Un saluto inconsciamente atteso

Inizio questo mio scritto con la gioia che nasce dall’avere vissuto le celebrazioni della Settimana Santa in un clima di partecipazione attiva e di fede intensa, favorite dalla collaborazione di molti nel prepararle e nel realizzarle. Grazie, dunque, a tutti coloro che si sono resi disponibili ad offrire il proprio servizio con generosità e creatività, ma anche a tutti i fedeli che si sono lasciati coinvolgere nella preghiera e nel canto.

Ora cerchiamo di vivere il Mistero pasquale facendoci guidare dalla liturgia di questo tempo. “Pace a voi”, è il saluto che per tre volte Gesù dona ai suoi discepoli nel Vangelo di questa domenica e che si riferisce alla sua apparizione da risorto, mentre essi si trovavano chiusi nel Cenacolo a Gerusalemme per paura. “Pace a voi”, due volte la sera di Pasqua e una volta la domenica successiva, che la liturgia ci fa celebrare come domenica in Albis, dove si ricorda il momento in cui i battezzati nella Veglia pasquale depongono la veste bianca ricevuta nel sacramento che li ha iniziati alla vita di fede.

L’ingresso di Gesù a porte chiuse, il suo mostrare le mani con i fori dei chiodi e il costato con la ferita della lancia, il suo saluto di pace hanno reso gioiosi gli apostoli, che erano impauriti e confusi dopo la drammatica esperienza della sua passione e morte e per l’annuncio della sua risurrezione. Inoltre Gesù li investiva di fiducia mentre soffiava su di loro lo Spirito Santo, che li rendeva protagonisti nella responsabilità di rimettere i peccati a chiunque si fosse rivolto a loro, desideroso di misericordia.

Infatti, è nella Chiesa e attraverso la Chiesa, che ancora oggi il sacramento della misericordia viene offerto a larghe mani e continua ad operare guarigioni spirituali, che portano alla conversione del cuore. È Gesù che lo vuole e la conferma ci è data dalla missione ricevuta da Santa Faustina Kowalska per mezzo delle rivelazioni che Lui le ha fatto, perché si diffonda la Divina Misericordia, attraverso la recita della Coroncina da Lui suggerita e dalla Festa annuale, che sempre Lui ha voluto si celebrasse proprio la domenica dopo Pasqua.

Io vi assicuro che i miracoli spirituali, legati alla devozione verso la Divina Misericordia li ho potuti vedere anch’io e hanno suscitato in chi li ha ottenuti gioie indescrivibili e grazie sia per i vivi sia per coloro che agonizzanti, poi sono morti nella pace del Signore.

Il quadro della Divina Misericordia si può descrivere così: “Gesù è con la mano destra alzata, e due raggi che escono dal cuore, uno bianco e uno rosso, rappresentanti rispettivamente l’acqua ed il sangue. Gesù è raffigurato con una tunica bianca, contornata da luce, su sfondo blu, e riporta in basso la frase «Jezu, ufam tobie» (“Gesù, confido in te”). È la rappresentazione artistica delle visioni che suor Faustina afferma di aver avuto. Ecco alcune righe del diario, in cui troviamo la descrizione delle apparizioni, con le parole che Gesù disse a suor Faustina: “Entrambi i raggi uscirono dall’intimo della Mia Misericordia, quando sulla croce il Mio Cuore, già in agonia, venne squarciato con la lancia” (Diario, 299).

Il 17 agosto 2002 a Cracovia San Giovanni Paolo II consacrò le sorti del mondo alla Divina Misericordia con la seguente preghiera: “Dio, Padre misericordioso, che hai rivelato il Tuo amore nel Figlio tuo Gesù Cristo, e l’hai riversato su di noi nello Spirito Santo, Consolatore, Ti affidiamo oggi i destini del mondo e di ogni uomo. Chinati su di noi peccatori, risana la nostra debolezza, sconfiggi ogni male, fa’ che tutti gli abitanti della terra sperimentino la tua misericordia, affinché in Te, Dio Uno e Trino, trovino sempre la fonte della speranza. Eterno Padre, per la dolorosa Passione e la Risurrezione del tuo Figlio, abbi misericordia di noi e del mondo intero!”.

Questa preghiera mi sembra attualissima e vale la pena di pregarla ancora oggi.

don Sergio

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