Tornare al gusto del pane

Inizio con un grazie per tutti coloro che hanno organizzato e preparato la festa di apertura degli oratori di domenica scorsa. La numerosa partecipazione è stata un bel segno di risposta all’impegno di molti e un buon auspicio per le iniziative che saranno proposte in questo anno.

Questa domenica, a Matera, con la celebrazione eucaristica presieduta da Papa Francesco, si conclude il XXVII Congresso Eucaristico Nazionale, iniziato giovedì 22 settembre, avendo per tema “Tornare al gusto del pane – per una Chiesa eucaristica e sinodale”.

Tornare al gusto del pane significa soprattutto ripartire dall’Eucaristia. Una Chiesa che rispondendo alle sfide del momento presente pone l’Eucaristia quale “fonte e apice di tutta la vita cristiana”. Il cammino sinodale è risposta a quanto lo Spirito Santo sta suggerendo e indicando: Chiesa che ascolta, partendo dal basso, in uscita.

La liturgia della Parola in questa 4^ domenica dopo il Martirio di S. Giovanni Battista ci parla di Eucaristia come comunione con il corpo e il sangue di Cristo, che dà a chi la riceve la possibilità di essere una comunità unita nel suo amore (1 Cor.). Inoltre nel Vangelo di Giovanni leggiamo una parte del discorso di Gesù nella sinagoga di Cafarnao, dopo la moltiplicazione dei pani, mentre ne spiega il significato. Gesù è il pane vero di cui l’uomo ha bisogno per essere una cosa sola con Lui, così da essere pronti a spendersi come Lui nello stile del dono e dell’amore, per avere una vita che non finisce con la morte terrena, ma che dura per l’eternità.

Il pane diviene così il segno della comunione, della fraternità, dell’appartenenza all’unica famiglia che si nutre dell’unico pane che è sacro, che viene spezzato e distribuito dal capo famiglia ai componenti della famiglia. Esattamente come fece Gesù quando istituì l’Eucaristia.

Vi propongo, di seguito, una interessante descrizione che riguarda la tradizione del Pane nella città di Matera: «Matera ha una tradizione di panificazione che nel corso dei secoli ha sempre più sviluppato, affermandosi come città del pane. Questa nostra città, da quando ha accolto l’annuncio evangelico, ha saputo sviluppare una particolare teologia nella semplicità dei gesti e dei segni. Uno di questi è appunto il pane. Il suo profumo inebria le strade e le case, il suo sapore è una carezza per il cuore. Non a caso ogni fetta del pane tradizionale ha la forma del cuore. Un cuore che si dilata, si fa cibo, esattamente come Dio Trinità. Anticamente le mamme di questa città, come un po’ dappertutto, iniziavano la lavorazione dell’impasto per il pane con il segno della croce. Successivamente, per risparmiare spazio nel forno e mettere più pani, si sviluppò la tecnica di creare un pane che lievitasse soprattutto in altezza. Questa tecnica si basava sulla teologia della Santissima Trinità. La pasta veniva stesa a forma di rettangolo: si univano le estremità di un lato arrotolandola tre volte, mentre si pronunciava: “nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”. Dall’altro lato, con la stessa tecnica, si facevano due giri per ricordare la doppia natura di Gesù Cristo: umana e divina. Al termine l’impasto veniva piegato al centro e fatti tre tagli sopra recitando: Padre, Figlio e Spirito Santo. A questo punto il pane veniva lasciato riposare nel giaciglio caldo dove aveva dormito il marito: luogo sacro perché luogo dell’amore e nascita di vita nuova. La formula che la donna usava era questa: “Cresci pane, cresci bene come crebbe Gesù nelle fasce. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”. Qui, continuando a lievitare con il lievito madre, si amalgamava diventando una sola massa».

La quotidianità del pane che si riempie di religiosità è un invito a fare entrare il Mistero grande dell’Eucaristia nei gesti e nelle parole di cui si compone la nostra vita, facendola diventare preghiera.

don Sergio

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Opera: Moltiplicazione dei pani e dei pesci – Chiesa abbaziale di Saint-Ouen, Rouen

Sostare con te

La scorsa domenica abbiamo vissuto la festa dell’accoglienza nella Parrocchia di Creva ed è stato un momento molto bello sia dal punto di vista spirituale che ricreativo, grazie a coloro che volontariamente si sono dati da fare, ma grazie anche ai molti che vi hanno partecipato, rendendo la festa una autentica occasione comunitaria.

Questa domenica la festa di inizio d’anno degli oratori delle Parrocchie della nostra Comunità Pastorale si inserisce con l’avvio delle altre attività pastorali dentro il cammino della Diocesi di Milano, secondo le indicazioni del nostro Arcivescovo. Già la scorsa settimana segnalavo il tema della lettera pastorale, che è quello della preghiera e che per i ragazzi si sintetizza nello slogan “Sostare con Te”, chiaro riferimento al fermarsi per trovare spazi e tempi in cui pregare, da soli o con altri, ma sempre cercando quell’incontro personale con il Signore, di cui l’anima ha bisogno.

Il ritmo frenetico della vita e i molteplici input di cui siamo continuamente bombardati, impediscono non solo ai ragazzi, adolescenti, giovani, ma anche agli adulti di trovare momenti di silenzio per riflettere, meditare, pregare.

La dimensione contemplativa della vita, ricordata nella lettera del nostro Arcivescovo, abbraccia tutti i tempi dell’esistenza di una persona, riempiendo di senso ogni parola e ogni azione. Per questo motivo, nelle proposte a diverso livello, che saranno indicate dalla nostra Comunità Pastorale, non mancherà il necessario riferimento a rendere esplicita l’esigenza della preghiera nelle sue diverse forme, così come è tradizione della Chiesa. L’esperienza della preghiera è fondamentale per aiutare i giovani a compiere il discernimento circa la propria vocazione, perché diventi una chiara risposta alla chiamata del Signore, secondo il suo progetto su ciascuno.

La giornata di preghiera per il Seminario diventi l’occasione per ricordarsi dell’invito di Gesù: “Pregate il padrone della Messe perché mandi operai nella sua messe”, in un momento in cui il numero dei sacerdoti vanno a diminuire sempre più e l’ingresso nel nostro Seminario segna un calo evidente. Quest’anno i giovani che entrano in prima teologia sono solo cinque. E’ il minimo storico e questo ci deve fare riflettere molto su come noi invochiamo il Signore e su come noi siamo testimoni della vita come vocazione. Se pensiamo che la nostra Diocesi ha 1100 parrocchie e che solo cinque giovani entrano quest’anno in Seminario, dovremmo porci delle domande.

La speranza cristiana è una grande virtù, lasciamoci sostenere da essa mentre continuiamo a cercare di vivere gioiosamente e responsabilmente da veri discepoli del Signore.

don Sergio

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Sì, Amen!

Giovedì scorso, nella festa della natività di Maria, meglio conosciuta come festa di Maria Bambina, patrona del Duomo di Milano, il nostro Arcivescovo ha ripetuto nella sua omelia più volte questa affermazione: “Sì, Amen!”, detta a Dio nella storia, da moltissimi uomini e donne, singoli e comunitari, che hanno riposto in Dio la completa fiducia in situazioni favorevoli e in quelle cariche di disagi e di difficoltà.

“Amen” è una parte del titolo, che il Vescovo Mario ha dato alla sua lettera Pastorale, presentata ufficialmente l’8 settembre e che vuole esprimere l’affidamento richiesto alla Chiesa anche oggi, in un mondo che porta in sé criticità forti, ma anche opportunità nuove di annuncio del Vangelo.

“Amen”, professione di fede in forma di obbedienza, si unisce alle altre due parole del titolo della lettera che sono “Kyrie”, professione di fede in forma di invocazione e “Alleluia”, gioia della Pasqua in forma di cantico corale.

Se ci pensiamo bene ogni nostra preghiera si conclude con “Amen”, che ha un grande valore di fede in Colui che tutto può e che non ci abbandona mai. E’ il “Sì, Amen!” di Maria, che ha permesso a Dio di realizzare il suo disegno di salvezza, mandando Gesù nel mondo, ma è anche la risposta che è chiesta a noi per essere realmente figli di Dio e partecipi della costruzione del suo Regno, impegnandoci a lavorare nella sua vigna, come ci ricorda il Vangelo di questa domenica.

Dio ce lo chiede ogni giorno, perché desidera valorizzare i talenti che ci ha dato dimostrando che Egli si vuole fidare di noi rendendoci collaboratori nell’opera della creazione che avrà un suo compimento proprio nel Regno che Gesù ha iniziato.

Vorrei incoraggiare tutti a rendersi disponibili nella nostra Comunità, ciascuno per quanto gli è possibile, se non altro a sentirsi parte della stessa, partecipando o interessandosi di ciò che verrà proposto in questo nuovo anno pastorale.

La festa dell’accoglienza di Creva è un primo momento al quale si aggiungerà domenica prossima, la festa di inizio del nuovo anno oratoriano e del mandato ai diversi operatori, specialmente nell’ambito educativo.

Maria, di cui celebreremo la festa del suo nome lunedì 12 settembre e del suo essere addolorata giovedì 15, resta per noi il modello mite e umile di corresponsabilità nell’opera salvifica di Dio e noi ne chiediamo l’intercessione.

don Sergio

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Opera: Parabola dei lavoratori della vigna, Francesco Maffei – XVII secolo – Museo di Castelvecchio, Verona

Appuntamenti 8 settembre-2 ottobre 2022

GIOVEDì 8/09

In occasione della Festa dell’Accoglienza (il programma completo è disponibile a questo link), la S. Messa delle ore 20.45 sarà celebrata a Creva, nella Grotta di Lourdes, e non in quella di San Giuseppe e sarà preceduta alle ore 20.15 dalla recita del S. Rosario. In caso di maltempo le funzioni saranno in chiesa.

VENERDì 9/09

  • Alle ore 17.00 Adorazione Eucaristica personale, seguita dalla recita del S. Rosario e dalla celebrazione della S. Messa (alle ore 18.00) nella chiesa parrocchiale di Creva.
  • All’oratorio di Creva, dalle 18.30, tornei sportivi per ragazzi e genitori (ci si potrà iscrivere la sera stessa); dalle 19.30 cena insieme.

SABATO 10/09

  • Dalle ore 15.00 alle ore 17.50, in Prepositurale (Luino), sarà esposta l’Eucaristia per l’adorazione personale.
  • Alle ore 17.00, presso Palazzo Verbania, Alberto Comuzzi e Donatella Salambat presenteranno il loro libro “Testimoni di un esodo”. Al tavolo ci saranno Suor Teresilla Krefta di Mimep Docete, suore della Beata Vergine Maria di Loreto, casa editrice che ha stampato il volume. La presentazione è stata patrocinata dal Rotary Club Laveno Luino Alto Verbano e dall’associazione culturale Amici delle Sempiterne. Partner della manifestazione l’ANVGD Nazionale, il Comune Libero di Pola, il Comune Libero di Zara e il Comune Libero di Fiume.
  • Alle ore 17.00, a Creva, S. Rosario Meditato, seguito dalla celebrazione della S. Messa vigiliare.
  • All’oratorio di Creva, dalle 19.30, cena insieme e sabato sera in musica.

DOMENICA 11/09

La parrocchia di Creva celebra la Festa dell’Accoglienza:

  • alle ore 10.00 celebrazione della S. Messa Solenne.
  • dalle 12.00 pranzo comunitario (con asporto dalle 11.45). A seguire tradizionale tombolata e pomeriggio di giochi per bambini e ragazzi.
  • alle ore 18.30 processione per le vie di Creva portando il simulacro della Madonna. La processione si concluderà con la consueta benedizione in oratorio.
  • dalle ore 19.30 cena insieme e, alle 21.00, estrazione dei numeri della sottoscrizione a premi.

LIUNEDì 12/09

Alle ore 20.45, a Creva, celebrazione della S. Messa in suffragio di tutti i parrocchiani defunti.

VENERDì 16/09

Iniziamo la Festa degli Oratori (il programma integrale è disponibile a questo link) con una giornata di preghiera per i nostri ragazzi e le attività educative dell’oratorio:

  • alle ore 9.00 S. Messa e, a seguire, Adorazione per tutta la giornata
  • alle ore 19.00 conclusione con la recita dei Vespri e la benedizione

SABATO 17/09

  • Dalle ore 15.00 alle ore 17.50, in Prepositurale (Luino), sarà esposta l’Eucaristia per l’adorazione personale.
  • Alle ore 16.30, presso il Santuario del Carmine (Luino) ricomincerà la celebrazione della S. Messa prefestiva. Viene sospesa fino a tutto aprile la S. Messa domenicale delle ore 20.30.

La Festa degli Oratori continua all’oratorio San Luigi (Luino):

  • dalle ore 16.00 tornei di calcio e pallavolo (iscrizioni dalle ore 15.00)
  • alle ore 19.00 cena (prenotarsi dal 1 settembre presso la segreteria dell’oratorio inviando una mail a sanluigiluino@gmail.com o di persona il venerdì dalle 18.00 alle 19.00 o la domenica dalle 17.30 alle 18.30).
  • alle ore 20.45 concerto e testimonianza dei The Sun.

DOMENICA 18/09

All’oratorio San Luigi (Luino) ultima giornata della Festa degli Oratori:

  • alle ore 10.30 S. Messa di ripresa delle attività pastorali e inaugurazione del nuovo anno scolastico dell’Istituto “Maria Ausiliatrice”, con il mandato educativo a educatori, catechisti, insegnanti e operatori pastorali e scolastici. A seguire lancio dei palloncini e aperitivo.
  • Alle ore 15.00 giochi e possibilità di iscrizione alla catechesi per i bambini di 3°, 4° e 5° elementare.
  • Alle ore 15.30 incontro di genitori, padrini e madrine dei cresimandi con Mons. Mario Antonelli.
  • Alle ore 17.30 momento di preghiera insieme a educatori e catechisti.

VENERDì 23/09

Alle ore 21.00 presso il Santuario del Carmine (Luino) si terrà il concerto del quartetto Gaudentes Musici dal titolo “Sicut cervus”, con brani tratti dal repertorio sacro e profano per quartetto di voci a cappella. L’ingresso è gratuito.

SABATO 24/09

Dalle ore 15.00 alle ore 17.50, in Prepositurale (Luino), sarà esposta l’Eucaristia per l’adorazione personale.

SABATO 1/10

  • Alle ore 6.45 si terrà il consueto pellegrinaggio mensile con la recita del S. Rosario dalla Madonnina del Porto Vecchio al Santuario del Carmine (Luino), dove verso le ore 7.00 sarà celebrata la S. Messa.
  • Dalle ore 15.00 alle ore 17.50, in Prepositurale (Luino), sarà esposta l’Eucaristia per l’adorazione personale.

DOMENICA 2/10

A Voldomino, durante le SS. Messe delle 9.00 e 11.15 verrà festeggiato il gruppo caritativo “San Vincenzo” presente in parrocchia. Le offerte raccolte saranno destinate per le attività del gruppo a sostegno dei poveri.

Una storia che continua

Con il mese di settembre ricominciano con regolarità, nella nostra comunità pastorale, le diverse attività che in parte sono state sospese durante il periodo estivo.

In verità, la vita delle nostre parrocchie non è stata sospesa, infatti la celebrazione dell’eucaristia, i diversi momenti di adorazione diurni e serali, le feste religiose, le proposte oratoriane, la settimana in Puglia per gli adulti e altre occasioni di incontro hanno caratterizzato questo tempo apparentemente calmo.

Tutto questo contribuisce a fare crescere il Regno di Dio che Gesù ha annunciato, come ci ricorda il Vangelo di questa domenica, in un momento critico, che fu l’arresto di Giovanni Battista. C’era chi voleva fermare la predicazione di questo profeta, ma dopo di lui doveva venire colui che era atteso da secoli, il Messia, il quale cominciò a predicare e a dire: “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino”. Da quel momento l’impegno dei discepoli di Gesù è la conversione del cuore per diventare costruttori del mondo nuovo, nonostante chi vi si oppone o chi si illude di costruirne uno o più in alternativa.

La vita cristiana è una sfida enorme nei confronti di coloro che cercano di spegnere ogni entusiasmo evangelico, ma è anche una grande avventura che vale la pena di affrontare per dare al presente e al futuro una speranza attesa.

Anche quest’anno, il nostro Arcivescovo ci consegna una lettera pastorale intitolata Kyrie, Alleluia, Amen il cui tema è “pregare per vivere, nella Chiesa come discepoli di Gesù”, che presenterà giovedì 8 settembre nella festa di Maria nascente, patrona del duomo di Milano. Avremo modo di leggerla e di meditarla insieme, recuperando il valore della preghiera e della dimensione contemplativa della vita, come aveva suggerito il Card. Martini nella sua prima lettera pastorale alla Chiesa di Milano.

Proprio qualche giorno fa abbiamo ricordato il decimo anniversario della morte di questo nostro venerato Pastore, il quale venendo a Milano aveva trovato una diocesi carica di attività, ma bisognosa di una spiritualità, che trasformasse il cuore e desse il senso alla prassi sociale e pastorale e all’impegno missionario. L’Arcivescovo Mario, nell’introduzione alla sua lettera, scrive che il riferimento alla lettera del Card. Martini sia necessario perché attualmente la dimensione contemplativa della vita è un’attenzione poco esercitata.

Dobbiamo imparare da Gesù, come ci ricorda il Vangelo di questa domenica, che all’inizio della sua vita pubblica si ritirò in disparte e poi cominciò a predicare e così ogni giorno, quello della preghiera è stata la costante prima di parlare e di compiere i miracoli.

Invito tutti ad usare l’informatore della Comunità per conoscere le diverse iniziative che saranno proposte settimanalmente, durante l’anno.

Buon inizio della nostra storia personale e comunitaria che continua.

don Sergio

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Opera: San Giovanni Battista nella natura selvaggia, Josè Leonardo – XVII secolo

La vera sapienza

In queste domeniche siamo sollecitati dalla Parola di Dio ad esaminare la nostra vita, partendo dall’esperienza del Popolo di Israele, che ha vissuto un rapporto straordinario con Dio, il quale ne ha valorizzato gli aspetti positivi e corretto quelli negativi, ponendo le basi della nuova alleanza stipulata per mezzo di Gesù.

In questa domenica viene posta al centro della riflessione il tema della vera sapienza, strumento indispensabile per compiere le scelte importanti della vita, specialmente quando ci si trova di fronte al bene e al male.

Il grande re Salomone, all’inizio del suo regno, chiede a Dio un cuore docile per potere rendere giustizia al suo popolo e per sapere distinguere il bene dal male. Dio loda questa richiesta, che ha origine dall’umiltà di questo re, il quale riconosce la sua giovinezza, la poca esperienza e innanzitutto la grandezza e la sapienza di Dio rispetto ad ogni potenza umana. L’insegnamento che ne deriva per noi è grande, in quanto inclini a sentirci autosufficienti e ricchi delle proprie risorse umane, materiali e spirituali.

Il richiamo di Gesù, nel Vangelo di questa domenica, è molto chiaro: “Quanto è difficile per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio. E’ più facile infatti per un cammello passare per la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio”. Ma chi si salverà? È la domanda istintiva di chi lo ascolta e forse anche nostra. È necessario passare da Gesù, seguirlo sulle vie del Vangelo, sentendoci sempre bisognosi, certi che solo in Lui possiamo essere appagati.

Gli apostoli hanno lasciato tutto avendo scoperto che la vera ricchezza è Gesù e nella sequela di Lui, nulla sarebbe mancato a loro sia qui sulla terra che nel cielo. La vera sapienza sta, dunque, nella capacità di comprendere che seguire Gesù e confidando pienamente in Lui e non in noi stessi, realizziamo la nostra vita, riempiendola di ciò che è necessario alla vocazione personale di ciascuno, dove al centro c’è l’esigenza di fare crescere l’amore gli uni per gli altri.

Poveri, ma ricchi nella misura in cui lasciamo da parte noi stessi per essere di Gesù, per appartenere a Lui, come ha fatto la Madonna, emblema della vera sapienza, poiché si è resa umile, povera, disponibile ad accogliere la ricchezza della grazia di Dio, ricevendo qui sulla terra il centuplo e poi, con la sua assunzione al cielo, la gioia della vita eterna nell’Amore della Trinità divina.

Buon Ferragosto a tutti nel ristoro del corpo e dell’anima.

don Sergio

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Opera: La Regina di Saba al cospetto di Re Salomone, Gaspar van den Hoecke – 1620 – olio su tavola

Appuntamenti 7-28 agosto 2022

DOMENICA 7/08 – Festa di San Felicissimo

Il Santo, il cui corpo è conservato nella Prepositurale dei SS. Pietro e Paolo di Luino, verrà ricordato durante le SS. Messe che verranno celebrate lì.

SABATO 13/08

  • Dalle ore 15.00 alle ore 17.50, in Prepositurale (Luino), sarà esposta l’Eucaristia per l’adorazione personale.
  • Nella chiesa di San Giuseppe (Luino), Sabato sera con il Signore: adorazione eucaristica silenziosa dalle 21.00 all’1.00. Sarà presente almeno un sacerdote per eventuale ascolto o confessione.

DOMENICA 14/08 – Festa patronale di S. Maria Assunta a Voldomino

È sospesa la S. Messa delle 11.15 in parrocchia a Voldomino: la celebrazione eucaristica sarà alle ore 20.30 in piazza Piave (e non verrà celebrata la Messa al Santuario del Carmine). Seguiranno rinfresco e agape fraterna.

LUNEDì 15/08 – Solennità dell’Assunta

  • Le SS. Messe seguiranno l’orario festivo, compresa la S. Messa delle ore 20.30 al Santuario del Carmine (Luino).
  • A Voldomino, durante le SS. Messe delle 9.00 al Sacro Cuore e delle 11.15 in parrocchia, ci sarà l’offerta della cera votiva.

MARTEDì 16/08

  • A Voldomino, alle 20.30, in parrocchia, S. Messa per tutti i fedeli defunti.
  • Alle ore 18.00, in Prepositurale (Luino), sarà celebrata la S. Messa ricordando il 182° anniversario della dedicazione della medesima. Non sarà celebrata la S. Messa a San Giuseppe.

SABATO 20/08

  • Dalle ore 15.00 alle ore 17.50, in Prepositurale (Luino), sarà esposta l’Eucaristia per l’adorazione personale.
  • Nella chiesa di San Giuseppe (Luino), Sabato sera con il Signore: adorazione eucaristica silenziosa dalle 21.00 all’1.00. Sarà presente almeno un sacerdote per eventuale ascolto o confessione.

SABATO 27/08

  • Dalle ore 15.00 alle ore 17.50, in Prepositurale (Luino), sarà esposta l’Eucaristia per l’adorazione personale.
  • Alle ore 21.00, presso il Santuario della Madonna del Carmine (Luino), si terrà il concerto nella 42^ rassegna concertistica “Antichi organi, patrimonio d’Europa -2022”.

DOMENICA 28/08

In Prepositurale (Luino) sarà celebrata la festa della Madonna della Cintura, con un ricordo particolare in ogni S. Messa.

Una regia meravigliosa

Il piano di Dio, spesso ostacolato dagli uomini, non si ferma, perché Egli è fedele alle promesse fatte al suo popolo e la storia della salvezza, che noi leggiamo nella Sacra Scrittura ce lo conferma.

La scorsa domenica abbiamo ascoltato l’esigenza del popolo ebreo, stabilitosi in Palestina, di avere un re come guida. Il primo fu Saul, ma non visse con esemplarità, tanto che fu sostituito da Davide, un giovane ragazzo, su cui nessuno avrebbe scommesso, ma Dio non guarda l’aspetto fisico, bensì il cuore. La scelta fu ispirata a Samuele da Dio, il quale avrebbe suscitato dal casato di Davide la nascita umana del suo Figlio Gesù e non perché Davide fosse un uomo perfetto, ma perché Dio ha un suo progetto e una regia meravigliosa nel condurre la storia, trasformando in bene anche ciò che è male.

Dio ci sorprende sempre, anche oggi, quando vediamo emergere il bene in situazioni che, apparentemente, sembrerebbero escluderlo a priori, ma che poi si rivelano veicolo di cose stupende. Penso, per esempio, all’estate, tempo che generalmente viene ritenuto momento di svago, di leggerezza, eppure si esprime con iniziative di volontariato di grande umanità e solidarietà, in cui la carità la fa da padrona e adolescenti, giovani e adulti diventano protagonisti di imprese splendide.

Tutto ciò è vissuto anche da molti membri della nostra Comunità Pastorale e della nostra città a prova che il bene è vicino a noi, come lievito che fa fermentare la pasta buona di una società, che sembra malata e destinata solo all’abbruttimento.

Come cristiani abbiamo il dovere di eliminare la sfera di pessimismo che avvolge il tempo presente, esaltando, invece, la bellezza del Vangelo vissuto e testimoniato proprio dalle opere e dalle parole buone di molti, certi che, come scrive Paolo a Timoteo: “La Parola di Dio non è incatenata”, poiché è viva nelle persone che la sanno accogliere e trasformare in vita.

Grazie, dunque, a tutti coloro che in questo tempo estivo non permettono di interrompere l’opera di bene che anche in altre parti dell’anno è segno della profezia del Regno di Dio che Gesù ha iniziato e di cui noi siamo costruttori. Dio, come ricordavo sopra non è solo il regista meraviglioso della storia della salvezza, ma è anche l’architetto attento e creativo del Regno che Gesù ha iniziato e che verrà portato a termine, nonostante gli errori di costruzione che noi uomini facciamo per distrazione o presunzione orgogliosa quando non ci fidiamo o cambiamo i suoi disegni.

Sabato prossimo inizieremo la novena dell’Assunta. Approfittiamo per rivolgere a Maria la nostra preghiera, affidando a lei l’intercessione per potere essere sempre attenti al disegno di Dio su noi e sul mondo, ritrovando serenità e speranza.

don Sergio

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Opera: Unzione di Davide, Paolo Veronese – 1555 – Kunsthistorisches Museum, Vienna

Riconoscere il primato di Dio

Dalla Sacra Scrittura veniamo a sapere che il peccato originale ha come fondamento l’orgoglio dell’uomo, il quale non accetta di essere dipendente da Dio o presume di potersi sostituire a Lui. Ancora oggi questa pretesa diventa una grande tentazione, che porta molti uomini e donne a pensare e ad agire come se Dio non ci fosse in uno spirito di pericolosa onnipotenza, le cui conseguenze assumono dimensioni disastrose.

La liturgia di questa domenica ci presenta, nella prima lettura, il momento in cui il popolo ebreo, entrando nella Terra Promessa vi si stabilisce e sente l’esigenza di governarsi come le nazioni vicine, scegliendosi un re. A quel tempo erano i Giudici che facevano i mediatori tra le Dodici tribù d’Israele, Samuele era l’ultimo e anziano. Dal popolo era arrivata la richiesta a Samuele di chiedere a Dio un re che li governasse, ma questo aveva suscitato in lui un dispiacere enorme, perché lo sentiva come un segno di sfiducia in Dio, che li aveva guidati per quarant’anni nel deserto e non li aveva mai abbandonati. Ma Dio acconsente a questa richiesta, perché sa trarre il bene anche dal male, infatti la salvezza dell’umanità sarebbe stata donata attraverso l’incarnazione di Gesù nella casa di Davide.

Proprio Gesù, entrato nella storia, ci ha aiutato, come leggiamo nel Vangelo di questa domenica, a riconoscere il primato di Dio, superiore ad ogni potere umano: “Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”. Questo detto evangelico ristabilisce i giusti confini tra l’umano e il divino, che spesso dagli uomini vengono confusi o non rispettati.

Nella sua umanità, Gesù ci ha insegnato a riconoscere e rispettare l’onnipotenza di Dio Padre, che per l’uomo e la donna ha un progetto d’amore ben definito e che chiede alla libertà umana di accogliere, per trarne i giusti benefici. Onnipotenza che agisce nella logica di una paternità che si fa servizio, misericordia, perdono, amore senza limiti, dove l’unico interesse è il bene del creato e di ogni creatura.

La regalità di Cristo parte proprio dall’insegnamento che Egli ha colto nel Padre e cerca di trasmetterlo ad ogni uomo, evitando la logica di un potere che diventi possesso dell’altro di sé e della natura, ad ogni livello: famigliare, sociale, politico, mondiale. Per questo, ci raccomanda S. Paolo scrivendo a Timoteo; “Si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che stanno al potere”.

Accogliamo volentieri il suggerimento, specialmente in questi tempi, in cui le vicende belliche in molti Paesi del mondo stanno suscitando sofferenze immani, ma anche la situazione politica italiana è chiamata ad affrontare una crisi di cui non c’era proprio bisogno.

Io penso che ci sia una forte necessità di riconoscere a Dio il giusto primato, imparando sempre più ad essere creature amate, figli che si lasciano guidare per vivere ciascuno la propria vocazione così da cambiare il mondo, costruendo il Regno che Gesù ha iniziato.

don Sergio

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Opera: Tributo a Cesare, Bartolomeo Manfredi – 1610/1620 – olio su tela – Galleria degli Uffizi, Firenze