In occasione di un’assemblea di sacerdoti della Diocesi di Madrid, il Santo Padre ha inviato una lettera ai sacerdoti esprimendo vicinanza, gratitudine e incoraggiamento per il loro ministero, spesso vissuto tra fatiche, complessità e dedizione silenziosa.
Ha invitato a vivere l’incontro come tempo di fraternità, ascolto reciproco e rinnovata apertura allo Spirito Santo.
Il Papa ha richiamato il contesto culturale attuale, segnato da secolarizzazione e perdita di riferimenti comuni, in cui l’annuncio del Vangelo non può più essere dato per scontato. Tuttavia ha sottolineato che, soprattutto tra i giovani, cresce una nuova ricerca di senso: il benessere e il progresso non bastano a colmare il cuore umano e molti si riaprono all’incontro con Cristo. Per questo non è tempo di scoraggiamento, ma di presenza fedele e fiduciosa.
Al centro del messaggio vi è l’identità del sacerdote: non un uomo definito dall’attivismo, ma configurato a Cristo, radicato nell’Eucaristia, nella preghiera e nella carità pastorale. Attraverso l’immagine della cattedrale, il Papa ricorda una vita coerente che rimandi a Dio, alla fedeltà alla Chiesa, alla Tradizione e alla centralità dei sacramenti. Particolare rilievo è dato anche alla fraternità: la Chiesa è chiamata ad essere una casa in cui nessun presbitero si senta solo o abbandonato. I sacerdoti sono invitati a sostenersi reciprocamente, tuttavia anche le comunità cristiane sono richiamate a prendersi cura dei propri pastori, accompagnandoli con vicinanza, collaborazione e preghiera.
Il Santo Padre esorta infine a custodire una profonda vita spirituale, a celebrare con fede i sacramenti e ad educare il popolo alla preghiera e all’adorazione, indicando la santità come orizzonte del ministero: essere interamente di Cristo per servire con amore il popolo a loro affidato, ponendo tutti sotto la protezione della Vergine Maria e impartendo la Benedizione Apostolica.
don Cesare

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