Gesù, il figlio di Dio, che “si fa prossimo” a ogni uomo

Con la domenica delle Palme entriamo nella Settimana Santa, che la liturgia ambrosiana definisce “autentica” e concludiamo il nostro cammino quaresimale, nel quale siamo stati accompagnati, ogni domenica, dalla parabola del buon Samaritano. Dobbiamo tenere presente che ogni parola di Gesù e ogni suo insegnamento riflettono la sua stessa vita, la sua umanità, i suoi gesti carichi di amore, di compassione e di perdono. La parabola citata si conclude con l’invito di Gesù al dottore della Legge, che lo aveva interpellato, a farsi prossimo: “Va’ e anche tu fa così”.

Nell’ingresso a Gerusalemme vediamo Gesù, il Figlio di Dio, che si rivela come il “buon Samaritano”, disceso dalla Gerusalemme celeste nella Gerusalemme di questo mondo ferita dal male e dal peccato, attuando la parabola con il dono della sua vita, facendosi lui stesso prossimo di ogni uomo. Gesù entra nelle nostre città, nei nostri cuori, in questo mondo che sta soffrendo un tempo di grande difficoltà e incertezza, per portare la pace di Dio e la speranza di un futuro di luce, che gli eventi quotidiani spesso sembrano negare.

L’olivo benedetto sia segno della pace di Dio in tutte le nostre case. Lo scorso anno non abbiamo potuto celebrare i riti della Settimana Santa in presenza, quest’anno, pur con tutte le cautele, invece, riusciremo a trovarci insieme per vivere i giorni speciali della vita cristiana e questo è già un passo in avanti. Vi invito, per quanto vi è possibile, a vivere i giorni del Triduo Pasquale con intensità del cuore, tenendo viva la certezza che ciò che celebriamo non è solo un ricordo di avvenimenti passati, bensì l’amore di Dio che in Gesù si rinnova nel tempo e nello Spirito Santo agisce in noi salvandoci e facendoci diventare creature sempre rinnovate. In questo vediamo la dinamicità della nostra vita, che vive il presente ma è sempre in cammino verso un futuro senza fine, iniziato dalla Pasqua di Gesù, a cui anche noi siamo chiamati a partecipare, dal giorno del nostro battesimo.

Rivivere ogni anno la Settimana Santa diventa l’occasione per entrare in un Mistero di amore infinito ed eterno, che si scopre a poco a poco e che avvalora la gioia di essere cristiani, dando un significato sempre nuovo e sorprendente alla nostra vita, dove le conquiste, le fatiche, i fallimenti, i dolori e le speranze, trovano una sintesi nella Incarnazione, Passione, Morte e Risurrezione di Gesù.

Concludo questi pensieri, oggi 25 marzo solennità dell’Annunciazione dell’Angelo a Maria, pensando all’eccomi di lei, insieme a quello di Gesù perché la salvezza dell’umanità si realizzi. Buona Settimana Santa.

don Sergio

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Opera: Pedro Orrente, Entrata a Gerusalemme – 1620 – Olio su tela – Hermitage Museum, San Pietroburgo

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