e del futuro. Ciò che ha portato Gesù, incarnandosi nella nostra storia, è uno stile di vita, fortemente attuale, capace di rispondere alle diverse esigenze di bene e provocatorio nei confronti di chi speranza non ne ha più. Dall’incontro con Gesù nasce la missione della Chiesa, che ha visto nei pastori i prototipi di tutta quella serie di persone, che testimoniano ciò che hanno visto e udito.

Abbiamo la novena per prepararci bene alla prossima festa, cerchiamo di non lasciarci distrarre troppo da ciò che potrebbe allontanarci dal senso del Natale, prendiamo invece l’occasione per ritrovare il gusto delle cose semplici, ma concrete, per ravvivare in noi la gioia dell’amore e della solidarietà, portateci da Gesù, insieme al desiderio di annunciarlo a tutti.

don Sergio

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Opera: Madonna del Magnificat – Botticelli – tempera su tavola – 1483 – Uffizi, Firenze

Celebrazioni eucaristiche dal 24 dicembre 2022 all’8 gennaio 2023

SABATO 24/12 – Vigilia di Natale

Non saranno celebrate Messe al mattino.

Nella Messa del pomeriggio verranno benedetti i Gesù Bambino che verranno deposti nei presepi delle nostre case.

Alle 17.45 “portiamo la luce nelle nostre strade”: ritrovo all’Istituto “Maria Ausiliatrice” con le lanterne accese per incamminarsi verso la Prepositurale.

Alle 18.00 S. Messa in Prepositurale (Luino) con i bambini dell’iniziazione cristiana (dalla 2^ alle 5^ elementare) e le loro famiglie animata dagli adolescenti e dai 18/19enni. A seguire, sul piazzale, scambio di auguri.

Le SS. Messe nella Notte di Natale verranno celebrate alle 22.00 a Creva, Motte e Voldomino e alle 24.00 in Prepositurale a Luino e saranno precedute dalla veglia di preghiera con inizio 45 minuti prima.

DOMENICA 25/12 – Natale del Signore

Le SS. Messe seguono l’orario festivo domenicale con l’aggiunta delle celebrazioni alle 8.00 a Biviglione (Voldomino), alle 9.00 a Pianazzo (Motte) e alle 17.00 in ospedale. Alla Messa delle 10.00 in Prepositurale (Luino) sono particolarmente invitati i preadolescenti.

LUNEDÌ 26/12 – Santo Stefano

Le SS. Messe saranno alle 8.30 e alle 10.00 in Prepositurale (Luino), alle 10.00 a Creva, alle 11.15 a Voldomino e alle Motte e alle 16.30 al Santuario del Carmine (Luino).

SABATO 31/12 – Ultimo giorno dell’anno

Non vengono celebrate SS. Messe al mattino.

In Prepositurale (Luino) dalle ore 15.00 alle ore 18.00 Adorazione Eucaristica e alle 18.00 S. Messa per tutta la Comunità Pastorale con il canto del “Te Deum” di ringraziamento.

DOMENICA 1/1

Le SS. Messe seguono l’orario festivo domenicale con l’aggiunta delle celebrazioni alle 9.00 a Pianazzo (Motte) e alle 17.00 in ospedale.

GIOVEDÌ 5/1

Non vengono celebrate SS. Messe al mattino. Le celebrazioni seguono l’orario prefestivo normale.

VENER 6/1 – Epifania del Signore

Le SS. Messe seguono l’orario festivo domenicale (no ospedale).

DOMENICA 8/1 – Battesimo di Gesù

Le SS. Messe seguono l’orario festivo. In ogni parrocchia sono invitati i bambini battezzati nel 2022.