La carità non manca di rispetto, non si adira

Continuando nel cammino di Avvento, la liturgia ambrosiana ci offre, questa domenica, come tema “le profezie adempiute”, puntando l’attenzione sulla vita pubblica di Gesù, caratterizzata da miracoli e parole, che avrebbero dovuto soddisfare le attese del popolo di Israele a partire dalle promesse di Dio, lungo la storia.

Perché ho scritto “avrebbero”? , perché il Vangelo presenta Giovanni Battista, che sembra avere dei dubbi sulla figura di Gesù, infatti dalla prigione manda a chiedergli “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”. Gesù risponde immediatamente con i fatti: “Guarì molti da malattie, infermità, spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi”, soddisfacendo così le attese profetiche, ma lo fa con lo stile della misericordia e a volte suscitando lo scandalo per l’ammirazione che egli proclama nei confronti della fede di alcuni pagani (vedi centurione). Ci si aspettava, invece, un messia forte, uno che avrebbe scosso le coscienze con interventi violenti.

Alla fine di questo brano evangelico, Gesù afferma “beato chi non si scandalizza di me” e non è una cosa rara, perché anche oggi è facile sentire una disaffezione nei confronti di Dio perché viene rifiutata la sua misericordia e la possibilità della bontà presente in chi non è cristiano.

A questo proposito, il brano del profeta Isaia, nella liturgia di questa domenica, ci ricorda come sia Dio a guidare la storia e lo fa servendosi anche del re di Persia, Ciro e per di più pagano, per fare tornare dall’Esilio Babilonese il popolo di Israele.

L’amore di Gesù, rivelatore dell’amore di Dio, si concretizza nelle opere che portano ad eleminare o ad alleviare il male fisico e spirituale delle donne e degli uomini, con uno stile di mitezza e di rispetto per tutti. Quella di Gesù è la carità di Dio che non si ferma davanti al male, ma agisce senza urlare, attraverso azioni concrete di bene, che da sole diventano denuncia dell’ingiustizia e della cattiveria umana.

In questo senso possiamo leggere il tema di questa domenica: “La carità non manca di rispetto, non si adira”, richiamando a superare l’aggressività di chi si fa paladino dei diritti umani e blatera solamente, accusando gli altri, senza agire concretamente di persona.

Mercoledì 1 dicembre P. Damiano Puccini verrà a portarci la testimonianza del suo ministero sacerdotale in Libano, dove la situazione umanitaria è molto critica e dove gli interventi caritativi sono urgenti e riguardano tantissime persone. Ne sentiamo parlare attraverso i mezzi di comunicazione, ma penso sia importante conoscere ciò che succede in quel Paese da chi ci vive dentro da anni quotidianamente. P. Damiano ci presenterà un progetto su cui sta lavorando e che è l’impegno caritativo della nostra Comunità Pastorale in questo Avvento.

don Sergio

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Opera: Giovanni Antonio Pellegrini, Gesù guarisce il paralitico – 1730 – Olio su tela – Kunsthistorisches Museum, Vienna

Appuntamenti 24 novembre – 5 dicembre 2021

MERCOLEDì 24/11

  • Alle ore 20.45, sarà possibile seguire la testimonianza in diretta online della mamma del beato Carlo Acutis presso la chiesa del Sacro Cuore a Voldomino. L’incontro verrà trasmesso anche sul canale YouTube della Comunità Pastorale.
  • Alle ore 21 a Palazzo Verbania incontro con Franco Nembrini sul tema “Suggestioni educative nella Divina Commedia”. Ingresso solo su prenotazione attraverso il seguente link: https://urly.it/3gf3h (massimo 50 persone) e con l’obbligo di esibire il Green Pass. Sarà possibile seguire anche la diretta streaming su https://luino.civicam.it/.

GIOVEDì 25/11

Alle ore 18.00 sarà celebrata la S. Messa in Prepositurale (Luino) ricordando la Virgo Fidelis, patrona dell’Arma dei Carabinieri. Non sarà celebrata la S. Messa delle ore 20.45 nella chiesa di san Giuseppe.

SABATO 27/11

  • Dalle ore 15.00 alle ore 17.50 adorazione eucaristica personale in Prepositurale (Luino).
  • Prosegue il Corso di preparazione al matrimonio per i fidanzati del decanato di Luino.
  • Tutti gli africani cristiani presenti nelle parrocchie del nostro decanato di Luino sono invitati a partecipare ad un incontro di conoscenza e amicizia con don Kingsley, sacerdote nigeriano, ospite a Grantola per tutto questo anno pastorale, alle ore 17.00 presso la casa parrocchiale di Grantola. In quell’occasione si potrà pensare ad una preparazione per il Natale specifica per loro e ad iniziare un cammino d’ascolto, conoscenza, integrazione, partecipazione e scambio di doni della fede nelle nostre comunità. Chi avesse problemi per il trasporto può farlo sapere a don Sergio, Giorgio Campoleoni o a don Kingsley 3397803457.

DOMENICA 28/11 – III domenica di Avvento

Alle ore 17.00 vespri e predicazione di Avvento per tutta la Comunità Pastorale in Prepositurale (Luino).

MERCOLEDì 1/12

Alle ore 20.45, presso la chiesa di San Giuseppe (Luino), P. Damiano Puccini, missionario in Libano, ci parlerà della situazione di quella Nazione e presenterà il progetto che sta portando avanti in aiuto dei poveri e dei profughi.

VENERDì 3/12

Alle ore 17.00 nella chiesa di Creva sarà esposta l’Eucaristia per l’adorazione personale del Primo venerdì delle mese. Seguirà alle ore 18.00 la celebrazione della S. Messa.

SABATO 4/12

  • Dalle ore 9.00 alle 12.00, presso l’Istituto Maria Ausiliatrice, si svolgeranno i tavoli di lavoro per preti e laici del Decanato di Luino, sugli interventi di don Repole e Mons. Erio Castellucci trasmessi online nelle scorse settimane.
  • Dalle ore 15.00 alle ore 17.50 adorazione eucaristica personale in Prepositurale (Luino). Alle ore 18.00, durante la S. Messa, sarà amministrata la Cresima ad alcuni adulti della zona pastorale di Varese.
  • Prosegue il Corso di preparazione al matrimonio per i fidanzati del decanato di Luino.

DOMENICA 5/12

Alle ore 16.00, in Prepositurale (Luino), il Centro Culturale S. Carlo invita al Concerto di Natale con il Coro Verdemar. L’ingresso è libero. Si raccoglieranno offerte per i progetti dell’AVSI.

La carità non è invidiosa

Ci siamo introdotti nel cammino di Avvento alla luce dell’Inno alla carità, nell’anno in cui Papa Francesco ha invitato tutti a rileggere e meditare la sua esortazione apostolica “Amoris Laetitia”, per ridare valore alla famiglia, fondamento della società.

Questa domenica la pagina del Vangelo presenta la figura di Giovanni Battista, la cui vocazione è stata quella di messaggero di “Colui che deve venire”, preparandogli la strada, invitando alla conversione del cuore.

La testimonianza del Battista è utile anche per noi, che stimo vivendo questo tempo liturgico di attesa del Signore, che ci riporta allo stile quotidiano del cristiano, caratterizzato dalla vigilanza, perché non sfugga lo sguardo su Gesù, nello stesso tempo Veniente e Presente. Il richiamo a preparare la strada e a raddrizzare i sentieri è più che mai attuale, viste l’incertezza di pensiero e di scelte a cui siamo spesso sottoposti quotidianamente nella lettura del nostro tempo.

In questi pochi giorni di isolamento, a causa di una quarantena imprevista, mi è capitato di assistere a qualche dibattito televisivo riguardante temi diversi della nostra realtà contemporanea e ne sono rimasto sconcertato, perché gli opinionisti intervenuti urlavano, si insultavano, portavano tesi più ideologiche che oggettive, arrivando alla fine della trasmissione, rimanendo ciascuno con la propria opinione. Un marasma di pensieri dove si confondono dati scientifici, tecnici, etici, umani, religiosi, cristiani, che portano a percorrere strade diverse e tortuose, senza arrivare a un punto di incontro.

Abbiamo bisogno davvero di convertire il cuore, di lasciarci guidare dalla parola di Gesù, che illumina e guida il nostro cammino e che apre orizzonti di speranza, in una ricerca sincera della verità. C’è poi un altro insegnamento che ci viene da Giovanni Battista ed è quello dell’umiltà nel riconoscere la superiorità di Gesù rispetto a lui: ”Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato in acqua ed egli vi battezzerà in Spirito Santo”. In Giovanni non c’è invidia, bensì amore, benevolenza nei confronti di Colui che è l’Atteso e che può indicare la via giusta per convertire il nostro cuore e per riconciliare coloro che sono divisi.

La profezia di Isaia, nella prima lettura, si apre a questa lettura, che ha dell’impensabile: gli Egiziani e gli Assisi, nemici di Israele, si volgeranno a Dio per servirlo e tra di loro non ci saranno più frontiere. La politica dei muri non è mai vincente, ne abbiamo fatto l’esperienza, ma stiamo vedendo che ancora si tenta di ricostruirli, segno di una fragilità di rapporti e di un dialogo faticoso a realizzarsi.

Abbiamo veramente bisogno di ritrovare la fede in Gesù, di accoglierlo nella nostra storia personale e comunitaria, lasciandoci abitare dal suo amore, che è più forte di ogni barriera. Ne abbiamo bisogno anche nelle nostre famiglie, dove la tentazione di innalzare i muri tra i suoi membri è sempre in agguato. Impariamo ad amare senza invidia, apprezzando il bene che c’è nell’altro così come ci insegna Giovanni Battista.

don Sergio

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Opera: Maestro di Berna, Giovanni Battista nel deserto – 1495 – Pittura su tavola – Kunsthaus, Zurigo

L’amore di Dio viene ad abitare in mezzo a noi

Con l’Avvento iniziamo un nuovo Anno liturgico, cammino importante per riscoprire lo stupore di Dio che, nel suo Figlio Gesù si è incarnato nella storia degli uomini per rinnovarla e salvarla. In questa storia siamo dentro anche noi, consapevoli della nostra dignità, ma anche della nostra fragilità, che chiede continuamente di essere supportata per non smarrirci.

Venendo nel mondo, il Signore Gesù ci ha rivelato il grande amore di Dio per gli uomini e le donne di tutti i tempi e il desiderio di riscattare tutti dalla situazione di miseria e di incompletezza nella quale ci troviamo.

La nostra Comunità Pastorale viene sollecitata in questo Avvento a lasciarsi guidare dall’Inno alla Carità, che troviamo al cap. 13 della Prima lettera di san Paolo ai Corinti, per recuperare la forza vitale dell’amore nelle nostre relazioni, specialmente quelle familiari. L’input ci viene da Papa Francesco, il quale chiede a tutta la Chiesa di approfondire la sua esortazione apostolica “Amoris laetitia” a cinque anni dalla pubblicazione.

Gesù è entrato nel mondo scegliendo di avere una madre e un padre; crescendo e lasciandosi educare umanamente e religiosamente nell’ambito di una famiglia normale, con le gioie e i problemi, che essa comporta; in un piccolo villaggio della Galilea, aprendo poi i suoi orizzonti ad uno sguardo più ampio, che abbraccia il mondo intero. Infatti, salirà al cielo dopo avere dato il mandato ai suoi discepoli di andare in tutto il mondo a battezzare e ad annunciare il suo Vangelo ad ogni creatura.

L’annuncio è giunto a noi ed è talmente forte che non possiamo tenercelo per noi, ma è necessario diffonderlo, come segno di speranza per il presente e per il futuro del mondo. In questo la comunità cristiana ha una forte responsabilità, ma trova l’aiuto proprio dal vivere intensamente i tempi liturgici, come ci ricorda il nostro Vescovo Mario nella sua lettera pastorale: Coloro che prendono parte alle celebrazioni della comunità cristiana sono chiamati a verificare quali frutti ne vengano per la loro vita personale e comunitaria: possiamo celebrare il mistero che ci dona la grazia di partecipare alla comunione trinitaria ed essere divisi, scontenti gli uni degli altri, invidiosi, risentiti?

Nel mistero dell’Incarnazione risplende la gloria del Verbo (cfr. Gv 1,14): «I miei occhi hanno visto la tua salvezza […] luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele» (Lc 2,30-32). (II, 1).

Auguro a me e a tutti voi di lasciarci illuminare da questa Luce che entra ancora nel mondo come salvezza e di saperla diffondere nello spirito della Carità. In questa prima settimana ci soffermeremo sul tema della Carità paziente e benevola. Vi esorto a tenere presenti gli appuntamenti proposti per questo tempo di Avvento.

don Sergio

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Opera: Valentin de Boulogne, San Paolo che scrive le sue lettere – 1618/1620 – Olio su tela – Museum of Fine Arts, Houston

Avvento 2021 – L’amore di Dio “venne ad abitare in mezzo a noi”

Lasciamoci guidare in questo Avvento dall’annuncio dell’evangelista Giovanni, lasciamoci abbracciare dalla consapevolezza che l’amore di Dio abita in mezzo a noi e camminiamo insieme lieti, uniti e liberi sfruttando i momenti proposti in queste settimane. Nelle nostre chiese sarà anche disponibile un libretto a tema per guidarci nella preghiera quotidiana.

APPUNTAMENTI

Tutte le domeniche in Prepositurale (Luino) alle 17.00, Vespri e Adorazione Eucaristica.

MERCOLEDÌ D’AVVENTO

  • 10/11: gruppi d’ascolto (20.45);
  • 17/11: proposta musicale guidata dal maestro Gabriele Conti e don Sergio Zambenetti (Santuario del Carmine, Luino, 20.45);
  • 24/11: testimonianza di Antonia Salzano, madre del beato Carlo Acutis (Voldomino, 20.45);
  • 1/12: testimonianza di padre Damiano, missionario in Libano (San Giuseppe, Luino, 20.45);
  • 8/12: Santo Rosario (Creva, 20.45);
  • 15/12: gruppi d’ascolto (20.45).

ALTRE DATE

  • 4/12: ritiro per catechisti ed educatori con Mons. Franco Agnesi (oratorio San Luigi di Luino, 20.30);
  • 5/12: Prime Confessioni (Creva, 15.00);
  • 5/12: concerto proposto dal Centro culturale San Carlo Borromeo (Prepositurale, Luino, 15.00);
  • dal 16/12: Novena di Natale (le modalità saranno comunicate in seguito);
  • 18/12: ritiro e confessioni adolescenti e 18/19enni (oratorio San Luigi di Luino, 18.15);
  • 18/12: concerto del Coro Città di Luino (Santuario del Carmine, Luino, 20.45).

CONFESSIONI E ADORAZIONI

  • Lunedì: Creva, dalle 17.00 alle 18.00;
  • Martedì: Motte, dalle 9.30 alle 10.00;
  • Mercoledì: San Giuseppe (Luino), dalle 9.00 alle 12.00;
  • Giovedì: Santuario del Carmine (Luino), dalle 9.30 alle 10.00;
  • Venerdì: Sacro Cuore (Voldomino), dalle 9.00 alle 9.30.

UN GESTO DI CARITÀ

Durante l’Avvento raccoglieremo le offerte che affideremo a padre Damiano per le comunità in Libano.

Appuntamenti 8 – 21 novembre 2021

LUNEDì 8/11

Alle ore 20.45 si riunisce il Consiglio Pastorale della Comunità Pastorale presso l’oratorio San Luigi di Luino.

MARTEDì 9/11

Alle ore 20.45 Mons. Erio Castellucci, vescovo di Modena-Nonantola, farà un intervento online per laici e preti del decanato sul tema “Servi del vangelo… quando la squadra è tutto”. Sarà possibile seguirlo sul canale YouTube della parrocchia di Germignaga.

MERCOLEDì 10/11

Alle ore 20.45 presso la sala Pio XII della casa parrocchiale di Luino don Sergio introdurrà i gruppi di ascolto della Parola. Sono invitati tutti coloro che hanno interesse per questa proposta. Sarà l’occasione per vedere come procedere in seguito. Sarà possibile seguire l’incontro sul canale YouTube della Comunità.

SABATO 13/11

DOMENICA 14/11 – I domenica di Avvento

Alle ore 17.00 in Prepositurale (Luino) saranno celebrati i Vespri per tutta la Comunità Pastorale con la prima predicazione di Avvento.

MERCOLEDì 17/11

Alle ore 20.45, presso il Santuario del Carmine (Luino), proposta musicale di Avvento con lettura di brani sulla figura di san Giuseppe: all’organo il prof. Gabriele Conti.

SABATO 20/11

DOMENICA 21/11 – II domenica di Avvento

Alle ore 17.00 in Prepositurale (Luino) saranno celebrati i Vespri per tutta la Comunità Pastorale con la seconda predicazione di Avvento.

Ripartire dagli ultimi nello stile del Vangelo – Aggiustare il mondo praticando l’amore

La nostra Diocesi di Milano celebra questa domenica come l’ultima dell’Anno liturgico, nella Festa di Cristo Re dell’Universo, ma anche della Giornata Diocesana Caritas e della Giornata mondiale dei Poveri.

La regalità del Signore Gesù si esprime in maniera rivoluzionaria sulla Croce, dove Egli risponde alle provocazioni, alle violenze e agli insulti con la forza straordinaria dell’umiltà e dell’amore, arrivando a perdonare i suoi carnefici e a promettere di accogliere in Paradiso il ladrone, che aveva avuto compassione di Lui. Le sue braccia aperte sulla Croce confermano la sua volontà di abbracciare tutti gli uomini e le donne dei quali si è preso il carico di debolezze e miserie per salvarle.

Gesù è Re di una umanità perduta, di cui si è fatto servo per amore dimostrandolo in ogni momento della sua vita pubblica, avvicinandosi ed entrando nel cuore dei più deboli, condividendo ogni situazione, fino alla morte, per riscattarli ed offrendo a tutti la vera dignità umana.

Questo insegnamento di Gesù sostiene il nostro cammino e le nostre scelte cristiane, tra cui la scelta del servizio ai poveri promosso dalla Caritas. Così si è espresso il nostro Vescovo Mario nella celebrazione Eucaristica dello scorso 2 luglio in Duomo nel 50° di fondazione di Caritas. “Noi siamo convocati per questa impresa: costruire un modo nuovo per vivere in questa terra, in questa società, in questa città… La Caritas, come tutti gli aspetti della vita della Chiesa, deve essere insieme con Gesù, coloro che indicano la via che può consentire di aggiustare il mondo. Tutto il mondo, tutti gli aspetti della vita invocano un salvatore. Noi che siamo stati salvati siamo voce, siamo seme, siamo profezia di quello che Dio vuole per tutti i nostri fratelli”. Sull’esempio di Gesù siamo invitati a praticare la logica del seme che muore sentendoci parte dell’impresa di aggiustare il mondo praticando l’amore e ciò vuol dire incarnarsi, immergersi nelle problematiche del nostro tempo, dei disagi della gente che incontriamo usando gli stessi sentimenti di Cristo, così come ci ricorda san Paolo scrivendo ai Filippesi.

Io penso che nessuno di noi abbia la pretesa di potere cambiare il mondo, ma tutti dobbiamo imparare a fare la nostra parte con umiltà e con determinazione, sfruttando il tempo e le energie che ci sono date.

In questa domenica verrà dato il mandato ai volontari della nostra Caritas di Luino, che stanno facendo un servizio costante nei confronti di molte persone singole e famiglie bisognose. Le necessità sono molteplici sia a livello materiale che spirituale e umano, per tale motivo è rivolto l’invito, a chi ne avesse la possibilità, di proporsi in qualcuno dei servizi portati avanti dalla Caritas.

don Sergio

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Opera: Maestri veneziani, Cristo Pantocratore – XIII secolo – Mosaico – Basilica di San Paolo fuori le mura, Roma

Appuntamenti 1 – 7 novembre 2021

LUNEDì 1/11 – Solennità di tutti i Santi

Le SS. Messe saranno celebrate secondo l’orario festivo (come ogni domenica). In più:

  • Ore 15.00: Vespri a San Pietro in Campagna (Luino) e processione al cimitero.
  • Ore 15.00: Vespri in Parrocchia a Voldomino, processione e messa al cimitero.
  • Ore 17.00: S. Messa di suffragio nella chiesa parrocchiale delle Motte.

MARTEDì 2/11 – Commemorazione di tutti i fedeli defunti

Le celebrazioni avranno il seguente orario.

Motte

  • Ore 9.00: Pianazzo.
  • Ore 16.30: Parrocchia.

Voldomino

  • Ore 8.30: Sacro Cuore.
  • Ore 17.00: Biviglione.

Luino

  • Ore 7.00-9.00-10.30-18.00: San Pietro in Campagna.
  • Ore 15.00: cimitero.
  • Ore 20.45: celebrazione comunitaria in Prepositurale.

Colmegna

  • Ore 15.00: recita del S. Rosario al cimitero.

Si ritengono sospese le SS. Messe di orario del martedì.

SABATO 6/11

DOMENICA 7/11

Dalle ore 16.00 alle ore 17.00, presso l’oratorio San Luigi (Luino), ci sarà un incontro con i bambini battezzati nel 2020/21 e con i loro genitori.

Eucaristia, autostrada per il Cielo

Scrivo mentre, in questi giorni, stiamo celebrando nella nostra Comunità Pastorale le Giornate Eucaristiche, che fino a qualche anno fa erano chiamate Quarantore, offrendo ai fedeli un tempo prolungato di adorazione davanti a Gesù, esposto sull’altare nell’ostensorio.

Sono convinto che tutti noi abbiamo bisogno di riconoscere la Presenza di Gesù, vero Dio e vero Uomo nell’Ostia consacrata, come segno di fedeltà dell’amore di Dio nel tempo e nella storia. La volontà di Gesù di donare il suo Corpo e il suo sangue, offrendosi al Padre per la salvezza dell’umanità raggiunge anche noi, oggi e quando ne siamo consapevoli restiamo avvolti di gioia e di stupore, fino alla commozione.

Certamente questo è un Mistero grande, ma proprio per tale motivo chiede di essere esplorato con pazienza e man mano lo si fa, se ne viene conquistati per la grandezza e insieme per la piccolezza. Grandezza perché ci fa pregustare l’Amore Trinitario di Dio e pochezza, perché l’ostia consacrata rivela l’estrema umiltà di Dio, che in Gesù si annienta per essere vicino, per essere a nostra portata. Nel nostro mondo, in ricerca sempre dell’efficienza, la domanda può essere questa: “cosa ne ricavo?”. Io rispondo così: “la gioia di sentirmi amato e la spinta a fare della mia vita un dono d’amore per gli altri”.

Sarei felicissimo se queste giornate eucaristiche portassero in tutti noi un desiderio più profondo di adorazione e di silenzio, risvegliando l’anelito per un incontro con Colui che è continuamente ricercato e continuamente Presente, in modo misterioso, ma reale, nel Pane che dà vita e che sostiene il nostro cammino verso la meta della nostra esistenza.

L’esempio di tutti i Santi, che il 1° novembre ricorderemo, ci richiama alla loro esperienza di vita, in cui l’Eucaristia è diventata una forza vitale. Mi piace ricordare il giovane Carlo Acutis, beatificato lo scorso anno, il quale diceva che “l’Eucaristia è l’autostrada per il cielo”, una metafora efficacissima, segno della capacità di Carlo di intuire la sostanza della nostra fede, e tradurla con immagini alla portata di tutti.

L’Eucaristia, infatti, è fonte e culmine della vita cristiana perché, come l’unione di grazia, anche l’unione con l’Eucaristia è “l’inizio della vita eterna. L’amore ha fretta di contrarre l’unione che non deve mai finire”. L’Eucaristia quindi è quell’ “autostrada” che spalanca le porte verso Dio: con essa il Signore si fa pane, si fa vino e ci dice: “Io sono il nutrimento delle grandi anime: credi e mangia, perché tu non mi trasformerai in te come fai con gli alimenti del tuo corpo, ma sarai tu ad essere trasformato in me”.

Infine, ricordo che l’Eucaristia è sacrificio compiuto da Gesù per la salvezza di tutti, perciò in ogni s. Messa e specialmente quella celebrata nella commemorazione di tutti i defunti diventa una forza di intercessione a Dio per i nostri cari così che possano unirsi totalmente e per sempre al suo amore.

don Sergio

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Opera: Juan Vicente Macip, L’ultima Cena – 1555/1562 – Olio su tavola – Museo del Prado, Madrid

Un annuncio senza confini

La scorsa domenica siamo stati sollecitati, con l’inizio del Sinodo dei Vescovi, a pensare al rinnovamento della Chiesa per portare l’annuncio del Vangelo all’uomo di oggi, continuando l’opera di Gesù, venuto nel mondo per rivelare il volto misericordioso di Dio nei confronti di uomini e donne, che sono tutti suoi figli.

Ma la Chiesa può rinnovarsi solo se obbedisce al mandato, che Gesù ha dato ai suoi Apostoli: “Andate in tutto il mondo e annunciate il Vangelo ad ogni creatura”. La domanda che può sorgere è questa: “È attuale ancora il Vangelo per l’uomo di oggi?”. Tante cose sono cambiate, ma le domande dell’uomo sono sempre le stesse e riguardano il senso della vita e la ricerca di felicità. All’umanità contemporanea, come a quella di 2000 anni fa, Gesù vuole dare la bella notizia che Dio è Padre e che la nostra gioia sta nel vivere da figli suoi, partendo dal battesimo, origine della nostra salvezza.

La giornata missionaria mondiale, che la Chiesa celebra in questa domenica ci invita a guardare questo tempo che viviamo e la realtà che ci circonda con occhi di fiducia e di speranza. Siamo certi che, anche nel mezzo della pandemia e delle crisi conseguenti che ci accompagneranno per molto tempo ancora, il Signore non ci ha mai abbandonato e continua ad accompagnarci. Il Regno di Dio non è solo una promessa per un futuro che sentiamo ancora troppo lontano. Il suo Regno è già inaugurato, è già presente: ne sappiamo leggere i segni e, da autentici missionari, lo facciamo conoscere perché sia una speranza rigeneratrice per tutti.

Papa Francesco nel suo messaggio per questa Giornata dice: “Nel contesto attuale c’è bisogno urgente di missionari di speranza che, unti dal Signore, siano capaci di ricordare profeticamente che nessuno si salva da solo. Come gli Apostoli e i primi cristiani, anche noi diciamo con tutte le nostre forze: «Non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato» (At 4,20)”. E più avanti Papa Francesco aggiunge: “I primi cristiani, lungi dal cedere alla tentazione di chiudersi in un’élite, furono attratti dal Signore e dalla vita nuova che Egli offriva ad andare tra le genti e testimoniare quello che avevano visto e ascoltato: il Regno di Dio è vicino. Lo fecero con la generosità, la gratitudine e la nobiltà proprie di coloro che seminano sapendo che altri mangeranno il frutto del loro impegno e del loro sacrificio. Perciò mi piace pensare che «anche i più deboli, limitati e feriti possono essere [missionari] a modo loro, perché bisogna sempre permettere che il bene venga comunicato, anche se coesiste con molte fragilità”.

Credo che l’attrazione di cui parla Papa Francesco abbia la semplicità e la forza dell’Eucaristia, celebrata e adorata e noi avremo questa settimana l’occasione per sperimentare quanto sia grande questo mistero d’Amore.

Le Giornate Eucaristiche che vivremo in questa settimana nella nostra Comunità pastorale ci dovranno aiutare a comprendere che possiamo essere Chiesa missionaria solo se partiamo dalla contemplazione del Mistero di Dio che nel suo Figlio si offre per salvare e rinnovare l’umanità intera.

L’adorazione prolungata nelle nostre parrocchie, alla presenza di adoratori che si alterneranno con turni vuole significare che c’è un desiderio di comunione e di fraternità. Chi si fermerà ad adorare non sarà lì solo per se stesso, ma a nome di una Comunità, dentro la quale si manifesta la Chiesa, Corpo di Cristo. Cristo, ascoltato, accolto, amato è la sorgente di ogni annuncio evangelico, che anche per il nostro mondo è l’unica fonte di salvezza.

don Sergio

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Opera: Tommaso Minardi e Luigi Fontana, La missione degli apostoli o Propagazione del Cristianesimo – 1864 – Palazzo del Quirinale, Roma