Itinerario di preparazione al matrimonio 2018/2019

La Commissione Famiglia del Decanato organizza due percorsi di preparazione al matrimonio per i fidanzati.

Ogni coppia dovrà iscriversi presso il proprio parroco.

Gli incontri inizieranno alle ore 21.00.

1° percorso 2018 – Casa Parrocchiale di Luino

Sabato 20/10
Sabato 27/10
Sabato 10/11
Sabato 17/11
Sabato 24/11
Sabato 1/12
Sabato 15/12

2° percorso 2019 – Oratorio di Grantola

Sabato 2/02
Sabato 9/02
Sabato 16/02
Sabato 23/02
Sabato 2/03
Sabato 16/03
Sabato 23/03

Per ulteriori informazioni contattare:

  • don Cristian ( 342 1681191 / donfactor@hotmail.it )
  • Michele Valente ( 328 4148777 / neptunus@inwind.it )

Appuntamenti 24 settembre – 14 ottobre 2018

LUNEDì 24/09

Alle ore 20.45 Consiglio Pastorale a Voldomino, in Casa Parrocchiale.

MERCOLEDì 26/09

Alle ore 20.45 Consiglio Pastorale a Motte, in Casa Parrocchiale.

VENERDì 28/09

Alle ore 19.00, in Prepositurale (Luino), S. Messa di inizio anno scolastico per gli alunni, genitori, insegnanti, personale e volontari dell’Istituto Maria Ausiliatrice.

SABATO 29/09

Alle ore 15.30, in Prepositurale (Luino), amministrazione del Sacramento della Cresima.

DOMENICA 30/09

Inizio del percorso decanale per Adolescenti (Luino). Dopo la S. Messa delle 10.30, pranzo in Oratorio e presentazione del programma nel pomeriggio.

LUNEDì 1/10

Alle ore 20.45 Consiglio Pastorale in sala don Antonio (Luino).

MERCOLEDì 3/10

Alle ore 20.45 Consiglio Pastorale di Colmegna, in sala don Antonio.

GIOVEDì 4/10 – San Francesco d’Assisi

Alle ore 20.30 festa in Piazza S. Francesco (Luinoiniziando con la preghiera in onore del Santo.

VENERDì 5/10

  • Adorazione Eucaristica nel primo venerdì del mese a San Giuseppe (Luino), dalle ore 17.00.
  • Alle ore 21.00 presso la Sala della Fondazione “la Sorgente” in Via Martiri di 40 a Voldomino il Centro Aiuto alla Vita in Collaborazione con la Comunità Pastorale promuove un incontro a 40 anni dalla legge sull’aborto.

SABATO 6/10

Alle ore 6.45 pellegrinaggio mensile a Luino con la recita del S. Rosario dalla Madonnina del Porto al Santuario del Carmine dove alle ore 7.00 sarà celebrata la S. Messa.

LUNEDì 8/10

Incontro plenario dei Consigli Pastorali della Comunità alle ore 20.45 all’Oratorio di Luino.

VENERDì 12/10

Il Gruppo Terza età della Comunità Pastorale organizza un pellegrinaggio al Santuario della Pietà di Cannobio, con partenza alle ore 13 in battello da Luino e ritorno alle ore 17.30.
Per maggiori informazioni e iscrizioni c’è il volantino esposto nelle chiese.

DOMENICA 14/10

Festa patronale della Beata Vergine del Rosario a Voldomino. Alle ore 10.30 S. Messa con l’offerta dei ceri e dei cesti per l’incanto, alle ore 15.00 processione. A seguire incanto dei cesti, vendita delle caldarroste ed eventuali fiori rimasti.

Il popolo in cammino trova forza nel pane che viene dal cielo

Il nostro arcivescovo, nella sua lettera pastorale ci ricorda che “siamo un popolo in cammino. Non ci siamo assestati tra le mura della città che gli ingenui ritengono rassicurante, nella dimora che solo la miopia può ritenere definitiva”. Le vicende della vita rendono chiaro il pensiero del nostro Arcivescovo, niente è definitivo qui sulla terra e la Chiesa, riconoscendosi Sposa di Cristo, guardando al suo futuro “non assolutizza mai forme, assetti, strutture e modalità della sua vita, piuttosto cerca di rinnovarsi e di riformarsi, per presentarsi bella nel giorno finale all’incontro con il suo Salvatore”.

Siamo dunque un popolo in cammino sulle strade del mondo, dove le gioie si intersecano con i dolori; le conquiste con le fatiche e i fallimenti. “Viviamo pellegrini nel deserto, siamo un popolo in cammino nella precarietà nomade, certi di una promessa, in cammino incontrando altri pellegrini e formando così un’unica carovana”.
Questa è la bellezza del nostro essere cristiani, avendo come riferimento unico il Signore Gesù, che non ci lascia soli nel cammino, ma ci sostiene con la forza di un cibo che viene dal cielo e che era già stato sperimentato dal profeta Elia, come ci ricorda la prima lettura di questa domenica, prefigurazione dell’Eucaristia.

“Il pane che ha restituito vigore al profeta scoraggiato e perseguitato è quel pane che Gesù ha spezzato nella sosta di Emmaus, là dove si sono aperti gli occhi dei discepoli per riconoscere la presenza di Gesù, risorto e vivo”.
Questo pane ci è dato in ogni celebrazione eucaristica e se ne capissimo realmente il valore non ne potremmo fare a meno.

Il nostro Arcivescovo chiede a tutte le comunità cristiane di recuperare la forza che viene dalla celebrazione della S. Messa, in particolare quella domenicale, dove la comunità è radunata per lo spezzare del pane, origine della vera festa.
Sarà opportuno che le parrocchie della nostra Comunità Pastorale sentano sempre più il bisogno di curare la celebrazione della Messa, ma ciò significa avere sempre più persone che si rendano disponibili nei diversi servizi che la celebrazione richiede.

don Sergio

Il cristiano rinasce continuamente

Scrivo mentre sono in pellegrinaggio a Santiago de Compostela e Fatima con un gruppo di pellegrini luinesi. La motivazione di questo viaggio nasce dal fatto che la presenza della Madonna pellegrina di Fatima a Luino lo scorso anno ha suscitato un grande interesse dal punto di vista spirituale e così ho pensato che sarebbe stato bello e doveroso visitare il luogo dove ella è apparsa ai tre fanciulli nel 1917. Ne abbiamo approfittato per visitare anche Santiago, luogo in cui, per motivi provvidenziali, è giunto il corpo dell’apostolo san Giacomo maggiore, molti secoli fa.
Da quest’ultimo luogo è iniziato il nostro pellegrinaggio e devo affermare che, pur essendoci stato altre volte, ho provato ancora un’emozione particolare, perché lungo o breve il cammino compiuto dai pellegrini è sempre un’occasione data per fare luce sulla propria vita e di ciò ne abbiamo bisogno tutti.
La vita, infatti, è un cammino nel quale rileggere la propria esistenza e per noi cristiani, l’incontro con il Signore Gesù diventa proposta di valorizzazione dei doni e consapevolezza dei propri limiti per superarli o almeno per frenarli.
La visita alla tomba di san Giacomo rinnova il desiderio di andare all’origine della nostra fede a partire dall’esperienza di uno degli apostoli che è stato con Gesù, insieme a Giovanni e a Pietro, in alcuni situazioni particolari (Trasfigurazione, resurrezione della figlia di Giairo e orto degli ulivi).

La nostra vita cristiana inizia con il battesimo, dove l’incontro con il Signore Gesù apre a noi la via della santità (umanità perfetta), percorribile avendo come modello Lui e il suo Vangelo.
Questo ci impegna tutta la vita, in una lotta continua contro il male, ma sostenuta con la forza dello Spirito Santo, dono del Padre in forza della morte e risurrezione di Gesù.
Splendido è il dialogo tra Gesù e Nicodemo nel Vangelo di questa domenica. In esso emerge la necessità di “rinascere dall’alto”, guidati dallo Spirito Santo che soffia dove, come e quando vuole per condurci sulle strade di Dio.

Da qui possiamo percepire la speranza cristiana, che vede in ogni uomo ed ogni donna, nei diversi tempi dell’esistenza personale, la possibilità della grazia trasformante e liberante di Dio, potente contro il male.
La Madonna nelle sue apparizioni a Fatima, avvenute nel 1917, antecedenti la fine della prima guerra mondiale, aveva chiesto ai tre fanciulli, Francesco, Giacinta e Lucia, di pregare per la conversione dei peccatori e per ottenere la pace.
Un messaggio che tocca ancora la nostra umanità inquieta, segnata da molte forme di male e continuamente tentata di infrangere le relazioni pacifiche nei diversi ambiti della vita.

Lo Spirito Santo non smette di operare su di noi se diventiamo docili alla sua azione, che ci rigenera continuamente in ogni fase della nostra esistenza.
Continuerò questo pellegrinaggio pregando per me e per tutti voi.

don Sergio

 

[Fonte dell’immagine: www.google.it]

Appuntamenti 13 – 23 settembre 2018

GIOVEDì 13/09

Alle ore 15.00, al Santuario del Carmine (Luino), si terrà un momento di preghiera per la Terza Età a cui seguirà un momento di convivialità presso la Casa Incontro.

SABATO 15/09

Dalle ore 15 alle ore 17.50 Adorazione eucaristica silenziosa e personale in Prepositurale (Luino).

DOMENICA 16/09

  • In Oratorio (Luino), a partire dalle ore 10.00, lavaggio auto a sostegno del viaggio dei giovani in Terrasanta in programma per il 2019.
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  • Termine per le iscrizioni al pranzo comunitario in Oratorio di domenica 23/09.
  • Dalle ore 15.00 alle ore 17.00 può essere effettuata la riconsegna dei braccialetti in Oratorio (Luino). In contemporanea si può richiedere il rimborso dell’eventuale credito. Per coloro che frequentano un percorso educativo (catechesi, ecc) presso l’Oratorio, il credito potrà essere lasciato in deposito e utilizzato per il pagamento di eventuali quote di iscrizione.

SABATO 22/09

Dalle ore 15 alle ore 17.50 Adorazione eucaristica silenziosa e personale in Prepositurale (Luino).

DOMENICA 23/09

  • Festa dell’Oratorio a Luino con pranzo comunitario.
  • Apertura della segreteria dell’Oratorio (Luinodalle ore 15.00 alle ore 17.00 per le iscrizioni al percorso di Iniziazione Cristiana per i bambini delle classi II – III – IV – V elementare e I media (che non abbiano ancora ricevuto la Cresima).

Siamo popolo di Dio che cammina insieme

La vita terrena di Gesù non è stata semplice, in quanto ha dovuto continuamente subire riprovazioni e giudizi da parte di coloro che credevano di avere in tasca la verità e, pur aspettando il Messia, non lo hanno riconosciuto in Lui.
Anche il brano del Vangelo di questa domenica è inserito in una specie di processo intentato dai Giudei contro Gesù, accusato di avere violato la Legge di Mosè, poiché aveva guarito di sabato un uomo da trentotto anni infermo. Il pregiudizio e l’ottusità degli accusatori non permettono loro di comprendere le parole di Gesù, il quale cerca di spiegare che ciò che Egli compie e dice, è in nome di Qualcuno che lo ha mandato, il Padre celeste.
Gesù chiama a testimoni Giovanni il battista, le opere che egli stesso compie e la Sacra Scrittura, che ha sempre parlato di Lui e della sua venuta.
Ma niente riesce a scalfire chi ha il cuore duro e non vuole assolutamente comprendere per partito preso. Ciò che è accaduto a Gesù continua nel nostro tempo con violenza, a volte inaudita, in molti luoghi dove ci sono i cristiani che cercano di portare avanti l’opera del Maestro. Persecuzioni, attentati, arresti e perfino uccisioni; eppure, proprio dove succedono queste cose la Chiesa è presente portando i principi dell’amore, della giustizia, della libertà e della pace proclamati da Gesù!
Ci sono poi degli attacchi incomprensibili che mirano all’onore e alla dignità della persona per suscitare confusione e instabilità all’interno della Chiesa e della società stessa. Gesù ci insegna, comunque, una cosa ed è la forza che nasce dalla convinzione che il bene alla fine emergerà e, come dice un famoso detto: “la farina del diavolo va in crusca”.
Con l’8 settembre iniziano le attività pastorali, perciò vi invito a vivere sempre meglio i nostri impegni dentro le nostre parrocchie, con lo stile del servizio, che nasce dall’ascolto della Parola di Dio chiara ed efficace per chi la sa mettere in pratica. Il processo, dunque, continua e continuerà, perché così è stato sempre nella storia del cristianesimo e qualche volta può succedere anche nelle nostre parrocchie, nei posti di lavoro, a scuola, nella vita
sociale e politica, luoghi in cui il cristiano è chiamato a dare testimonianza. Gesù è andato avanti sino alla fine, sapendo che la sua missione gli veniva dal Padre e
Questi non lo avrebbe abbandonato. Come dice il nostro Arcivescovo nella sua lettera pastorale, noi siamo un popolo in cammino verso la Gerusalemme celeste.
Cerchiamo, così, di camminare insieme, nella lode del Signore.
Non dobbiamo permettere che il clima di rivalità, di sfiducia, di invidia e di gelosia, che serpeggia spesso nella vita sociale, invada i nostri ambienti. Non è ciò che vuole il Signore dai suoi discepoli, ai quali Egli comanda, invece, stima reciproca e, se fosse il caso, capacità di correzione fraterna, senza suscitare scandali.
Con un gruppo di persone sarò dal 10 al 15 settembre in pellegrinaggio a Santiago e Fatima. Pregheremo per la nostra comunità Pastorale e per le intenzioni di ciascuno
ringraziando, in modo particolare la Vergine Maria, che con il segno della statua pellegrina, ci ha fatto visita lo scorso anno, suscitando sentimenti ed emozioni indescrivibili. Solo il Signore conosce i cammini spirituali di ciascuno, a noi tocca valorizzarli e farli crescere.

don Sergio

Una presenza che dà senso alla vita

Sta terminando il tempo di ferie per la maggior parte di noi e stanno per iniziare le diverse attività ritmate da quella che per molti è la monotonia della quotidianità, pronta a distruggere la parentesi del riposo e dello svago estivo.
Anche la vita delle nostre parrocchie, con la festa della Natività di Maria, l’8 settembre, prenderà ufficialmente il via, guidata dalla lettera pastorale del nostro Arcivescovo, dal titolo “Cresce lungo il cammino il suo vigore”, un invito a vedere la Chiesa in un continuo rinnovamento, “non assolutizzando mai forme, assetti, strutture e modalità della sua vita”.
È il cammino di un popolo nel quale siamo inseriti tutti noi attraverso il Battesimo, che trova slancio e forza dall’ascolto della Parola di Dio, specialmente quella liturgica, offerta a noi nella S. Messa domenicale, dove al centro c’è sempre Cristo.

“Lui deve crescere; io, invece, diminuire” (Gv 3,30). Questa affermazione di Giovanni Battista è emblematica e ci dice quale è la sua consapevolezza di fronte all’avvento di Gesù. D’ora in avanti è il Cristo, il Figlio di Dio, che deve emergere e che deve essere conosciuto, amato, adorato per la sua missione di Salvatore.
Per questo motivo la liturgia ambrosiana mette in rilievo la festa del martirio di Giovanni Battista, attestata nel calendario ambrosiano già a partire dal III – IV secolo, e segna una tappa importante nella storia della salvezza attraverso i temi e le figure che, dopo Pentecoste, ci hanno accompagnato nella liturgia domenicale. Così, la predicazione e la morte di Giovanni Battista aprono il nostro sguardo su Gesù, mediatore della nuova ed eterna alleanza con Dio. Con Lui è iniziata la storia definitiva dell’umanità che avrà il suo compimento nella risurrezione finale.

Ma, già fin da ora, il regno dei cieli è iniziato ed è entrato in modo forte a dare luce alla storia dell’umanità che anche noi stessi viviamo. Una storia che ci avvolge e che siamo chiamati a comprendere sempre meglio, per viverla senza subirla perché, infatti, il rischio è quello di leggere il tempo che scorre come un inesorabile succedersi di giorni con vicende liete e tristi, o spesso addirittura drammatiche, privandole di senso. Invece questa storia è stata visitata e gode della presenza di Gesù, il Salvatore, il quale la illumina e la rende storia salvata e redenta.

La costante presenza di Gesù risorto è il motivo della gioia e della speranza della Chiesa, la quale diventa per gli uomini un faro luminoso dentro il buio e le domande della vita quotidiana non solo dei cristiani, ma di tutti gli uomini.
Giovanni Battista ha riconosciuto in Gesù l’atteso da tutte le genti e questa fu per lui la grande gioia che non poteva tenere per sé, ma che doveva comunicare. Ormai la sua missione si compiva per lasciare spazio alla missione di Gesù. È ciò che dovrebbe succedere anche a noi quando riconosciamo la presenza di Gesù nella nostra vita: lasciargli spazio in noi, perché in noi agisca la sua grazia. Solo così la nostra esistenza non sarà più un’inesorabile susseguirsi di giorni, come scrivevo sopra, ma sarà invece tempo in cui il Signore opera con la forza del suo amore, che è grazia per noi, e, attraverso di noi, grazia per chi ci vive accanto.
Ciò rende dunque diversa la nostra vita e la storia che viviamo è la consapevolezza che Gesù è dentro di noi e poiché Lui è il tutto, ciò è sufficiente per renderci felici.

Buon inizio a tutti,

don Sergio

Appuntamenti 28 agosto – 10 settembre 2018

MARTEDì 28/08

Alle ore 20.30, presso la sala don Antonio (Casa Parrocchiale di Luino), si terrà un incontro informativo per tutti i partecipanti al pellegrinaggio a Fatima e Santiago.

SABATO 1/09

  • Alle ore 6.45 pellegrinaggio mensile dalla Madonnina del Porto al Santuario del Carmine (Luino), dove sarà celebrata la S. Messa.
  • Dalle 15.00 alle 17.50 Adorazione Eucaristica silenziosa in Prepositurale (Luino).

MERCOLEDì 5/09

A Creva, alle ore 20.30, Celebrazione penitenziale, Confessioni e Adorazione Eucaristica.

VENERDì 7/09

Festa dell’Accoglienza a Creva.

SABATO 8/09

  • La S. Messa delle ore 18.00 (Luino) sarà presieduta da don Mauro Malighetti, prevosto di Besana in Brianza, vicario parrocchiale a Luino dal 1988 al 2000, che ricorderà quest’anno il trentesimo di ordinazione sacerdotale.
  • A Creva confessioni per ragazzi ed adolescenti a partire dalle ore 15.00. A seguire S. Messa prefestiva.
  • Festa dell’Accoglienza a Creva.

DOMENICA 9/09

A Creva, in occasione della Festa dell’Accoglienza:

  • S. Messa alle ore 8.00
  • S. Messa solenne alle ore 11.00
  • Processione con la statua della Madonna alle ore 20.30.

LUNEDì 10/09

Alle ore 20.30, a Creva, S. Messa esequiale per parrocchiani e benefattori defunti.

Il martirio è testimonianza

Questa domenica ci prepara a vivere una nuova tappa del calendario liturgico ambrosiano. Dopo avere percorso le tappe della storia della salvezza, la memoria del martirio di Giovanni il Battista (29 agosto) segna la presenza dell’ultimo grande profeta, il Precursore del Signore Gesù, che ha testimoniato con la vita la forza che lo spingeva interiormente.

Le letture di questa liturgia domenicale manifestano la carica di fede che sostiene le vicende di coloro che, pur perseguitati, hanno la consapevolezza di non essere soli, bensì accompagnati e sorretti dal Signore, il quale non abbandona ed è, per tutti, il Dio della vita, che supera ogni violenza e ogni morte.
Per tale motivo, Gesù ci invita a non avere paura di chi vorrebbe distogliere la nostra attenzione da ciò che realmente vale e che può dare significato alla nostra esistenza. E la paura si vince con la fiducia in Dio, per il quale noi uomini siamo un valore immenso, tanto da avere dato per noi il suo Figlio Gesù.
Certi di tanto amore e di tanta premura da parte di Dio, noi possiamo essere pronti anche a perdere la vita a causa del Vangelo, perché la nostra vita, inserita in Cristo, non può morire.

San Paolo è talmente consapevole di ciò da sentire la ricchezza della bontà di Dio come un tesoro difficile da contenere nelle nostre persone così fragili (egli dice che “abbiamo un tesoro in vasi di creta”). Solo così si può manifestare che la forza di certe nostre scelte e azioni non viene da noi, bensì da Dio che agisce in noi.
Già nell’Antico Testamento abbiamo esempi straordinari di scelte coraggiose, di vite spese e offerte per la causa di Dio e per dare testimonianza della fede in Lui.

La liturgia di questa domenica ci riporta il martirio dei sette fratelli Maccabei perché si rifiutarono di trasgredire la legge di Dio. Così disse uno di loro: “Siamo pronti a morire piuttosto che trasgredire le leggi dei padri”.
Esemplare è anche la testimonianza della loro madre che li ha visti morire ad uno ad uno in un solo giorno “sopportando serenamente per le speranze poste nel Signore” e incoraggiandoli a non tirarsi indietro. Al figlio più giovane disse, tra l’altro: “Non temere questo carnefice, ma, mostrandoti degno dei tuoi fratelli, accetta la morte, perché io ti possa riavere insieme con i tuoi fratelli nel giorno della misericordia”. Quella donna esprime una forza d’animo eccezionale, che si può spiegare solo nella grande fede nel Dio della vita e dell’amore. Anche il martirio di Giovanni Battista, che la Chiesa celebra mercoledì prossimo 29 agosto, si inserisce nella scia di coloro che si sono resi testimoni di fronte al mondo della forza che viene da Dio, anticipando quella lunga schiera di uomini e donne che, nel nome del Signore Gesù, non avrebbero esitato a dare la vita in vari modi.

Dobbiamo tenere presente, infatti, che martire significa testimone, così che possiamo parlare di un martirio cruento e incruento. Nella storia della Chiesa sono moltissimi coloro che hanno speso la vita per il Vangelo di Gesù e molti sono ancora oggi quelli che offrono testimonianze splendide di dedizione al Vangelo anche di fronte alle diverse opposizioni. Non manca chi viene ucciso, perseguitato, deriso per affermare la gioia di sentirsi partecipe della vita nuova iniziata da Gesù.
È la persecuzione che, a volte, si fa subdola anche negli ambienti in cui noi siamo chiamati a vivere: famiglia, scuola, lavoro, società, dove il fatto di essere cristiani diventa discriminante. Gesù ci ha assicurato che “chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre che è nei cieli; chi mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli”.

Riconoscere non è solo un fatto di labbra: è appartenere a lui con il cuore e con la vita. Ricordiamo tutti come Pietro pianse amaramente quando, dopo avere rinnegato per tre volte Gesù, si ricordò di quello che egli aveva detto. Il riscatto fu per Pietro la triplice professione di fede, che gli permise di diventare annunciatore appassionato di Gesù e lo fece pronto a dare la vita per Lui.

don Sergio

Superare la rigidezza

Gesù ci insegna una verità grandissima che è quella del superamento dei pregiudizi per accogliere il bene grande che spesso c’è anche in chi è diverso da noi o ha una fede differente dalla nostra. Vi invito a leggere e a meditare attentamente il Vangelo di questa domenica, che ben si collega anche alla prima lettura.

L’episodio del centurione pagano che invoca Gesù per la guarigione di un suo servo malato è emblematico, ma ancora di più è la riflessione che ne fa Gesù dopo averlo guarito: “Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande”.
Perché Gesù arriva a fare questa affermazione? Perché il Vangelo ci dice che quel servo era molto caro al suo padrone. Già qui troviamo un atteggiamento di superamento degli schemi gerarchici dove i servi sono i servi e i padroni padroni. Nel centurione vediamo la carità di Dio, che in Gesù si è rivelata, avvolgerlo e guidarlo nei suoi pensieri e nelle sue scelte. Ma ancora vediamo un superamento della rigida logica umana e religiosa nel fatto che il centurione aveva fatto costruire la sinagoga.

Ciò potrebbe sembrare scandaloso, ma è un fatto evidente che dice sconfinamento dalle restrizioni religiose per un’intuizione che lo apre ad orizzonti nuovi, capaci di sconvolgere la sua vita sino ad un affidamento inaspettato. Ed è qui che troviamo il terzo elemento che stupisce, il messaggio inviato a Gesù: “Signore non sono degno che tu entri sotto il mio tetto; per questo io stesso non mi sono ritenuto degno di venire da te; ma di’ una parola e il mio servo sarà guarito”.
In tali parole troviamo il senso di indegnità di quell’uomo di fronte a Gesù e, dunque, un senso di riverenza che dice rispetto, ma anche fiducia in una parola che è potente e capace di guarire. Potremmo chiederci se la nostra fede è davvero così grande!

Una parola vorrei scrivere anche su Ciro, re di Persia richiamato dalla prima lettura, il quale manda un proclama per tutto il suo regno in cui dice che Dio gli ha ordinato di costruirgli un tempio a Gerusalemme: un pagano chiamato a costruire un tempio a Dio.

L’agire di Dio è davvero sconvolgente, ma ci aiuta ad avere una fede aperta, uno sguardo benevolo su tutto ciò che è buono e che diventa il suo linguaggio nei confronti degli uomini, ma anche un richiamo a verificare la nostra fede, di noi che ci diciamo credenti e che forse abbiamo bisogno di farci più piccoli e semplici.

don Sergio