Una Parola da ascoltare e da credere

Era venuto a mancare il vino alla festa di nozze a Cana di Galilea e su sollecitazione di Maria, suo figlio Gesù chiede ai servi di portare sei anfore colme di acqua. Roba da non credere: manca il vino e fa portare l’acqua. Strano questo Gesù, eppure Maria aveva detto ai servi “fate quello che Gesù vi dirà”, come a dire: “fidatevi della sua Parola”. Sappiamo come è andata a finire: ci fu vino in abbondanza e tanto più buono di quello che era terminato.

Molte riflessioni ci possono venire dal miracolo di Cana, ma lascio alle omelie che potrete ascoltare durante le sante Messe o alle vostre riflessioni personali. Vorrei, invece, prendere spunto da questo brano del Vangelo per puntare l’attenzione su ciò che siamo invitati a celebrare questa domenica e cioè “la Domenica della Parola di Dio”, istituita da papa Francesco con la Lettera apostolica in forma di “motu proprio” Aperuit Illis, emanata il 30 settembre scorso, nella memoria liturgica di San Girolamo, celebre traduttore della Bibbia in latino. Nel documento – il cui titolo è ispirato da un versetto del Vangelo di Luca, «Aprì loro la mente per comprendere le Scritture» -, il Pontefice ha stabilito infatti che «la III domenica del tempo ordinario sia dedicata alla celebrazione, riflessione e divulgazione della Parola di Dio». Se la Domenica della Parola sarà per tutta la Chiesa il 26 gennaio, la Diocesi ambrosiana la celebrerà invece con una settimana di anticipo, a causa della coincidenza con la Festa della Sacra Famiglia, che il calendario ambrosiano situa appunto l’ultima domenica di gennaio.

Papa Francesco ha istituito la Domenica della Parola, sollecitato da varie voci all’interno della Chiesa, con la finalità di incentivare la venerazione per la Sacra Scrittura, cercando quindi di dare corpo a quella intuizione antica, ripresa dal Concilio Vaticano II, per cui “non c’è conoscenza di Gesù Cristo se non attraverso la conoscenza della Parola”. Una conoscenza e una fruizione della Scrittura che si auspicano personali, ma anche e soprattutto comunitarie.

Ma c’è un secondo aspetto della Giornata che va sottolineato: Nel suo “motu proprio” il Papa precisa che una delle finalità di questa Domenica è approfondire anche quel dialogo ecumenico che trova nella Sacra Scrittura un alimento privilegiato. Per questo è stata scelta la terza domenica del tempo ordinario, che nel rito romano cade proprio nella settimana in cui le Chiese celebrano l’unità dei cristiani e la Giornata del dialogo ebrei-cristiani.

Questo mi dà lo spunto per ricordare la settimana di Preghiera per l’unità dei cristiani e gli appuntamenti che nella nostra zona pastorale sono proposti, in modo particolare l’incontro di venerdì 24 gennaio alle ore 20.45 nella chiesa parrocchiale di Germignaga.

don Sergio

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