Cari fratelli e sorelle, il Tempo di Pasqua raggiunge oggi, solennità di Pentecoste, il suo compimento.
Per evidenziare l’unità di quest’evento di salvezza, il Vangelo ci porta nuovamente al “primo giorno della settimana”, cioè a quel giorno nuovo nel quale Gesù risorto appare ai discepoli mostrando loro «le mani e il fianco».
Il Signore rivela il suo corpo glorioso, precisamente le sue piaghe, le ferite della crocifissione. Questi segni della passione, più eloquenti di qualsiasi discorso, sono trasfigurati: Colui che era morto vive per sempre.
Al vedere il Signore, anche i discepoli tornano a vivere […] Al suo gesto, Cristo unisce la parola: «Pace a voi»; e subito dopo alita sui discepoli lo Spirito Santo. […] Perciò la Pentecoste è festa pasquale e festa del corpo di Cristo, che per grazia siamo noi. Celebrando questo mistero, vorrei soffermarmi su tre aspetti.
Anzitutto, lo Spirito del Risorto è lo Spirito della pace. Infatti, nella sua Pasqua Cristo fa pace tra Dio e l’umanità, e lo Spirito Santo la infonde nei cuori e la diffonde nel mondo. Questa pace viene dal perdono e ci porta al perdono: inizia col perdono donato da Gesù stesso, che è stato da noi tradito, condannato, crocifisso. Sorprendendoci con il suo amore, proprio Lui, il risorto, dice: «A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati». […]
Lo Spirito Santo, infatti, è Signore e dà la vita sin dall’inizio della creazione, quando aleggiava sulle acque, e ora, al suo riscatto, cambia la storia del mondo: davvero la Pentecoste si compie come festa del Patto nuovo, cioè dell’alleanza tra Dio e tutti i popoli della terra. […] Questa legge è il codice della pace: il duplice comandamento dell’amore, che lo Spirito ci ricorda a ogni battito del cuore.
Col nostro cuore possiamo perciò invocare: “Veni Sancte Spiritus”, perché Egli ci è già stato donato. Possiamo desiderarlo, perché ci è già stato promesso. Possiamo accoglierlo, perché Lui stesso è ospite dolce dell’anima.
Un secondo aspetto: lo Spirito del Risorto è lo Spirito della missione: «Come il Padre ha mandato me», dice il Signore, «anche io mando voi». […] Mentre dà agli Apostoli il potere di esprimersi nella varietà delle lingue, lo stesso Spirito insegna all’umanità la parola della salvezza. […] Proprio nel giorno di Pentecoste gli Apostoli iniziano ad annunciare Gesù, crocifisso e risorto: le «grandi opere di Dio» si riassumono tutte nella redenzione, che inizia con la fede. Infatti, la prima opera dello Spirito Santo in noi è la fede con la quale professiamo: «Gesù è Signore!».
Questa fede vive e si esprime in ogni buona azione, in ogni atto di misericordia e di virtù. L’opera di Dio, dunque, siamo noi, che veniamo qui oggi da tutte le parti del mondo, invitati alla mensa del Signore, radunati nell’ascolto della sua parola e inviati a testimoniarla ovunque.
Carissimi, davvero noi siamo partecipi del Vangelo: tutta la Chiesa ne è protagonista, non solo custode. […] Dall’altra parte, invece, lo Spirito Santo illumina le menti e suscita nei cuori nuove energie di vita. È così che trasfigura la storia aprendola alla salvezza, cioè al dono che l’unico Signore condivide con tutti.
La missione della Chiesa attesta tale condivisione, trasformando la confusione del mondo in comunione con Dio e tra di noi. Questa missione inizia dicendo la verità di Dio e dell’uomo, perché lo Spirito del Risorto è lo «Spirito della verità». Il Signore stesso ce l’ha promesso, chiedendo unità per la sua Chiesa, un’unità fondata sull’amore di Dio, sorgente del nostro amore. Lo Spirito, che ha parlato per mezzo dei profeti, promuove sempre l’unità nella verità, perché suscita in noi comprensione, concordia e coerenza di vita.
Come insegna Sant’Agostino, «lo Spirito Santo volle che questo fosse il segno della sua presenza»: il dono di lingue che si capiscono nell’unica fede. Il Paraclito ci difende allora da tutto ciò che ostacola questa intesa: dalle faziosità, dalle ipocrisie, dalle mode che annebbiano la luce del Vangelo. La verità che Dio ci dona resta così parola liberante per tutti i popoli, messaggio che trasforma dall’interno ogni cultura. Lo Spirito del Risorto, infatti, non viene effuso una volta e poi basta, ma costantemente. […] Come insegna l’Apostolo: «A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune».
Proprio perciò siamo Chiesa, unico corpo che vive di Dio e serve il mondo. Grazie allo Spirito possiamo portare a tutti la pace vera, la verità che salva, cioè lo stesso Cristo Signore.
Carissimi, con cuore ardente, preghiamo oggi che lo Spirito del Risorto ci salvi dal male della guerra, che viene vinta non da una superpotenza, ma dall’Onnipotenza dell’amore.
Preghiamo affinché liberi l’umanità dalla miseria, che viene riscattata non da una ricchezza incalcolabile, ma da un dono inesauribile.
Preghiamolo di guarirci dalla piaga del peccato, per la redenzione annunciata a tutti i popoli nel nome di Gesù. È questa la grazia che infonde coraggio agli Apostoli: lo infonda anche a noi, oggi e sempre, per intercessione di Maria, Madre della Chiesa.
Omelia di Papa Leone XIV – Pentecoste 2026
don Cesare

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