Un cuore solo ed un’anima sola: la sfida per noi cristiani

Anche questa domenica la nostra Comunità Pastorale è chiamata a gioire per la celebrazione di due Messe di Prima Comunione, che vedono al centro i bambini/e delle Parrocchie di Luino e delle Motte.

Inserite nel tempo pasquale, queste celebrazioni rivelano la forza di novità del dono d’amore di Cristo, che si ripete nel tempo e nella storia, quasi a sfidare la forza contraria di divisione e di morte, che continua ad essere presente nelle vicende umane.

Una parte del testamento spirituale di Gesù è richiamata ancora nel Vangelo della liturgia di questa quinta domenica di Pasqua ed è una esplicita provocazione per noi cristiani ad accogliere il comandamento dell’amore, con una specificazione importante: “come io ho amato voi, così anche voi amatevi gli uni gli altri”. La misura dell’amore è quella dimostrataci da Gesù, fatta di totalità, di disinteresse, di gratuità.

Ad esplicitare tale misura, la liturgia propone alla nostra meditazione il bellissimo “Inno alla Carità”, scritto da San Paolo nella sua Prima lettera ai Corinti, in cui l’apostolo delle genti afferma che lo Spirito Santo dà a ciascuno dei carismi particolari, che hanno valore solo se vengono vissuti nello stile della Carità, che è paziente, benigna, non si adira, non gode del male di nessuno e tutto perdona.

Sono le sfumature dell’amore di Dio che una comunità cristiana può esprimere rivelando la varietà dei doni che lo Spirito offre a ciascuno, come la primitiva Chiesa di Gerusalemme, è presentata nel libro degli Atti degli apostoli.

Certamente le esigenze della carità di Dio sono sublimi ed è per questo che San Paolo precede l’inno alla Carità con le seguente parole: “Fratelli, desiderate intensamente i carismi più grandi”. Il desiderio non è già la conquista, ma l’inizio di un cammino che dura tutta la vita, fino al raggiungimento della pienezza dell’amore, che non avrà fine, poiché è Dio stesso.

Vorrei sottolineare l’avverbio “intensamente”, che rende il desiderio qualcosa di forte, che non lascia spazio a incertezze o a rallentamenti; proprio così deve essere lo stile dell’amore cristiano. La consapevolezza del cammino che tutti siamo chiamati a compiere ci permette di essere più indulgenti e più comprensivi gli uni gli altri, senza la pretesa della perfezione in noi e negli altri, cosa che lascia scontenti e insoddisfatti con punte di esagerata intolleranza.

Vivere il desiderio intenso dell’amore è possibile se esercitiamo la virtù della fede che ci apre al Dio Amore e se non perdiamo la virtù della speranza, che ci rende capaci di accogliere la misericordia di Dio di fronte ai nostri limiti.

Questa domenica, 15 maggio, inizia la novena a Maria Ausiliatrice. Invochiamola perché ella ci aiuti a desiderare nella vita le cose più belle e più utili per crescere come figlie e figli di Dio, nello stile dell’amore vero.

don Sergio

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Opera: I doni dello Spirito Santo – Mosaico – Basilica del Rosario, Lourdes

Corso Fidanzati – Primavera 2022

Il nuovo corso per fidanzati che intendono prepararsi al matrimonio si terrà dal 18 maggio all’11 giugno 2022.

Questo il programma degli incontri, che si terranno alle ore 21.00 presso la casa parrocchiale di Luino:

Mercoledì 18 maggio

Il matrimonio è vocazione: Introduzione. Un corso, molti percorsi!

Sabato 21 maggio

Il matrimonio è vocazione all’unità: Matrimonio e famiglia

Mercoledì 25 maggio

Il matrimonio è vocazione alla preghiera: Il rito del matrimonio

Sabato 28 maggio

Il matrimonio è vocazione all’amore: Eros e Agape. Incontro con l’altro e con l’Altro

Sabato 4 giugno

Il matrimonio è vocazione alla vita: Testimonianze

Mercoledì 8 giugno

Il matrimonio è vocazione sociale

Sabato 11 giugno alle ore 17

Riflessioni conclusive e, a seguire, S. Messa e momento conviviale finale.

È necessario iscriversi compilando un apposito modulo rivolgendosi al proprio parroco entro e non oltre domenica 15 maggio. Chi proviene da parrocchie di altre Diocesi o Decanato può rivolgersi agli uffici della Parrocchia dei SS. Pietro e Paolo di Luino (0332 531524).

Per ulteriori richieste o necessità è possibile contattare Michele (328 4148777).

Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni: “Fare la storia”

Innanzitutto vorrei condividere con voi la gioia per la Prima Comunione che viene donata, questa domenica, ai bambini/e delle parrocchie di Creva e di Voldomino. La Madonna, che in questo mese di Maggio preghiamo in modo speciale, li aiuti a desiderare l’incontro con Gesù nella S. Messa almeno ogni domenica.

Nella quarta domenica di Pasqua, che ha per tema “Gesù il Buon Pastore”, la Chiesa ogni anno ci invita ad unirci in comunione spirituale nella preghiera per le vocazioni di speciale consacrazione. Il tema scelto quest’anno dalla Conferenza Episcopale Italiana è «Fare la storia», ed è tratto dal numero 116 dell’Enciclica “Fratelli tutti” di Papa Francesco. La declinazione a cui guarda quest’anno l’Ufficio Nazionale per la Pastorale Vocazionale è un’apertura spirituale nella carità capace di incidere nella vita degli uomini e delle donne del nostro tempo portando solidarietà, consolazione, amore, speranza.

Già in “Christus Vivit”, il Santo Padre esortava i giovani a non rinunciare: «al meglio della vostra giovinezza, non osservate la vita dal balcone. Non confondete la felicità con un divano e non passate tutta la vostra vita davanti a uno schermo. Non riducetevi nemmeno al triste spettacolo di un veicolo abbandonato. Non siate auto parcheggiate, lasciate piuttosto sbocciare i sogni e prendete decisioni. Rischiate, anche se sbaglierete. Non sopravvivete con l’anima anestetizzata e non guardate il mondo come se foste turisti. Fatevi sentire! Scacciate le paure che vi paralizzano, per non diventare giovani mummificati. Vivete! Datevi al meglio della vita! Aprite le porte della gabbia e volate via! Per favore, non andate in pensione prima del tempo» (ChV, 143).

All’esortazione di Papa Francesco si può aggiungere ciò che il nostro Arcivescovo Mario ha scritto nella sua lettera Pastorale di quest’anno: “Siamo vivi perché chiamati alla vita dalla promessa di Dio che ci vuole rendere partecipi della sua vita. La vita è grazia, è vocazione, è missione, è speranza di gioia senza fine nella comunione con Dio. Gesù aiuta a intendere così anche l’essere discepoli e amici suoi: «Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga» (Gv 15,16). La visione cristiana della vita, come vocazione, suona antipatica o incomprensibile alla mentalità del nostro tempo”.

Per questo dobbiamo sostenere i nostri ragazzi e le nostre ragazze con la preghiera perché possano scoprire la forza rivoluzionaria della vita spesa per la messe del Signore, all’insegna della donazione e dell’amore perché «la solidarietà, intesa nel suo senso più profondo, è un modo di fare la storia» (FT 116).

Vi invito a pregare con questa preghiera perché la nostra gioventù possa fare della propria vita un vero dono d’amore nella vocazione alla quale il Signore li chiama:

Signore, Dio del tempo e della storia, Dio della vita e della bellezza, Dio del sogno e della realtà, ascoltaci, ti preghiamo: insegnaci a tessere e intrecciare trame e ricami di amore, profondi e veri con Te e per Te, con gli altri e per gli altri; immergici nell’operosità delle tue mani, nella creatività dei tuoi pensieri, nell’arte amorosa del tuo cuore, perché ogni vita annunci bellezza e ogni bellezza parli di Te.

Regalaci il coraggio dell’inquietudine, l’intrepido passo
dei sognatori, la felice concretezza dei piccoli, perché riconoscendo nella storia la tua chiamata, viviamo con letizia la nostra vocazione. Amen.

Un augurio speciale, unito ad una preghiera a Maria, in questa domenica, a tutte le mamme.

don Sergio

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Opera: Gesù il buon pastore – V secolo – Mosaico – Mausoleo di Galla Placidia, Ravenna

Appuntamenti 5-14 maggio 2022

GIOVEDì 5/05

Alle ore 20.30, in Sala Pio XII (presso la casa parrocchiale di Luino) l’Associazione AISU invita a un incontro con Padre Franco Nascimbene, missionario comboniano in Colombia, che parlerà sul tema “Leggere il Vangelo con gli occhi dei poveri” per tenere viva la speranza.

VENERDì 6/05

A Creva alle ore 17.00 Adorazione eucaristica per il primo venerdì del mese, seguita alle ore 18.00 dalla celebrazione della S. Messa.

SABATO 7/05

  • Alle ore 6.45 pellegrinaggio mensile con recita del S. Rosario dalla Madonnina del Porto Vecchio al Santuario del Carmine (Luino) dove alle ore 7.00 circa sarà celebrata la S. Messa.
  • Dalle ore 15.00 alle ore 17.50, in Prepositurale (Luino), sarà esposta l’Eucaristia per l’adorazione personale.

DOMENICA 8/05

  • Alle ore 16.30 ci sarà in oratorio a Luino un momento di riflessione e condivisione con i genitori e i bambini battezzati nel 2019, 2020, 2021 delle cinque parrocchie della Comunità Pastorale.
  • Alle ore 17.00 in Prepositurale (Luino) saranno celebrati i vespri nella Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni.
  • SS. Messe di Prima Comunione a Creva alle ore 10.00 e a Voldomino alle ore 11.15. Per evitare assembramenti, chiediamo cortesemente alla comunità, in questi giorni, dove possibile, di partecipare alle celebrazioni in altri orari, dando così modo ai famigliari dei comunicandi di partecipare. Grazie per la collaborazione.

SABATO 14/05

  • Dalle ore 15.00 alle ore 17.50, in Prepositurale (Luino), sarà esposta l’Eucaristia per l’adorazione personale. Sono presenti sacerdoti per le confessioni.
  • Alle ore 20.45 il Coro Città di Luino terrà un concerto presso la chiesa parrocchiale di Creva. L’ingresso è gratuito.

Una luce per non camminare nelle tenebre

Il messaggio proposto dalla liturgia nel tempo pasquale è sempre carico di gioia, di speranza e di luce, poiché leggiamo nella vita della prima comunità cristiana una carica di entusiasmo straordinaria.

Gli apostoli e i discepoli, che hanno incontrato Gesù risorto, hanno compreso la forza vitale trasmessa dal dono d’amore ricevuto e che questo non era solo per loro, ma doveva essere annunciato a tutti gli uomini e le donne del mondo.

Chiare ed attuali sono le parole di Gesù contenute nel Vangelo di questa domenica: “Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita”. Infatti, la situazione del mondo contemporaneo rischia di rendere buio l’animo di molti, afflitti da tante prove e segnati da tante paure riguardo il presente e il futuro. Noi cristiani, se seguiamo Gesù avremo la luce della vita ed è proprio quello che cerchiamo e quello che il mondo si attende: non possiamo deludere tali aspettative.

La Chiesa ha sempre suscitato uomini e donne, che hanno saputo lasciare una traccia di luce, diventando modelli di vita e fari di luce per molti. Proprio sabato 30 aprile, alle 10, nel corso di una Messa solenne in Duomo, sono stati proclamati beati Armida Barelli e don Mario Ciceri, due figure che con l’attività di apostolato e l’impegno culturale ed educativo hanno lasciato un segno profondo nella storia della Chiesa ambrosiana e del mondo cattolico italiano.

Armida Barelli ha vissuto il suo impegno con la Gioventù femminile di Azione cattolica, con la sua consacrazione nel mondo attraverso la cultura e la promozione dell’Università Cattolica e la spiritualità francescana che ha irradiato tutte le sue opere. Don Mario Ciceri, sacerdote ambrosiano, fedele al suo ministero in mezzo ai giovani nell’oratorio di Sulbiate e nel servizio pastorale, con una cura speciale verso i poveri e i malati sempre nella stessa parrocchia.

Mi sembra bello trascrivere qui sotto la riflessione del nostro Vicario Generale Mons. Franco Agnesi, il quale cerca di spiegare ciò che unisce questi due beati: “Ciò che li unisce è il Battesimo e dal Battesimo il cammino cristiano incarnato nella loro storia di incontri, decisioni, sofferenze e gioie e nutrito dalla Parola di Dio e dall’Eucaristia. Per noi è l’occasione di ripensare alla nostra «storia» con Gesù nell’amicizia, nelle scelte, nelle fatiche e nelle gioie. Ciò che li unisce è anche il «secolo breve» del Novecento, segnato per loro da due guerre mondiali e da progetti di rinascita e riscatto per i giovani della parrocchia e le ragazze italiane. Per noi è l’occasione di chiedere il dono della creatività per immaginare il nostro prossimo futuro anche culturale e politico. Li unisce anche l’amore alla Chiesa vissuto nel loro tempo, con stile diverso, con alleanze e collaborazioni ordinarie e straordinarie, ma sempre da discepoli missionari. Per noi è l’occasione di sognare una Chiesa capace di una comunione più intensa e diversificata e di una missione più libera e coraggiosa”.

Questa duplice beatificazione si inserisce nel Tempo stupendo della Pasqua e ci prepara a vivere il mese di maggio rinnovando la nostra devozione a Maria e al S. Rosario, imparando da lei che cosa significa seguire Gesù.

don Sergio

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Mese di Maggio 2022

Maria… prega per noi!

Anche quest’anno il mese di maggio ci dà l’occasione per rivolgerci tutti insieme a Maria, Madre della Chiesa, con la preghiera del Santo Rosario.

Potremo pregare insieme tutte i giorni del mese seguendo il calendario degli appuntamenti che ci porteranno in tutti gli angoli della Comunità Pastorale. Tutti i momenti di preghiera saranno alle ore 20.30.

Per scaricare la locandina, cliccare qui.

Domenica 1: apertura del mese mariano. Alle ore 20.30 S. Messa al Santuario del Carmine.

Lunedì 2: Motte, chiesa parrocchiale
Martedì 3: Luino, Prepositurale
Mercoledì 4: Voldomino, Sacro Cuore
Giovedì 5: Colmegna, lungolago
Venerdì 6: Creva, grotta di Lourdes

Lunedì 9: Motte, chiesa parrocchiale
Martedì 10: Luino, oratorio
Mercoledì 11: Voldomino, S. Maria Assunta
Giovedì 12: Colmegna, oratorio
Venerdì 13: Creva, grotta

Lunedì 16: Motte, chiesa parrocchiale
Martedì 17: Luino, cimitero
Mercoledì 18: Voldomino, Sacro Cuore
Giovedì 19: Colmegna, Santa Rita
Venerdì 20: Creva, grotta

Lunedì 23
Martedì 24: Luino, in processione da Maria Ausiliatrice
Mercoledì 25: Voldomino, S. Maria Assunta
Giovedì 26: Colmegna, S. Messa solenne dell’Ascensione
Venerdì 27: Creva, grotta

Lunedì 30: Motte, chiesa parrocchiale
Martedì 31: Chiusura del mese mariano, S. Rosario dal lungolago del Carmine.

Un saluto inconsciamente atteso

Inizio questo mio scritto con la gioia che nasce dall’avere vissuto le celebrazioni della Settimana Santa in un clima di partecipazione attiva e di fede intensa, favorite dalla collaborazione di molti nel prepararle e nel realizzarle. Grazie, dunque, a tutti coloro che si sono resi disponibili ad offrire il proprio servizio con generosità e creatività, ma anche a tutti i fedeli che si sono lasciati coinvolgere nella preghiera e nel canto.

Ora cerchiamo di vivere il Mistero pasquale facendoci guidare dalla liturgia di questo tempo. “Pace a voi”, è il saluto che per tre volte Gesù dona ai suoi discepoli nel Vangelo di questa domenica e che si riferisce alla sua apparizione da risorto, mentre essi si trovavano chiusi nel Cenacolo a Gerusalemme per paura. “Pace a voi”, due volte la sera di Pasqua e una volta la domenica successiva, che la liturgia ci fa celebrare come domenica in Albis, dove si ricorda il momento in cui i battezzati nella Veglia pasquale depongono la veste bianca ricevuta nel sacramento che li ha iniziati alla vita di fede.

L’ingresso di Gesù a porte chiuse, il suo mostrare le mani con i fori dei chiodi e il costato con la ferita della lancia, il suo saluto di pace hanno reso gioiosi gli apostoli, che erano impauriti e confusi dopo la drammatica esperienza della sua passione e morte e per l’annuncio della sua risurrezione. Inoltre Gesù li investiva di fiducia mentre soffiava su di loro lo Spirito Santo, che li rendeva protagonisti nella responsabilità di rimettere i peccati a chiunque si fosse rivolto a loro, desideroso di misericordia.

Infatti, è nella Chiesa e attraverso la Chiesa, che ancora oggi il sacramento della misericordia viene offerto a larghe mani e continua ad operare guarigioni spirituali, che portano alla conversione del cuore. È Gesù che lo vuole e la conferma ci è data dalla missione ricevuta da Santa Faustina Kowalska per mezzo delle rivelazioni che Lui le ha fatto, perché si diffonda la Divina Misericordia, attraverso la recita della Coroncina da Lui suggerita e dalla Festa annuale, che sempre Lui ha voluto si celebrasse proprio la domenica dopo Pasqua.

Io vi assicuro che i miracoli spirituali, legati alla devozione verso la Divina Misericordia li ho potuti vedere anch’io e hanno suscitato in chi li ha ottenuti gioie indescrivibili e grazie sia per i vivi sia per coloro che agonizzanti, poi sono morti nella pace del Signore.

Il quadro della Divina Misericordia si può descrivere così: “Gesù è con la mano destra alzata, e due raggi che escono dal cuore, uno bianco e uno rosso, rappresentanti rispettivamente l’acqua ed il sangue. Gesù è raffigurato con una tunica bianca, contornata da luce, su sfondo blu, e riporta in basso la frase «Jezu, ufam tobie» (“Gesù, confido in te”). È la rappresentazione artistica delle visioni che suor Faustina afferma di aver avuto. Ecco alcune righe del diario, in cui troviamo la descrizione delle apparizioni, con le parole che Gesù disse a suor Faustina: “Entrambi i raggi uscirono dall’intimo della Mia Misericordia, quando sulla croce il Mio Cuore, già in agonia, venne squarciato con la lancia” (Diario, 299).

Il 17 agosto 2002 a Cracovia San Giovanni Paolo II consacrò le sorti del mondo alla Divina Misericordia con la seguente preghiera: “Dio, Padre misericordioso, che hai rivelato il Tuo amore nel Figlio tuo Gesù Cristo, e l’hai riversato su di noi nello Spirito Santo, Consolatore, Ti affidiamo oggi i destini del mondo e di ogni uomo. Chinati su di noi peccatori, risana la nostra debolezza, sconfiggi ogni male, fa’ che tutti gli abitanti della terra sperimentino la tua misericordia, affinché in Te, Dio Uno e Trino, trovino sempre la fonte della speranza. Eterno Padre, per la dolorosa Passione e la Risurrezione del tuo Figlio, abbi misericordia di noi e del mondo intero!”.

Questa preghiera mi sembra attualissima e vale la pena di pregarla ancora oggi.

don Sergio

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Appuntamenti 21 aprile-1 maggio 2022

GIOVEDì 21/04

  • Alle ore 21.00 si riunisce all’oratorio di Luino il Consiglio Pastorale della Comunità pastorale.
  • Alle ore 18.00, a Palazzo Verbania, presentazione della mostra “Tu sei un valore” organizzata dal Centro Culturale San Carlo Borromeo di Luino e dalla Prepositurale dei SS. Pietro e Paolo (disponibile anche in diretta streaming sul canale https://luino.civicam.it). La mostra sarà aperta tutti i giorni dal 20 al 27 aprile dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18 e rientra tra le iniziative promosse in occasione del centenario della nascita di don Luigi Giussani, fondatore del movimento di Comunione e Liberazione, che ricorre quest’anno. L’ingresso è libero e per prenotare le visite guidate è necessario compilare il modulo attraverso il link: https://urly.it/3n0w3.

SABATO 23/04

Dalle ore 15.00 alle ore 17.50, in Prepositurale (Luino), sarà esposta l’Eucaristia per l’adorazione personale.

DOMENICA 24/04 – Festa della Divina Misericordia

In Prepositurale (Luino), momento di preghiera a partire dalle ore 14.45 con la Benedizione delle Immagini seguita dall’esposizione eucaristica, dalla recita della coroncina alla Divina Misericordia, meditazione e silenzio di adorazione. Alle ore 16.00 Benedizione eucaristica, poi il Santissimo resterà esposto per l’adorazione personale o a gruppi fino alle ore 17.50. Alle ore 18.00 S. Messa.

SABATO 30/04

  • Dalle ore 15.00 alle ore 17.50, in Prepositurale (Luino), sarà esposta l’Eucaristia per l’adorazione personale.
  • Alle 18.00, in Prepositurale (Luino) S. Messa in memoria dei Santi Martiri del Genocidio degli armeni, alla presenza di Padre Tyrair Hakobyan, responsabile della Chiesa Armena Ortodossa d’Italia.
  • Non sarà celebrata la S. Messa prefestiva delle ore 16.30 al Santuario del Carmine: dal 1 maggio fino al 4 settembre la S. Messa domenicale sarà celebrata in Santuario alle ore 20.30.

DOMENICA 1/05

La S. Messa delle ore 10.00 non sarà celebrata in Prepositurale, ma in oratorio per la presentazione dell’oratorio estivo.

Davvero il Signore è risorto

L’episodio dei discepoli di Emmaus si conclude con il ritorno dei due a Gerusalemme, la sera di Pasqua, per raccontare agli Undici apostoli e agli altri discepoli che hanno visto Gesù risorto e che lo hanno riconosciuto allo spezzare del pane. La cosa sorprendente è il fatto che anche gli Undici apostoli raccontano di avere visto Gesù.

L’esperienza reciproca è il Mistero Pasquale che non può essere taciuto ma annunciato a tutti gli uomini come novità per tutta l’umanità, che dà significato alla vita di tutti. La morte è stata vinta e con essa il male, e che sciupa la bellezza dell’esistenza, facendo invece trionfare la vita e il bene.

“Dov’è, o morte la tua vittoria? Dov’è, o morte il tuo pungiglione?… Siano rese grazie a Dio che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo” (1 Cor. 15, 54-57). Così scrive san Paolo, quasi con un senso di liberazione e di ritrovata speranza di fronte alla schiavitù della morte e del peccato, che cerca di frenare ogni aspettativa di futuro per la vicenda umana.

Mi sembra che il nostro tempo, segnato da due anni di pandemia e in questo ultimo mese dalla guerra assurda in Ucraina, abbia la necessità di ritrovare un po’ di luce e di respirare la gioia di vivere in un modo nuovo, con la certezza che tutto può cambiare.

La novità della Pasqua non è l’oppio dei popoli, come qualche pensiero filosofico trasmetteva nel secolo scorso, e non è nemmeno l’illusione di un ideale per poveri ingenui, bensì è la certezza che l’umanità può davvero cambiare se si lascia amare e si affida a Dio, che ha risuscitato il suo Figlio Gesù, come vittoria sulla morte ingiusta subita a causa della cattiveria e del peccato di tutti uomini, di cui Egli si era caricato per amore.

La fede pasquale è la forza che sostiene la Chiesa di tutti i tempi, anche il nostro che cerca di negare l’esistenza di Dio, con la conseguente depressione e disperazione, causa di mancanza di speranza e sguardo luminoso sul presente e sul futuro. La Pasqua è, per chi ci crede, gioia di vivere e capacità di esprimere l’amore di Gesù nelle diverse forme dell’esistenza, superando la logica dell’individualismo e dell’egoismo, fonte dei mali attuali. L’annuncio cristiano nasce dalla potenza dell’amore di Cristo, che ha dato tutto se stesso, perché nel mondo trionfi la vita e il superamento del peccato, attraverso l’abbondanza della sua Misericordia, che domenica prossima celebreremo in modo solenne.

Infatti, la domenica dopo Pasqua, viene celebrata in tutta la Chiesa la festa della Divina Misericordia, frutto della morte e risurrezione di Gesù, che vuole raggiungere ogni uomo e donna, donando la gioia del perdono e la possibilità di un rinnovamento di vita.

Auguro, a nome dei sacerdoti e del diacono della Comunità Pastorale una santa Pasqua, carica di speranza e di vita rinnovata.

don Sergio

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Opera: Resurrezione di Cristo, Raffaello – 1501/1502 – Olio su tavola – Museo d’Arte di San Paolo, Brasile

Con Gesù a Gerusalemme

Concludiamo il tempo Quaresimale con la grande Settimana santa, introdotta dalla celebrazione della Domenica delle Palme, che ricorda l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, luogo in cui si sarebbe conclusa la sua missione terrena.

Gesù aveva preparato i suoi apostoli e i suoi discepoli a ciò che gli sarebbe accaduto, ma essi non riuscivano a capire, era troppo distante il loro modo di pensare, rispetto a quello di Dio, eppure le profezie antiche avevano parlato del Servo di Dio e delle sofferenze che doveva subire. Dopo la Pasqua tutti loro avrebbero dovuto rielaborare ciò che nei giorni della Passione era accaduto, ma è ciò che la liturgia ci aiuterà a meditare durante il prossimo periodo pasquale.

L’esperienza dei discepoli di Emmaus ha accompagnato la nostra Comunità Pastorale in queste settimane di Quaresima e ha fatto comprendere che quei due viandanti avevano conosciuto Gesù nella sua vita pubblica, ma dopo la risurrezione era necessario per loro rileggere tutto alla luce delle Sacre Scritture.

Ora anche noi siamo chiamati a lasciarci coinvolgere dai misteri che caratterizzano questa Settimana, chiamata nel rito ambrosiano “autentica”.

Partiamo proprio da questa Domenica provando ad immedesimarci con la folla che acclamava Gesù e con la gioia dei suoi discepoli, vedendo il Maestro osannato in modo così entusiasmante. È una gioia contagiosa, perché rivela l’attesa di un popolo che spera nel Signore, un popolo che chiede di essere liberato dalla schiavitù del male, del peccato e della morte. La situazione attuale dell’umanità sente la necessità di un cambiamento e di un rinnovamento dei modi di vivere le relazioni umane e le relazioni tra i popoli, dove sia possibile fare emergere la pace e la condivisione, frutto di una riconciliazione e di una misericordia universale, che parta dal cuore di ciascuno e in particolare dalla cellula della società, che è la famiglia.

Siamo stati tutti scossi dalla tragedia famigliare avvenuta a Mesenzana, da cui sono sorte tante domande, ma non è sufficiente, poiché è necessario riprendere in mano la questione dell’educazione affettiva e del riferimento a Cristo, che ci ha insegnato che cos’è l’amore vero, significato proprio nel Mistero Pasquale.

Per noi cristiani tutto ciò significa prenderci le nostre responsabilità, che hanno origine dal nostro battesimo, dove siamo stati introdotti nella grande famiglia dei figli di Dio e dove siamo stati iniziati a pensare e a fare diventare nostri i sentimenti di Cristo.

I prossimi giorni saranno per tutti noi occasione di riflessione e di meditazione, ma nello stesso tempo di arricchimento dell’anima per la vita nuova che la Pasqua, ogni anno, dona a chi sa viverla per bene.

L’invito e l’augurio è a gustare i prossimi Santi giorni.

don Sergio

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Opera: Entrata di Cristo a Gerusalemme – Antoon Van Dyck – 1617 – Olio su tela – Indianapolis Museum of Art, Indianapolis