Libertà è vita

In pochi giorni siamo chiamati dalla Chiesa a concentrare la nostra attenzione e la nostra preghiera su due realtà: la vita e la sofferenza.

Partiamo dalla vita. «Qual’è il senso della libertà? Qual è il suo significato sociale, politico e religioso? Si è liberi in partenza o lo si diventa con scelte che costruiscono legami liberi e responsabili tra persone? Con la libertà che Dio ci ha donato, quale società vogliamo costruire?» Sono le domande da cui muove il messaggio del Consiglio permanente della Cei per la 43esima Giornata per la vita che, come tradizione, viene celebrata in tutte le comunità questa domenica 7 febbraio.

I Vescovi invitano a fermare la riflessione sul rapporto complesso ma decisivo tra libertà e verità e da qui vediamo come l’obiettivo del messaggio «intende sensibilizzare tutti al valore dell’autentica libertà, nella prospettiva di un suo esercizio a servizio della vita: la libertà – scrivono i vescovi – non è il fine, ma lo strumento per raggiungere il bene proprio e degli altri, un bene strettamente interconnesso».

Partendo dalla libertà limitata sperimentata nei giorni del lockdown, i vescovi si interrogano sui rischi di una libertà che non solo si può perdere ma che si può anche usare male, cedendo a una cultura «pervasa di diritti individuali assolutizzati» e che quindi «rende ciechi e deforma la percezione della realtà, genera egoismi e derive abortive ed eutanasiche, interventi indiscriminati sul corpo umano, sui rapporti sociali e sull’ambiente».

Affinché il binomio “vita e libertà” costituisca un’alleanza feconda e apra il cuore umano alla felicità, occorre quindi introdurre altri due concetti, responsabilità e verità. Urgente però ridefinire il significato autentico di queste parole, inquadrandolo nella prospettiva della persona da intendere come “fine ultimo” capace di rigenerare l’orizzonte globale della società e della Chiesa.

La responsabilità è disponibilità all’altro e alla speranza, è apertura all’Altro e alla felicità. Responsabilità significa andare oltre la propria libertà per accogliere nel proprio orizzonte la vita di altre persone. E’ la verità che ci rende liberi e che invita i cristiani a camminare su questa strada.

Continuiamo con la sofferenza. Giovedì 11 febbraio, festa della Madonna di Lourdes celebriamo la 29esima Giornata Mondiale del Malato, che fa riferimento quest’anno ad un versetto del Vangelo di Matteo: “Uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli“ (Mt 23,8). La riflessione verte sul tema centrale della relazione interpersonale di fiducia, rendendo operativo il nostro comune impegno di prossimità cristiana verso chi soffre, ricordandoci l’un l’altro che siamo fratelli legati dalla fragilità esistenziale e compiamo questo servizio nel nome di Gesù Cristo, l’unico Maestro, portatore di ristoro, speranza, consolazione.

don Sergio

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Opera: Beato Angelico, Discorso della montagna – 1438/40 – Affresco – Museo Nazionale di San Marco, Firenze

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