Rinascere per non avere paura della morte

La nostra vita è sempre un ripartire, un aprirsi alla novità. E’ ciò che facciamo dopo l’estate: iniziamo un nuovo anno di lavoro, di scuola, di vita parrocchiale, di iniziative secondo gli interessi di ciascuno e così via. Con quale atteggiamento? Non certo accantonando il passato, piuttosto, invece, facendo tesoro di quello che si è vissuto negli anni precedenti, sia nelle vicende favorevoli che in quelle avverse, ma con la speranza di qualcosa di nuovo.

Gesù è venuto sulla terra, dentro un popolo che aveva vissuto una storia accompagnata dalla presenza del Dio dell’Alleanza, che aveva sempre stimolato al rinnovamento, alla conversione in attesa del Messia Salvatore iniziatore di un tempo di trasformazione e di fecondità umana e spirituale, così come ci dice la pagina del profeta Isaia, nella prima lettura di questa domenica: “In noi sarà infuso uno spirito dall’alto: allora il deserto diventerà un giardino e il giardino sarà considerato una selva”.

San Paolo, scrivendo ai Romani, afferma che questa profezia si è compiuta: “L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato”, con un chiaro riferimento a Gesù, che dalla Croce ce lo ha donato e che attraverso il battesimo viene trasmesso ad ogni credente.

Proprio questo ha voluto dire Gesù a Nicodemo, nel colloquio notturno, riportato nel Vangelo di Giovanni di questa domenica: “Se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio”. Qui sta la forza del nostro Battesimo: ci fa nascere ad una vita nuova per non morire più introducendoci nel regno di Dio, che Gesù ha iniziato e che noi siamo chiamati a costruire giorno dopo giorno in una relazione con Lui sempre nuova. Era successo anche agli Apostoli, quando, la sera del giovedì santo, Gesù aveva pronunciato i discorsi di “addio”, non per interrompere la relazione con Lui, ma per continuarla in una conoscenza sempre nuova.

Con il battesimo entriamo in una condizione di relazione con Gesù, che trova la sua bellezza proprio nel rinnovarsi della vita spirituale (secondo lo Spirito), dando senso a tutto quello che viviamo, nella prospettiva della realizzazione della vocazione ricevuta e della costruzione del Regno di Dio.

La nostra Diocesi celebra oggi la Giornata di preghiera per il Seminario. La nostra Comunità Pastorale è grata al Seminario perché in questi anni ha sempre avuto la presenza di seminaristi per l’animazione di diversi ambiti della Pastorale giovanile accompagnando anche gioiosamente don Angelo Papia all’ordinazione sacerdotale lo scorso mese di giugno. Anche quest’anno, da questa domenica, avremo un seminarista di Terza teologia, che si chiama Claudio, nei fine settimana. A noi il dovere di accoglierlo e di pregare per lui e per tutti i seminaristi, perché gli anni del discernimento siano animati dalla forza dello Spirito Santo per una progressiva conoscenza di Gesù, così da renderli capaci di rivivere in loro i suoi sentimenti.

don Sergio

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Opera: Crijn Hendricksz Volmaryn, Cristo istruisce Nicodemo – XVII secolo – Olio su tavola

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