Ora tocca a noi…

Dopo la ripresa nei giorni feriali della S. Messa con la presenza dei fedeli, questa domenica affrontiamo le celebrazioni con maggior numero di persone, ma anche con le restrizioni dovute al distanziamento impostoci dai protocolli del decreto ministeriale. Spero non ci siano molti disagi, ma chiedo la comprensione e la pazienza per entrare in questa nuova fase del Covid19, a cui dobbiamo attenerci. Verificheremo dopo questa domenica come continuare in futuro.

In questo mese di Maggio siamo sollecitati ad invocare la Madonna come colei che indica la strada e porta a Gesù, sorgente di grazie infinite, poiché è proprio questo che ella desidera: che noi possiamo essere discepoli gioiosi di Lui, come lo sono stati gli apostoli. Maria ci viene incontro, ci aiuta, così come la invochiamo questa domenica: Maria Ausiliatrice (aiuto dei cristiani).

La solennità dell’Ascensione, che liturgicamente abbiamo celebrato giovedì scorso, ma che solennizziamo anche in questa domenica, ci ricorda come Gesù, dopo la risurrezione, salì al cielo sotto lo sguardo attonito degli apostoli, i quali furono invitati dagli angeli a ritornare a Gerusalemme, dove avrebbero ricevuto lo Spirito Santo, sostenuti dalla preghiera di Maria, che stava con loro nel Cenacolo.

Mi chiedo spesso che cosa pensassero gli apostoli durante quel distacco: quanta nostalgia, quanti ricordi, quanto desiderio di non perdere la relazione con Gesù, che li aveva chiamati a seguirlo e per il quale essi avevano lasciato tutto. Gesù li aveva preparati e inviati a continuare la sua missione con la forza dello Spirito Santo, in attesa del suo ritorno glorioso. Essi dovevano crescere nella vita nuova a cui Lui li aveva introdotti e dovevano nello stesso tempo annunciare a tutti gli uomini e a tutte le donne di ogni tempo la gioia e la bellezza di vivere in questa novità di vita indicando il Cielo come la meta dell’esistenza.

In questa realtà noi giochiamo la nostra vita: tra il desiderio del Cielo e la concretezza della vita terrena, nella quale costruiamo il nostro personale futuro alla luce del Vangelo e dentro una dimensione di fraternità, che la Chiesa ci fa gustare.

La promessa di Gesù: “Io sono con voi sino alla fine del mondo” ci dà la certezza di non essere soli e di avere in Lui un sostegno enorme nella costruzione del Regno di Dio, di cui noi siamo protagonisti secondo la vocazione di ciascuno.

Inoltre, lo sguardo materno di Maria, Regina del Cielo e della terra e la sua intercessione ci danno tanta serenità, perché Lei, insieme a Gesù, non smette di esserci vicina indicandoci le vie da percorrere sulla terra per raggiungere il Cielo.

Infine, il dono dello Spirito Santo, promesso da Gesù, e che noi stiamo invocando in questa novena di Pentecoste, rende meno gravoso ogni nostro impegno e responsabilità.

don Sergio

Per consultare e scaricare “Oltre l’apparenza”, cliccare qui.

Quadro: Pietro Perugino – Ascensione di Cristo – 1496/1500 – olio su tavola – Musée des Beaux-Arts di Lione

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