Accogliere la grazia

La pagina del Vangelo di questa domenica ci presenta Gesù nella famosa cacciata dei venditori dal Tempio di Gerusalemme, attraverso cui vuole riportare la Casa del Signore al suo ruolo più vero e autentico, che è quello di essere luogo di preghiera, perché luogo della presenza del Signore, Dio della storia, significato dall’Arca dell’Alleanza, collocata nel punto più importante del Tempio, per ricordare la costante vicinanza di Dio durante il cammino nel deserto, ma anche il suo patto con il popolo stesso, rappresentato dalle tavole della Legge lì custodite.

Il gesto di Gesù è forte, ma correttivo, infatti era appena entrato a Gerusalemme per compiere la missione di salvezza, che avrebbe avuto il suo momento definitivo sulla croce. La misericordia di Dio è Grazia infinita, che si manifesta, infatti, attraverso il dono della vita di Gesù, offerta sul Calvario.

Per il credente, il motore della storia è la Grazia. Come quella espressa dal “Perdono di Assisi” che si celebra, nel mondo, dal mezzogiorno del 1° agosto a tutto il 2. Al centro di tutto questo c’è l’indulgenza. È una declinazione positiva del perdono, nonostante certe curve della storia. Parla di Dio e della sua misericordia, più ancora che del peccato e del peccatore. La misericordia di Dio è senza condizioni. Tuttavia, non è senza conseguenze. Dal dono, scaturisce il dovere. Il Perdono di Assisi, come ogni altra grazia del genere, non consiste infatti solo nel sistemare il proprio passato. Non è principalmente una sanatoria, un debito saldato. È qualcosa che influisce anche sul nostro futuro e che spinge al cambiamento.

Gesù lo riassume efficacemente: «Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro celeste» (Lc 6, 36). Il dono ricevuto va condiviso. A tal proposito, la vicenda storica del Perdono d’Assisi porta con sé un altro elemento di riflessione. Gesù – parlando misticamente col fondatore dei francescani – concede quanto lui chiede. Ma pone una condizione. Così recensisce Teobaldo, vescovo dell’epoca, in un documento ufficiale: «Accolgo quindi la tua preghiera – disse Gesù a Francesco -, ma a patto che tu domandi al mio Vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza». Ne consegue che, per un credente, la fede vissuta nella Chiesa, rappresentata dalla comunione col Papa, non sia la ciliegina sulla torta. Ma molto di più. Questa Grazia francescana si perpetua dal 1216. Approfittiamone anche noi, intanto che tale Grazia ci è offerta.

Vorrei richiamare, oltre al Perdono di Assisi, altre date importanti per la vita della Chiesa, che ricorrono questa settimana: il 4 agosto la festa del Santo Curato d’Ars, patrono dei sacerdoti; il 5 agosto la festa della Madonna della Neve, compatrona della Parrocchia di Colmegna, che celebreremo solennemente alla Messa delle 9.30 di domenica 8 agosto; il 6 agosto, primo venerdì del mese, festa della Trasfigurazione del Signore con il ricordo del 43° anniversario della morte di San Paolo VI e inizio della novena dell’Assunta; il 7 agosto memoria di S. Felicissimo, il cui corpo è conservato in un’urna di cristallo in chiesa prepositurale a Luino dal 1934.

Infine, Vorrei ringraziare, a nome di tutta la Comunità, don Giuseppe e tutti coloro che hanno reso possibile l’oratorio feriale e la Vacanza in montagna per i nostri ragazzi/e. Il loro impegno e il loro entusiasmo ottenga ora la serenità di un meritato riposo, in attesa della ripresa delle attività a settembre.

don Sergio

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Opera: Carl Heinrich Bloch, Cacciata dei venditori dal Tempio – 1872 – Olio su tavola – National Gallery, Londra

Perdono di Assisi 2021 – Orari delle confessioni

Si tratta di un’indulgenza plenaria che può essere ottenuta in tutte le chiese parrocchiali e francescane dal mezzogiorno del 1 agosto alla mezzanotte del 2.

È il diploma di fr. Teobaldo, vescovo di Assisi, uno dei documenti più diffusi, a riferire che S. Francesco, in una imprecisata notte del luglio 1216, mentre se ne stava in ginocchio innanzi al piccolo altare della Porziuncola, immerso in preghiera, vide all’improvviso uno sfolgorante chiarore rischiarare le pareti dell’umile chiesa. Seduti in trono, circondati da uno stuolo di angeli, apparvero, in una luce sfavillante, Gesù e Maria. Il Redentore chiese al suo Servo quale grazia desiderasse per il bene degli uomini. S. Francesco umilmente rispose: “Poiché è un misero peccatore che Ti parla, o Dio misericordioso, egli Ti domanda pietà per i suoi fratelli peccatori; e tutti coloro i quali, pentiti, varcheranno le soglie di questo luogo, abbiano da te o Signore, che vedi i loro tormenti, il perdono delle colpe commesse”. “Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande – gli disse il Signore -, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza”. Alle prime luci dell’alba, quindi, Francesco, prendendo con sé solo frate Masseo di Marignano, si diresse verso Perugia, dove allora si trovava il Papa. Sedeva sul soglio di Pietro, dopo la morte del grande Innocenzo III, papa Onorio III. Il Pontefice, ascoltato il racconto della visione dalla bocca del Poverello di Assisi, chiese per quanti anni domandasse quest’indulgenza. Francesco rispose che egli chiedeva “non anni, ma anime”. Il pontefice gli accordò quanto richiedeva. Il 2 agosto 1216, dinanzi una grande folla, S. Francesco, alla presenza dei vescovi dell’Umbria con l’animo colmo di gioia, promulgò il Grande Perdono, per ogni anno, in quella data.

Che cosa si richiede per ottenere l’indulgenza:

  • Ricevere l’assoluzione per i propri peccati nella Confessione sacramentale, celebrata nel periodo che include gli otto giorni precedenti e successivi;
  • partecipare alla Messa e alla Comunione eucaristica nello stesso arco di tempo indicato per la Confessione;
  • visitare la chiesa parrocchiale o una chiesa francescana recitando il Credo, per riaffermare la propria identità cristiana; il Padre Nostro, per riaffermare la propria dignità di figli di Dio, ricevuta nel Battesimo;
  • pregando secondo le intenzioni del Papa. Normalmente si recita un Pater, un’Ave e un Gloria; è data tuttavia ai singoli fedeli la facoltà di recitare qualsiasi altra preghiera secondo la pietà e la devozione di ciascuno verso il Papa.

Cos’è l’indulgenza?

Nel Catechismo della Chiesa cattolica (nn. 1478-9) si legge: «L’indulgenza si ottiene mediante la Chiesa che, in virtù del potere di legare e di sciogliere accordatole da Gesù Cristo, interviene a favore di un cristiano e gli dischiude il tesoro dei meriti di Cristo e dei santi perché ottenga dal Padre delle misericordie la remissione delle pene temporali dovute per i suoi peccati. Così la Chiesa non vuole soltanto venire in aiuto a questo cristiano, ma anche spingerlo a compiere opere di pietà, di penitenza e di carità [Cfr. Paolo VI, Cost. ap. Indulgentiarum doctrina, 8; Concilio di Trento: DS 1835]. Poiché i fedeli defunti in via di purificazione sono anch’essi membri della medesima comunione dei santi, noi possiamo aiutarli, tra l’altro, ottenendo per loro delle indulgenze, in modo tale che siano sgravati dalle pene temporali dovute per i loro peccati. Mediante le indulgenze i fedeli possono ottenere per se stessi, e anche per le anime del Purgatorio, la remissione delle pene temporali, conseguenze dei peccati. (CCC 1498)»

Orari delle confessioni (in Prepositurale)

Sabato 31/07

Dalle ore 15 alle ore 18

Domenica 1/08

Dalle ore 16 alle ore 18.

Lunedì 2/08

  • Dalle ore 10 alle ore 12.
  • Dalle ore 15 alle ore 18.
  • S. Messa alle ore 20.45.

Durante il tempo delle confessioni sarà esposta l’Eucaristia per l’adorazione personale.

Appuntamenti 31 luglio – 8 agosto 2021

SABATO 31/07

Dalle ore 15 alle ore 17.50 Adorazione eucaristica personale e confessioni in Prepositurale (Luino).

DOMENICA 1/08

  • Confessioni in Prepositurale (Luino) in occasione del Perdono di Assisi.
  • Alle ore 20.30 S. Messa al Santuario del Carmine (Luino) e benedizione con la reliquia della Madonna a conclusione della festa.

LUNEDì 2/08

  • Confessioni in Prepositurale (Luino) in occasione del Perdono di Assisi.
  • Alle ore 20.45 S. Messa in Prepositurale (Luino).

VENERDì 6/08 – Trasfigurazione del Signore

Alle ore 17.00 nella chiesa di Creva verrà esposto il Santissimo Sacramento per l’adorazione del Primo Venerdì del mese; alle ore 18.00 seguirà la S. Messa.

SABATO 7/08 – San Felicissimo

  • Alle ore 6.45 pellegrinaggio mensile dalla Madonnina del Porto al Santuario del Carmine (Luino), dove alle ore 7.00 sarà celebrata la S. Messa.
  • Dalle ore 15 alle ore 17.50 Adorazione eucaristica personale in Prepositurale (Luino).
  • Ricorderemo la memoria liturgica di San Felicissimo nella S. Messa delle ore 18 in Prepositurale (Luino).

DOMENICA 8/08 – Festa della Madonna della Neve

A Colmegna la festa della Madonna della Neve sarà celebrata con la S. Messa solenne delle ore 9.30. Non sarà possibile fare la processione a causa delle norme anti-Covid. La statua della Madonna con il Bambino sarà comunque traslata sull’altare e vi rimarrà fino a dopo Ferragosto.

Umiltà e fiducia

È il secondo anno consecutivo che, a causa delle restrizioni dovute al Covid, abbiamo dovuto trovare modi alternativi per vivere la Festa della Madonna del Carmine e così abbiamo fatto, con la messa solenne celebrata al Parco a Lago e con il rosario recitato nello stesso luogo, senza potere fare la processione. Devo affermare che ambedue le celebrazioni hanno visto una notevole partecipazione di fedeli in un clima di grande spiritualità, favorite anche da un cielo splendido e da una temperatura piacevole.

Era anche il terzo anniversario dell’inizio della Comunità Pastorale, che in questi anni sta dando buoni frutti attraverso un processo lento, ma costante di collaborazione e di presenza fraterna e orante, percepibile in alcuni momenti, come in questa festa della Madonna del Carmine, cara alle parrocchie della nostra città, ma anche a molti fedeli del nostro territorio luinese, e territori limitrofi.

La partecipazione di rappresentanti delle Autorità civili e Militari, della Croce Rossa, di diverse Associazioni di Volontariato, dell’AVAV con anche alcuni giovani allievi, della Canottieri Luino, della Musica Cittadina ha affermato di nuovo quanto il Santuario del Carmine sia parte integrante della vita di tutta la nostra città.

Ciò rafforza l’impegno della nostra Comunità Pastorale ad essere presenza viva nei diversi ambiti della società portando la buona notizia del Vangelo di Gesù, il quale è venuto nel mondo per rinnovarlo e renderlo sempre più conforme al progetto creatore di Dio. A noi è chiesto di metterci in ascolto quotidiano della Parola e in modo particolare di quella che ascoltiamo e meditiamo ogni domenica durante la S. Messa, perché apre vie inaspettate o chiarifica pensieri confusi.

Nel Vangelo di questa domenica Gesù indica come strada del discepolato la croce: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua” (Mc 8,34). E poi spiega che la vita persa per causa sua e del Vangelo è vita guadagnata. Discorso duro da comprendere, perché la logica del mondo è quella del guadagno e non viceversa, ma Gesù ha ben chiaro qual è il significato delle sue parole, poiché ne è coinvolto in prima persona: Egli pensa alla sua croce, alla sua morte, ma anche alla vita che da tutto ciò ne sarebbe derivata. L’apparente insuccesso e sconfitta del Figlio di Dio, che non ha usato i metodi presuntuosi e violenti del mondo, sono diventati una forza straordinaria di salvezza, che si perpetua nel tempo e si propaga con lo stile della pazienza e dell’attesa.

San Paolo, nella prima lettera ai Corinzi, proposta per la liturgia di questa domenica afferma: “Ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini” (1Cor 1,25). Non è facile accettare questo insegnamento di Gesù, specialmente in questa nostra società, dove il tutto e subito e l’efficientismo sono le categorie che segnalano l’uomo riuscito.

Maria ci invita a lasciarci educare alla scuola del Vangelo con un atteggiamento di umile fiducia, quella che ella stessa ha sperimentato, persino ai piedi della Croce, ma che l’ha resa beata e modello di speranza per l’umanità di tutti i tempi.

don Sergio

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Opera: Annibale Carracci, Domine, quo vadis? – 1601 – Olio su tavola – National Gallery, Londra

A servizio gli uni degli altri

La terza domenica di luglio è tradizionalmente, per la città di Luino, la festa della Madonna del Carmine, ma da tre anni è anche l’anniversario della costituzione della Comunità Pastorale che, dalla Vergine Maria, Regina del Monte Carmelo, prende il nome.

Le nostre cinque Parrocchie sono state impegnate in questi ultimi anni a rivedere il passo delle loro attività alla luce di un cammino comunitario, pur con l’attenzione a valorizzare, per quanto possibile, la storia e le tradizioni di ciascuna. Infatti, la vita delle nostre parrocchie, anche durante il periodo estivo, continua, in modo ridotto per qualcuna e con attività impegnative per altre. Penso alle diverse feste che caratterizzano l’estate luinese o l’oratorio feriale e le vacanze comunitarie organizzate dalla pastorale giovanile della Comunità.

Comunque, questo è il tempo in cui, pur nell’apparente riposo, si fa la verifica dell’anno passato e si comincia a progettare quello che verrà. Inoltre, va detto che il cristiano vive la sua dimensione di sequela di Cristo in ogni momento e, la vacanza, può essere il tempo favorevole per riprendere in mano la propria situazione spirituale, rinnovandola e incentivandola attraverso spazi di preghiera e di meditazione.

Come responsabile della Comunità Pastorale sento il dovere di ringraziare tutti coloro che, nelle cinque parrocchie, si prestano per i molteplici servizi che esse richiedono. Ciascuno è un dono prezioso per l’altro, sia che svolga un compito da tutti conosciuto, sia che lo svolga nelle “retrovie”. Tutti al lavoro per un unico scopo: quello di edificare la Chiesa e di farla crescere nella sua perfezione, perché il mondo sappia che Cristo è l’unico Salvatore e la forza di comunione fra gli uomini.

La Parola di Dio ci viene incontro per aiutarci a comprendere sempre meglio lo stile del nostro coinvolgimento nella vita della Chiesa e delle nostre singole comunità parrocchiali, per evitare il rischio di lavorare invano o di darci da fare perdendo il merito dei nostri sforzi e delle nostre fatiche. In questo rischio erano caduti anche gli apostoli, tra questi, Giovanni e Giacomo un giorno chiesero a Gesù di sedere nella sua gloria, uno alla sua destra e uno alla sua sinistra. È il sogno di gloria o di riconoscimento che spesso accompagna l’agire umano. Gesù riconduce alla verità delle cose e aiuta i due fratelli e gli altri dieci a riflettere: “Chi vuole diventare grande tra di voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti”. (Mc 10, 44-45).

Per Gesù, la logica del servizio presiede ad ogni impegno e suscita, in chi la vive, una soddisfazione grande, tanto da sentirsi appagato per quello che fa. Credo che le parole evangeliche possano sostenere tutti coloro che si danno da fare nei piccoli e grandi servizi dentro le nostre parrocchie, avvalorando le fatiche e qualche volta le incomprensioni o le non immediate gratificazioni, che ci si aspetta.

La Comunità pastorale è impegnativa e spesso la domanda è la seguente: “Come è possibile portare avanti il lavoro in diverse parrocchie”. La risposta è semplice: “È possibile per la comunione e la disponibilità dei sacerdoti e del diacono e per l’impegno di tanti laici che cercano di essere corresponsabili nelle singole parrocchie e, in alcuni settori, della comunità stessa”.

Il cammino da compiere è ancora lungo per tutti, anche per me, ma con la presenza del Signore, tutto è possibile. Grazie a tutti per ciò che state facendo e, intanto, rivolgo l’invito a coloro che potrebbero rendersi utili, a non tirarsi indietro, perché tutti abbiamo bisogno di tutti.

La Madonna del Carmine continui a guidare e proteggere il nostro cammino.

don Sergio

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Vittoriosi sul mondo

C’è una bella e consolante affermazione di Gesù nella pagina di vangelo di questa domenica: “Nel mondo avrete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo” (Gv 16, 33). Tutto sta nel fidarsi e porre la propria speranza in Lui, certi che la nostra vita è guidata da Lui che ha un progetto preciso su ciascuno di noi e sulla storia intera.

Molte delusioni del cuore umano nascono nel momento in cui crediamo che tutto dipenda da noi o dalla “fortuna” che bacia alcuni ed esclude altri, se poi questi ultimi siamo noi la sofferenza è ancora più grande, perché ci si può sentire dei falliti o dei poveracci a cui non è dato dalla vita proprio niente. Gesù ci insegna che esiste un modo diverso per affrontare l’esistenza e che questo consiste nel sentirsi figli di un Dio che è Padre e che vuole per i suoi una vita che sia eterna, non misurabile dagli anni trascorsi qui sulla terra.

Sono sempre le parole di Gesù nel Vangelo di questa domenica ad illuminarci, quando, pregando il Padre, dice: “Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo”. Gesù non parla solo di vita terrena, ma di vita eterna, conquistata nella conoscenza di Lui e del Padre, dove per conoscenza si intende entrare nella condivisione della loro vita, parteciparne con tutto noi stessi.

In una parola è entrare nell’amore eterno di Dio, che non muta e che viene donato per sempre a tutti i suoi figli, anche a quelli che soffrono situazioni particolari di dolore, di ingiustizia, di privazione. In tali prove si è tentati di sentirsi degli sconfitti dalle diverse forze ostili del mondo e abbattuti a tal punto da essere incapaci di rialzarsi.

È in queste situazioni che risuonano confortanti le parole di Gesù ricordate poco sopra, che si uniscono a quelle di Paolo nella lettera ai Romani: “Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezze né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore”(Rom 8,38-39). Come notiamo, in Paolo c’è la certezza che chi crede ed entra nella conoscenza dell’amore di Dio non potrà mai sentirsi uno sconfitto e niente e nulla potrà schiacciarlo, nemmeno la morte.

Ora è doveroso chiederci in chi e in che cosa noi mettiamo tutta la nostra speranza per non sentirci, un giorno, delusi. Sono anche convinto che le proposte del mondo vanno in tutt’altra direzione portando a ricercare sicurezze in ciò che è meramente effimero e da questo è necessario mettere in guardia. La Chiesa ha una responsabilità educativa enorme da questo punto di vista, perché è chiamata ad offrire agli uomini elementi forti di speranza, anche se contraddicono con quelli che il mondo, specialmente attraverso i mass media, trasmettono. Penso al ruolo dell’oratorio nei confronti dei più giovani: esso ha la possibilità di fare crescere nella serenità indicando la strada della felicità nell’incontro con Gesù e con la sua Parola e nei valori che da essi ne può trarre.

Anche quest’anno l’Oratorio feriale, proposto dalle parrocchie della Comunità Pastorale, è stato un botto di entusiasmo e di sfida di fronte alle restrizioni, anche se un po’ allentate, dovute ai protocolli del Covid. L’impegno di don Giuseppe, degli educatori, animatori e adulti volontari ha permesso di affrontare una macchina organizzativa per dare a centinaia di ragazzi/e la possibilità di vivere cinque settimane cariche di gioia. E non è finita, perché ora iniziano due settimane di vacanze in montagna per molti ragazzi/e, sempre organizzate dall’oratorio della Comunità Pastorale.

C’è, invece, chi crede di conquistare i giovani con abbagli di felicità, conquistata a poco prezzo, da chi non vuole per niente loro del bene, ma li sfrutta per i propri interessi. Gesù, forse, è più esigente, ma lo è proprio perché ama e non vuole che alcuno sia privo della vita che Egli vuole dare a tutti. Gesù non inganna e chi ha aderito al suo progetto di felicità non è rimasto deluso.

Ci stiamo preparando a vivere la festa della Madonna del Carmine: ci aiuti lei a riconoscere la forza della vittoria sul male e sul mondo, che suo Figlio Gesù ha già realizzato e che chiede a noi di essere condivisa.

don Sergio

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Opera: Raffaellino del Garbo, Resurrezione di Cristo – 1510 – Olio su tela – Galleria dell’Accademia, Firenze

Preparazione e Festa della Madonna del Carmine – 5/18 luglio 2021

Di seguito il programma dei momenti di preghiera in preparazione alla Festa della Madonna del Carmine, dedicati alle varie realtà cittadine e alle parrocchie della nostra Comunità Pastorale.

  • Lunedì 5: ore 20.45 S. Rosario pregando per le forze dell’ordine
  • Martedì 6: ore 20.45 S. Rosario pregando per il mondo della Scuola
  • Mercoledì 7: ore 20.45 S. Rosario pregando per le famiglie
  • Giovedì 8: ore 20.45 S. Rosario pregando per gli amministratori
  • Venerdì 9: ore 20.45 S. Rosario pregando per le Associazioni di Volontariato e gli operatori sanitari
  • Lunedì 12: ore 20.45 S. Rosario animato dalla Parrocchia di Colmegna
  • Martedì 13: ore 20.45 S. Rosario animato dalla Parrocchia di Creva
  • Mercoledì 14: ore 20.45 S. Rosario animato dalla Parrocchia delle Motte
  • Giovedì 15: ore 20.45 S. Rosario animato dalla Parrocchia di Voldomino
  • Venerdì 16: ore 9.00 S. Messa con benedizione degli scapolari – ore 16.45 S. Rosario e S. Messa – ore 20.25 S. Rosario seguito dalla S. Messa per tutta la Comunità Pastorale

Domenica 18 ci saranno le celebrazioni solenni, con il seguente programma:

  • alle ore 10 S. Messa solenne al Parco a Lago (di fronte al Santuario)
  • alle ore 20.30 S. Rosario e benedizione alla Città e alle barche presso il Parco a Lago con la presenza del simulacro della Madonna (non ci sarà la processione)

Dio, presenza viva e rassicurante

Nel mese di giugno abbiamo sperimentato l’abbondanza di grazia, che scaturisce dal Cuore di Gesù e che si è manifestata nelle feste celebrate con tutta la Comunità Pastorale. A nome mio e degli altri sacerdoti voglio esprimere la gratitudine per l’attenzione e l’affetto dimostrati nelle diverse occasioni in cui ci siamo ritrovati insieme a pregare e lodare il Signore per il dono della vocazione sacerdotale.

In queste settimane, inoltre, l’oratorio feriale è un forte segno dell’attenzione che le nostre parrocchie rivolgono alla realtà educativa dei ragazzi e al sostegno alle famiglie, in una buona parte del tempo di vacanze dalla scuola. L’impegno è davvero grande e io provo una ammirazione notevole per tutti coloro che sono coinvolti in questo servizio estivo iniziando da don Giuseppe che ha il compito di guidare e coordinare le attività e le persone.

La vita della Comunità cristiana però non si ferma mai ed ora ci stiamo preparando a vivere la festa della Madonna del Carmine, tanto cara alla città di Luino, ma anche a molti fedeli del nostro decanato. A Maria vogliamo affidare tutte le nostre intenzioni personali e comunitarie, a partire dalle nostre famiglie e continuando con i diversi gruppi, associazioni e ambiti della vita sociale e politica, certi che attraverso Lei il Signore vuole manifestare la sua fedeltà anche agli uomini e alle donne del nostro tempo.

Ce lo ricorda la liturgia della Parola di questa domenica, dove viene ricordata la missione affidata da Dio a Mosè, di guidare il popolo ebreo, facendolo uscire dall’Egitto verso la terra promessa. Dio si è sempre servito di uomini e donne per compiere la sua azione di salvezza nei confronti dell’umanità, in modo speciale del suo Figlio Gesù, manifestazione chiara e piena del volto amoroso di Dio Padre. Sono molto belle le parole di Gesù nel vangelo di questa domenica. “Tutto è stato dato a me dal Padre. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro” (Mt 11,27-30). In quel “tutto” ci sta dentro l’umanità e il mondo creato, affidati dal Padre a Gesù per ottenerne la salvezza. Nel “venite a me…”, invece, c’è la presenza viva e rassicurante di Dio, che vuole dare ristoro all’anima di chiunque si avvicina a Lui con fede.

Nella Vergine Maria abbiamo l’immagine della credente che si rende disponibile a farsi strumento dell’amore di Dio, il quale vuole raggiungere ogni creatura ed è per questo che la invochiamo, perché aiuti ciascuno di noi a fidarsi di Dio, così che diventiamo anche noi strumenti del suo amore in ogni luogo.

don Sergio

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Opera: Christoffer Wilhelm Eckersberg, Gli Israeliti riposano dopo l’attraversamento del Mar Rosso – 1815 – Olio su tela – Statens Museum for Kunst, Copenaghen

Appuntamenti 28 giugno – 3 luglio 2021

LUNEDì 28/06

Alle ore 21, in Prepositurale (Luino), “Tu mi dici: Va’…”, una serata in cui don Sergio rifletterà sul tema della vita come vocazione cantando canti composti da lui, accompagnato all’organo da Gianfranco Miranda.

MARTEDì 29/06 – Festa patronale dei SS. Pietro e Paolo

  • SS. Messe alle ore 10.30 (solenne) e alle ore 18 in Prepositurale (Luino).
  • Alle ore 21 celebrazione dei Vespri e benedizione alla Città al Parco a lago (di fronte al Santuario del Carmine).

VENERDì 2/07

Alle ore 17.00 nella chiesa parrocchiale di Creva sarà esposta l’Eucaristia nel primo venerdì del mese per l’adorazione personale. Alle ore 18 seguirà la celebrazione della S. Messa.

SABATO 3/07

  • Alle ore 6.45 pellegrinaggio mensile dalla Madonnina del Porto al Santuario del Carmine (Luino), dove alle ore 7.00 sarà celebrata la S. Messa.
  • Dalle ore 15 alle ore 17.50 Adorazione eucaristica personale in Prepositurale (Luino).