“Forgeranno le loro spade in vomeri e le loro lance in falci”

In occasione della Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato, la Chiesa ci invita a riflettere sul legame profondo tra pace, dignità della persona e custodia della casa comune. Il punto di partenza è la parola di Gesù: «Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza» (Gv 10,10).

Custodire il creato significa quindi custodire il dono della vita, nelle persone, nelle relazioni e nella terra che ci è stata affidata.

Dalle armi agli strumenti di vita

Al centro del messaggio risuona la profezia di Isaia: «Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri» (Is 2,4). È un’immagine potente: ciò che serve a distruggere può essere trasformato in qualcosa che genera e sostiene la vita. La guerra, infatti, non lascia ferite soltanto sul campo di battaglia. Uccide, divide le famiglie, costringe intere popolazioni ad abbandonare le proprie case, ma nello stesso tempo devasta territori ed ecosistemi, contamina acqua e aria e compromette le risorse necessarie alla vita.

Il Concilio Vaticano II ricorda che la pace «non è la semplice assenza della guerra», ma un’opera che deve essere continuamente costruita nella giustizia (Gaudium et spes, 78). E mette in guardia anche dalla corsa agli armamenti, mentre immense risorse potrebbero essere impiegate per alleviare le sofferenze e le necessità dell’umanità (Gaudium et spes, 81-82).

La pace nasce nel cuore

Il messaggio ci conduce però ancora più in profondità. Le guerre, le ingiustizie e lo sfruttamento del creato non dipendono soltanto da strutture politiche ed economiche sbagliate. Esiste una radice interiore.

Il Concilio afferma che gli squilibri presenti nel mondo sono collegati a «quel più profondo squilibrio che è radicato nel cuore dell’uomo» (Gaudium et spes, 10). È nel cuore, infatti, che si combatte la lotta tra amore e indifferenza, verità e menzogna, desiderio di servizio e volontà di dominio. Per questo non basta cambiare le strutture: è necessario anche convertire il cuore.

Benedetto XVI lo espresse con un’immagine divenuta celebre: «I deserti esteriori si moltiplicano nel mondo, perché i deserti interiori sono diventati così ampi». Quando il cuore dell’uomo si impoverisce, anche i beni della terra rischiano di essere messi al servizio dello sfruttamento e della distruzione.

Una vera conversione ecologica

È qui che incontriamo uno degli insegnamenti centrali della Laudato si’. Papa Francesco scrive che «la crisi ecologica è un appello a una profonda conversione interiore» (Laudato si’, 217). La conversione ecologica consiste nel lasciare che l’incontro con Gesù Cristo trasformi anche il nostro rapporto con il mondo che ci circonda. Essere custodi dell’opera di Dio, precisa l’enciclica, non è qualcosa di facoltativo, ma appartiene alla vita cristiana.

Possiamo allora riconoscere tre realtà da custodire insieme: il cuore dell’uomo, le relazioni umane e il creato. Quando il cuore viene riconciliato con Dio, diventano possibili relazioni più fraterne e cresce anche la responsabilità verso la casa comune.

Dal deserto al giardino

«Forgiare le spade in vomeri» diventa così un programma anche per noi. Significa trasformare le energie della divisione in possibilità di incontro, sostituire alla logica del dominio quella del servizio e destinare alla vita ciò che viene utilizzato per la distruzione.

Gli strumenti autentici della pace sono allora la verità, il dialogo, la pazienza, la giustizia, la misericordia, la cura e l’amore. La Giornata per la Cura del Creato ci invita quindi non soltanto a domandarci che cosa debbano fare i governi e le istituzioni, ma anche che cosa possiamo cambiare noi.

La pace comincia dal cuore e diventa concreta nel modo in cui parliamo, consumiamo, affrontiamo i conflitti, accogliamo i più fragili e custodiamo ciò che ci è affidato.

Con la grazia di Dio possiamo percorrere questo cammino: dal deserto al giardino, dalla divisione alla comunione, dalla violenza alla pace. È così che anche le nostre “spade” possono diventare “vomeri” e la pace di Cristo può mettere radici nelle nostre comunità e nel creato.

Sintesi del messaggio di Papa Leone XIV per la Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato

don Cesare

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Foto di bradford zak su Unsplash


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