Luino, città mariana

Entriamo nella settimana della festa della Madonna del Carmine, a cui è dedicato il Santuario cittadino, punto di riferimento non solo per i fedeli di Luino, ma anche di molti uomini e donne del nostro decanato.

Due anni fa iniziava la nostra Comunità Pastorale, intitolata proprio alla Regina del Monte Carmelo, segno di una particolare devozione, che accomuna i membri delle nostre cinque Parrocchie.

Celebriamo questa festa annuale in un contesto sociale di incertezza e di preoccupazione a causa del Covid-19, da cui non siamo ancora usciti, non sapendo quando tutto finirà.

Abbiamo pregato molto il Signore in questi ultimi mesi, perché ci facesse uscire da questa pandemia, ma ancora molto dobbiamo invocare l’aiuto di Colui che è amante della vita. Lo vogliamo fare con l’intercessione della Beata Vergine Maria, Regina del Monte Carmelo, riconoscendo in lei la madre di tutti i viventi, la quale non è disattenta alle sofferenze di tutta l’umanità portandole nel cuore del suo Figlio Gesù, certa che il suo Cuore Misericordioso le saprà comprendere e alleviare.

La presenza del santuario della Beata Vergine del monte Carmelo, l’intitolazione delle parrocchie di Creva a Nostra Signora di Lourdes, quella delle Motte a Maria Immacolata, quella di Voldomino a Maria Assunta, la festa compatronale di Colmegna alla Madonna della Neve, e quella di Luino alla Madonna della Cintura, fanno della nostra città un grande centro mariano, che noi abbiamo ricevuto in eredità dalle nostre famiglie da coloro che ci hanno preceduto, come segno di una fede e di una devozione, che noi non possiamo disperdere. Se non altro, credo sia doveroso interrogarci sul valore che è stata tanta fede e tanta devozione mariana nel tempo passato e quanto possa aiutare noi a vivere il presente, riconoscendo che Maria è colei che intercede presso Dio, ma è Dio che opera.

La Parola di Dio di questa domenica è chiarissima su quanto ho appena scritto. Mosè ha guidato il popolo di Israele nell’uscire dall’Egitto, ma lo ha fatto in nome di Dio, che è intervenuto più volte con la sua potenza divina e spesso, proprio con l’intercessione di Mosè: “Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, Signore, che il Signore cammini in mezzo a noi. Sì, è un popolo di dura cervice, ma tu perdona la nostra colpa e il nostro peccato: fa’ di noi la tua eredità”.

Anche Paolo, scrivendo ai Corinzi, non mette se stesso al centro: “Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma era Dio che faceva crescere. Noi siamo collaboratori di Dio”.

Gesù stesso, nella sua umiltà, è Colui che intercede per noi presso il Padre e si fa mediatore di salvezza. Possiamo dire che Maria, nella sua umiltà e materna benevolenza, ci indica la strada per arrivare a Gesù e lei stessa presenta al suo Figlio le nostre preghiere e le nostre necessità. Dobbiamo ricordarci che Gesù, sulla croce, ci ha affidato a Maria e saremmo proprio ingrati e sciocchi se rifiutassimo il suo grande dono.

don Sergio

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Quadro: Guercino – Mosè con le tavole della legge – Olio su tela – Palazzo Colonna, Roma

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