Come avverrà questo?

Nella terza settimana di Avvento che si apre davanti a noi, continuiamo nella nostra meditazione sull’episodio dell’annuncio dell’Angelo a Maria e ci soffermiamo sulla domanda “come avverrà questo?”.

Non è dubbio di fede, bensì richiesta di capire in quale modo Maria deve affrontare questa gravidanza inaspettata e non usuale secondo le leggi della vita e dei canoni della cultura e della legge ebraica. Maria, in cuor suo, ha già detto il suo si, ma vuole imparare a pensare a partire dal progetto di Dio per aderirvi sempre meglio.

Allo stesso modo vediamo Giovanni Battista, che nel Vangelo di questa domenica, dal carcere manda i suoi discepoli a chiedere a Gesù se sia davvero lui il Cristo che deve venire, in quanto l’attesa ebraica era quella di un Messia forte, giudice, sterminatore dei peccatori. La risposta di Gesù è invece data dalle sue azioni: “I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo”.

Tutto ciò è segno del compimento delle profezie antiche, del nuovo mondo promesso da Dio, nonostante i molti rifiuti di Israele al suo patto di alleanza, verso il quale Egli, che è il Dio altissimo, si dimostra fedele.

La crisi di fede di Giovanni Battista è benefica, perché lo aiuta a purificare il concetto che egli ha di Dio e fa bene anche a noi, per recuperarlo alla luce della rivelazione di Cristo e non dei nostri punti di vista troppo umani.

Gesù ci ricorda che i suoi gesti salvifici a favore dei ciechi, degli zoppi, dei pubblicani, dei peccatori portano il segno della gratuità di Dio che invita anche noi a fare altrettanto, nella logica del bene agli altri senza aspettarsi nulla in cambio.

In questo modo riusciremo a metterci a disposizione di Dio per fare assomigliare un po’ di più la faccia della terra al Regno dei cieli, non perché temiamo i suoi castighi, ma perché gli siamo grati per i suoi innumerevoli doni. Inoltre così, saremo capaci di ravvivare la speranza anche di altre persone, che da tempo si sono rassegnate ai mali della vita, attuando ciò che dice il profeta Isaia, nella prima lettura, della liturgia di questa domenica: “Irrobustire le mani fiacche, rendere salde le ginocchia vacillanti di chi non si attende più nulla dal futuro e potremo dire agli smarriti di cuore: ”Coraggio, non temete, ecco il vostro Dio viene a salvarvi”.

don Sergio

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Opera: Cristo guarisce il cieco nato – Eustache Le Sueur – olio su tavola – 1645 – Prussian Palaces and Gardens Foundation Berlin-Brandenburg

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