Ecco la serva del Signore

Siamo ormai giunti all’ultima domenica di Avvento, che la liturgia ambrosiana chiama “dell’Incarnazione o della Divina Maternità della beata sempre Vergine Maria”, con l’Eccomi di Maria all’annuncio dell’Arcangelo Gabriele.

Il “sì” di Maria nasce dalla sua fede in Dio e dalla disponibilità a rendersi liberamente disponibile a collaborare al suo progetto di salvezza, di cui Gesù è il centro. Per questo tutta la liturgia di questa domenica è carica di letizia, infatti preannuncia la gioia del canto degli angeli nella notte di Natale, mentre portano ai pastori la notizia della nascita di Gesù, il Salvatore del mondo, l’Atteso da secoli e secoli.

Ancora oggi, mentre c’è una parte dell’umanità indifferente o distratta da tante cose futili, un’altra parte è consapevole del bisogno grande di accogliere Gesù nella propria vita, perché solo in Lui si trovano le risposte a tantissime domande e solo in Lui è possibile trovare la luce che sveli le verità profonde dell’animo umano.

Maria, nella sua semplicità e umiltà, aderisce alla volontà di Dio e si prende carico di ciò che le viene chiesto perché la salvezza si realizzi attraverso il suo Figlio Gesù, che ella stessa presenta e porta ancora agli uomini di oggi. Anche noi cristiani abbiamo questo compito di accogliere e di portare Gesù, testimoniandolo con la nostra vita nei diversi luoghi del nostro agire e operare.

Riconoscere la presenza di Gesù nel mondo è il grande motivo della speranza cristiana, che si oppone a tutte le forme di sfiducia e di depressione nei confronti del presente e del futuro. Ciò che ha portato Gesù, incarnandosi nella nostra storia, è uno stile di vita, fortemente attuale, capace di rispondere alle diverse esigenze di bene e provocatorio nei confronti di chi speranza non ne ha più. Dall’incontro con Gesù nasce la missione della Chiesa, che ha visto nei pastori i prototipi di tutta quella serie di persone, che testimoniano ciò che hanno visto e udito.

Abbiamo la novena per prepararci bene alla prossima festa, cerchiamo di non lasciarci distrarre troppo da ciò che potrebbe allontanarci dal senso del Natale, prendiamo invece l’occasione per ritrovare il gusto delle cose semplici, ma concrete, per ravvivare in noi la gioia dell’amore e della solidarietà, portateci da Gesù, insieme al desiderio di annunciarlo a tutti.

don Sergio

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Opera: Madonna del Magnificat – Botticelli – tempera su tavola – 1483 – Uffizi, Firenze

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